Modena
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maggior valore della sua galleria, il medagliere, spedì il tutto fuori del Ducato, e formato un Consiglio di reggenza, gli affidò lo Stato, riparando colla famiglia a Bologna.
Due giorni dopo (1° agosto 170)1) entravano in Modena i Francesi comandati dal-l'Àlbergotti, che a Cremona aveva sconfitto gli imperiali del principe Eugenio; nè per questa occupazione si ebbero a lamentare guai. Le truppe si mostrarono disciplinate, gli ufficiali allegri e solo amanti dei divertimenti e della cura dei teatri; al marchese Taddeo Rnngoni, lasciato dal duca a capo della Reggenza, fu riconosciuta ogni autorità sulla città e lo Stato. Lo storiografo Lodovico Muratori, allora bibliotecario all'Estense, già famoso per le opere pubblicato e per quelle a cui attendeva, ebbe dal generale e dagli ufficiali francesi dimostrazioni onorevolissime di alta considerazione. Il duca Rinaldo, al quale giungevano i rapporti di tutto ciò, n'era ben lieto; mandava denari ed autorizzava spese per tener bene allegri quegli ospiti non desiderati ; il teatro era aperto ogni sera : prima vi fu spettacolo d'opera, poi una compagnia di saltimbanchi della quale era direttore un tale Francatrippa.
Le cose si abbuiarono, però, quando, venuto Rinaldo in sospetto di parteggiare per l'Austria, che già cominciava ad attirare nella sua orbita d'influenza tutti i pnncipotti italiani, il Consiglio di reggenza fu sciolto, ed istituito il governo militare.
La vittoria di Torino, riportata mercè l'eroismo di Pietro Micca sui Francesi dal duca Vittorio Amedeo e dal principe Eugenio di Savoia, ha il suo contraccolpo anche su Modena. I Tedeschi, riprendendo lena, assaltano Modena e costringono i Francesi a chiudersi nella cittadella (30 gennaio 1707). Dopo un assedio di otto giorni, i Francesi sono costretti a capitolare, e ad andarsene. 11 duca Rinaldo, richiamato, viene tosto da Bologna, fa il suo ingresso frale acclamazioni del popolo il 18 febbraio dell'anno stesso. Nuovo periodo di tranquillità e anche di una certa abbondanza, per la grande fertilità mostrata in quegli anni dal territorio modenese. Il duca Rinaldo ordinò varii lavori edilizi, di importanza, tra cui la copertura del canale-naviglio — con grande vantaggio della estetica e della igiene cittadina. Questo periodo di pace dura fino allo scoppio della guerra per la successione di Polonia, che mette di bel nuovo in armi mezza Europa (1734). Le truppe francesi rioccuparono Modena ed il duca Rinaldo, come già aveva fatto l'altra volta, fuggì dalla sua capitale, ricoverando in Bologna. Ma due anni dopo, conclusa la pace di Vienna, il duca Rinaldo rientra in Modena accoltovi da grandi feste civili e religiose. L'anno appresso morì in età di 83 anni, lasciando lo Stato diviso tra le figlie Benedetta ed Amalia, essendo iu rotta col figlio Francesco, a causa della disordinata condotta che teneva, trovavasi in Ungheria al servizio dell'imperatore Carlo VI. Terminata la guerra col Turco, Francesco rientrò in Italia, ed al 4 dicembre fece il suo ingresso in Modena, riprendendo il dominio dalle mani delle sorelle. Come principe regnante, assunto il titolo di Francesco III, si mostrò assai migliore clic non fosse quando era sotto la potestà paterna. A lui si debbono i molti lavori edilizi, che verso la metà del secolo scorso abbellirono Modena, rendendola più degna del nome di capitale ; la riforma e la codificazione delle leggi estensi, meglio adattate alle esigenze dei tempi; l'istituzione di opere pie, tra cui il Monte di pegno ed altri provvedimenti dei quali i suoi sudditi molto avvantaggiarono. Il fatto politico più importante durante il lungo regno di Francesco III fu l'occupazione di Modena e di tutto lo Stato per parte delle truppe austro-sarde condotte da re Carlo Emanuele II di Sardegna, durante la guerra per la successione d'Austria. Il duca Francesco III, che si era dichiarato neutrale, rendendosi così inviso ad un partito e all'altro, fu costretto a lasciare la città ed a rifugiarsi a Venezia. Nel 1743, nella località di Camposanto avviene una sanguinosa battaglia fra gli Àustro-Sardi e gli Spagnuoìii il generale piemontese conte d'Aspre-mont vi lasciò la vita; ed il conte di Cumiana, governatore di Modena, venne fatto prigioniero. Tuttavia la vittoria arride agli Austro-Sardi e gli Spagnuoli son costretti