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l'arie Terza — Italia Centrale
Anche li orso fu savio ed avveduto amministratore: fra i suoi provvedimenti più lodati havvi quello che abolisce la tassa sul sale, causa di inalsania nel popolo; ed una rigorosa legge suntuaria contro il lusso smodato, rovinoso degli abiti, tanto degli uomini che delle donne. Fra le sue imprese militari va ricordata la cacciata dei Lucchesi dalla Garfagnana. Di ritorno da un viaggio a Roma, ove aveva ricevuta dal papa Paolo li la solenne riconferma del ducato di Ferra» Modena e Reggio, il duca Dorso s'ammalò e morì il 19 agosto 1471 in Ferrara. Suo successore fu il fratello Ercole, primo di tal nome nella dinastia degli Estensi. Per quanto i tempi in quello scorcio di secolo cominciassero a volgere per l'Italia assai calamitosi, gli Stati estensi godettero lunghi periodi di pace. La guerra più importante avvenuta durante il regno di Ercole I fu colla repubblica di Venezia, guerra finita svantaggiosamente per il duca che perdette Rovigo ed il suo territorio, vale a dire la ricca provincia del Polesine. Nel 1495 Ercole I è intermediario e garante della pace intervenuta tra Ludovico Sforza il Moro, duca di Milano, e Carlo Vili re di Francia : all'uopo manda due nobili modenesi, cioè Francesco Rangone e Francesco dei Cesi con trecento uomini in Genova alla custodia del forte di Castelletto, consegnato a lui per garanzia della pace e mantenimento dei patti. Questa singolare occupazione durò due anni.
Nel 1501, un violento terremoto, largamente descritto dal cronista Lancilotto, scosse tutta la città di Modena, recando danno immenso agli editici, parecchi dei quali anche rovinarono, cagionando la morte di non poche persone. Da questo fenomeno tellurico origina forse la inclinazione della torre della Ghirlandimi verso la parte del Duomo. Nel territorio rimasero assai danneggiati i paesi di Campogalliano, Castelvetro, Sassuolo, Gorzano, Nonantola. Ercole I morì, nel 1505, alli 25 di gennaio, in Ferrara: i suoi funerali furono straordinariamente splendidi: vuoisi che l'Ariosto, il quale vi fu presente, ne abbia fatta la descrizione nel suo poema, in quelli di Rrandimarte. In quel tempo vivevano alla corte degli Estensi letterati, artisti e poeti ; tra questi, vanno sopratutto ricordati Matteo Maria Rojardo, signore di Scandiano e zio materno dell'Ariosto, e l'Ariosto medesimo, indubbiamente il più forte e brillante genio poetico che l'Italia abbia dato nel secolo XVI, ed il latinista cardinal Bembo.
Successore di Ercole I fu suo figlio Alfonso, pur questo primo di tal nome nella famiglia estense, che altri ne ebbe. Fin dal 1502, Alfonso era marito di Lucrezia Borgia, figlia naturale del papa Alessandro VI, che, senza dire del resto, aveva già convolato così a terze nozze, sciolte o violentemente dalla morte, o per decreto di nullità facilmente ottenuto dalla Curia Romana. Ad onor del vero va riferito che nel tempo in cui fu duchessa di Ferrara e Modena, l'avventurosa donna non diede appiglio alle turpi imputazioni, che le furono fatte nel periodo precedente. Lo storico Gregorovius, anzi, ha pubblicato, anni sono, un lavoro di indagine storica, nello intento di reintegrare, in quanto era possibile, la fama di questa donna, resa odiosa, forse, più che per fatto proprio, per riflesso delle colpe, delle mostruosità per cui si resero sinistramente celebri nella storia il padre ed i fratelli suoi.
La Lega di Candirai, formatasi contro Venezia, travolse il duca Alfonso nelle sue spire: e nominato da papa Giulio II gonfaloniere della Chiesa, dovette aprire le ostilità, come quello che coi suoi Stati collimava col territorio veneziano. La guerra fu condotta dal duca Alfonso e dai suoi capitani abbastanza fortunatamente: onde potè riacquistare Rovigo col Polesine, ed i territori d'Este, Monselice, Montagnana, ecc., già antico retaggio degli Estensi, dei quali, nella seconda metà del secolo XV, si era impadronita la Repubblica Veneziana. Ma quando Giulio li, il belligero papa, persuasosi del danno che ne sarebbe venuto per la Chiesa prima, e per l'Italia poi, minacciata dal Turco ed invasa dagli stranieri, pel completo abbassamento di Venezia, uscì improvvisamente dalla Lega, volle imporne l'uscita anche al duca di Ferrara