108
l'arie Terza — Italia Centrale
della questione, a miglior studio: indi ritornato in Modena nel marzo 1530, vi pone un presidio proprio sotto il governo di I)on Pietro Cardenas, suo generale; ma nell'anno seguente l'imperatore ritira il presidio spagnuolo da Modena, e ne ratifica in tilt bando solenne le condizioni della resa al duca Alfonso d'Este.
Nel 1534, in età di 59 anni, muore il duca Alfonso, e gli succede il figlio Ercole II. E il momento in cui la Riforma prendendo un immenso sviluppo minaccia di abbattere la Chiesa romana. Giovanni Calvino, uno dei piò ferventi apostoli della Iìiforma, viene a predicare in Ferrara: Ercole lo fa arrestare, e tradurre a Bologna dove doveva essere consegnato a quel tribunale della Inquisizione. Renata di Francia, moglie del duca, e propensa alla Riforma, manda un nucleo dei suoi fidi ad assalire la scorta che conduceva Calvino a Bologna: gli sgherri sono messi in fuga ed il celebre riformatore coll'aiuto della duchessa può riparare in Francia e poscia a Ginevra. Nel 153G scoppiata di nuovo la guerra tra Carlo V e Francesco 1 perla successione del ducato, Ercole II, mina le fortificazioni di Modena, onde guarentirsi da ogni eventualità, ed all'uopo alcuni dei sobborghi della città vengono abbattuti. Ercole II si distingue specialmente per il suo fervore religioso: fonda conventi ed innalza chiese dovunque; a Modena istituisce il monastero del Corpus Domìni o delle Convertite; è fra i promotori della fondazione della Compagnia di Gesù; chiama i Cappuccini, che prima avevano la loro casa fuori porta Bologna, entro la città; ottiene la porpora cardinalizia per il proprio fratello Ippolito; scorta (1543) il papa Paolo III, recantesi a Busseto a convegno coll'imperatore Carlo V, perseguita accanitamente i protestanti e riformisti e con un editto del 20 maggio 1545, sotto gravissime pene che giungevano fino al supplizio estremo, vieta di tenere libri eretici o sospetti di eresia e di farne commercio, di disputare sia in pubblico che in privato di cose riguardanti la religione; per il che un'accademia di tendenze razionaliste sòrta allora in Modena, per iniziativa di un tal Grillenzoni, dovette incontanente sciogliersi e molti dei suoi membri prender la via dell'esilio: tra questi il celebre letterato, poeta e pensatore Ludovico Castelvetro, che riparò a Chiavenna, allora sotto il dominio dei Grìgio ni.
Considerate le condizioni poco igieniche della città, prodotte dall'eccessivo agglo-111 craniento della popolazione in vie ristrette ed antiche, Ercole II decreta l'ingrandimento di Modena (1549-51); vengono così fondati i quattro sobborghi corrispondenti alle porte principali, e sono aperte le strade di Terranuova (ora corso Cavour), del Naviglio (corso Vittorio Emanuele), delle Stimmate, di Sant'Orsola, costituenti insieme alla cittadella quella parte nuova della città che fu detta 1' < addizione Erculea ». Nel 1550, chiamati dal duca Ercole II e dal cardinale vescovo Morone, si stabiliscono in Modena i Gesuiti, scegliendo per loro prima sede la chiesa dell'Annunziata in via Maraldo. Nel 1559, al 2 di ottobre, muore in Ferrara il duca Ercole II e gli succede il figlio Alfonso II, che in quel momento trovavasi alla Corte dei congiunti re di Francia in Parigi. Alla provvisoria vacanza del capo dello Stato provvide energicamente la duchessa Renata, nel mentre che per sistemare le cose dello Stato era uno scambio continuo di staffette tra lei ed il figlio. Questi giunge finalmente in Modena, da Parigi, alla fine del novembre, festeggiato dalle popolazioni quale nuovo duca, e si mostra meno intollerante del padre in fatto di religione, aiutando il Castelvetro a sfuggire dalla Inquisizione di Roma, che lo perseguitava per eresia, sulla denuncia, sembra, dì Anuibal Caro, che lo odiava a morte per le acerbe critiche da lui fatte alla sua traduzione dell'Eneide ed alla canzone: Venite all'ombra dei bei gigli d'oro... 11 regno di Alfonso II trascorse in perfetta pace ed in quella specie di atonismo morale, che la egemonia spagnuola aveva imposto come cappa di piombo sull'Italia. La cronaca del tempo, anche per gli Stati Estensi, è scevra di importanza storica, se a tale non si vogliono elevare le feste grandiose, spagnolesche, per viaggi, arrivi, matrimoni, nascite, morti di principi, per erezione di chiese, fondazione di monasteri : cose che ad ogni