Modena
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somministrazione di 2 milioni e mezzo in derrate, polvere ed altre munizioni di guerra: più 20 quadri da scegliersi fra i migliori della Galleria estense. Rifiutandosi il duca — che nella sua fuga s'era portato seco oltre 3 milioni di lire modenesi del pubblico erario ed una quantità di oggetti preziosi per il valore di più milioni — di contribuire al pagamento di queste gravose imposizioni, nò potendo i conservatori della Reggenza ottenere danaro dalle già smunte popolazioni, e dove più non se ne trovava, sorse un gravo fermento negli animi contro questo stato di cose intollerabile: ed ai più parve miglior partito di abbracciare il nuovo ordine di cose ed aderire alla Repubblica cisalpina già fondata m Milano.
Un tentativo in questo senso fu fatto nell'agosto dì quell'anno, represso dai conservatori della Reggenza, ma come era stato impossibile alla Reggeuza di pagare nei termini voluti ed anche dopo le enormi contribuzioni, Bonaparte da Milano con un editto del 12 vendemmiatore, anno V della Repubblica francese (4 ottobre 17%), denunciava, per mancanza ai patti l'armistizio; dichiarava decaduta la Reggenza, e prendeva sotto la protezione della Repubblica francese ì popoli di Modena e di Reggio. In esecuzione di questo ordine, il generale Sandos, comandante le truppe repubblicane acquartierate in Modena, intimava alla Reggenza di sciogliersi. Il giorno dopo fu eretto sulla piazza maggiore l'albero della libertà, e si fecero grandi feste. Il 13 ottobre arriva da Reggio Bonaparte ricevuto con nuove feste dalla popolazione. Avendo alcuni fanatici sconciato il monumento equestre di Francesco III, egli ne volle puniti gli autori, uno dei quali, arrestato, impazzì per terrore.
Nei giorni 16,17 e 18 ottobre, nel palazzo Rangoni fu tenuto il Congresso cispadano al quale intervennero anche i rappresentanti di Bologna, di Reggio, di Ferrara, che insieme a quelli di Modena proclamarono costituita la Repubblica cispadana colle stesse forinole adottate per la Repubblica cisalpina. La Cispadana ebbe vita autonoma fino al 80 giugno 1797 nel qual giorno, per ordine di Napoleone, si fuse colla Repubblica cisalpina. A preparar le leggi e consolidare gli ordinamenti liberali della Cisalpina, Bonaparte chiamò con se a Milano i modenesi Lodovico Ricci, Lodovico Loschi, Agostino Vandelli ed i reggiani Angelo Perseguiti, Giovanni Paradisi, Antonio Re, Pellegrino Nobili. 11 Ricci fu dal Direttorio esecutivo della Cisalpina nominato ministro delle finanze, e Carlo Testi, pur modenese, fu fatto ministro degli esteri. Nel 1798 vennero soppressi tutti gli ordini religiosi ed i loro beni devoluti al Demanio nazionale.
Nella reazione del 1799 dovuta alla sfortunata guerra di Bonaparte in Egitto — per quanto riportasse alle Piramidi ed a Jaffa notevoli vittorie — Modena cambia di governo più d'una volta, passando il medesimo alternativamente dalle mani dei Francesi a quelle degli alleati Austro-Russi e viceversa. In tanto disordine e per le continue requisizioni militari e contribuzioni di prezzo imposte ad ogni passaggio di truppe, le condizioni economiche della regione eransi fatte intollerabili. Specialmente nelle campagne, refrattarie alle nuove idee, ove eransi ritirati tutto il nobilume spoglio di tìtoli e di privilegi, tutto il personale delle disciolte fraterie — quello che faceva propaganda per il ritorno al quieto vivere del tempo ducale — il fermento era grave, e nella bassa provincia, nel Frignano ed in Garfagnana si ebbero tentativi di rivolta ed anche rivolte vere, sedate dal pronto accorrere dei generali di Bonaparte. Intanto questi, ritornato a Parigi dall'Egitto, col colpo di Stato del 18 brumaio, manda a rotoli il Direttorio, ed istituisce la dittatura propria col titolo di primo console. La rapida discesa di Napoleone in Italia per il San Bernardo e la battaglia di Marengo riconducono gli ordinamenti repubblicani in Lombardia, nell'Emilia e nelle Legazioni. Frattanto i comizi generali italiani sono convocati a Lione: e là, abolite le denominazioni di Cispadana e di Cisalpina, si dà alla repubblica il titolo più omogeneo di Italiana, e lo Stato comincia ad avere andamento più regolare e meno tumultuario, essendo