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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Modena
   ioa
   il celebre capitano di ventura Muzio Attendolo Sforza da Cotignola, che seppe cacciare il Terzi dal territorio modenese, ma 11011 per questo la partita fu vinta per il marchese d'Este; la guerra col prepotente signore di Reggio durò parecchio tempo, tinche m uno scontro avvenuto in seguito ad una specie di agguato teso al marchese d'Este, Otto de Terzi ne rimase morto con trentacinque cavalieri del suo seguito. Del cadavere del signore di Reggio condotto a Modena su una meschina carrettella, in segno di spregio, si impadronì la popolazione irritata ed eccitata pei danni patiti nella lunga guerra, e ne fece orrendo scempio (1409).
   Morto Otto, od Ottobuono Terzi, come da vari cronisti è pur chiamato, Nicolò d'Este si fece proclamare signore di Reggio e di Parma, urtando subito contro le pretese di Filippo Maria Visconti, che mandò tosto le truppe dei suoi capitani di ventura contro il marchese d'Este. Ma non fu guerra lunga: e venuti i contendenti a trattative di pace, si divisero il territorio in questione, per modo che Parma ritornò ai Visconti e Reggio, finalmente, annuente la Repubblica di Venezia, che si era per un dato tempo eretta ad alleata e protettrice del Terzi, venne in potestà degli Estensi. Questi fatti consolidarono la fortuna di Nicolò III. il quale potè dirsi uno dei maggiori signori dell'Italia d'allora, tenuto in gran conto anche dall'imperatore Sigismondo, che lo investì del dominio della Garfaguana e di molti altri privilegi.
   Nicolò III morì il 26 dicembre 141-6 in Milano, trovandosi alla Corte di Filippo Maria Visconti, col quale era entrato in grande amicizia, lasciando grande rimpianto nelle popolazioni, perchè davvero fu uomo assennato, equo e splendido. Il popolo di Ferrara gli eresse una statua equestre, in bronzo dorato.
   Successore a Nicolò III fu il suo figliuolo naturale Lionello, acclamato in Ferrara come sovrano, in pregiudicio di Ercole figlio legittimo: e primo atto del nuovo marchese fu di mandare il fratello Dorso a Modena ed a Reggio con buon nerbo d'armati, onde assicurarsi quelle città contro eventuali sorprese e mutamenti per opera di quelli che dalla sua successione erano rimasti scontenti. Sotto il dominio di Lionello, che mostrò di voler continuare le tradizioni paterne, gli Stati Estensi avvantaggiarono di molto. Fu anche buon legislatore e pei suoi tempi si ricorda come fatto notevole una legge colla quale espelle dallo Stato tutti i maestri privati riconosciuti inabili o inadatti al loro ufficio designandoli col nome, invero poco grazioso, di pestifere bestie: pubblicò pure una legge di carattere suntuario colla quale resta interdetto alle donne l'uso degli abiti a lunga coda e lo spendere in oggetti di corredo e di lusso più di un terzo della loro dote. Nel 1444 furono celebrate in Modena, con pompa solenne, le nozze di Lionello d'Este con Maria, figlia di Alfonso re di Aragona. Lionello morì nel 1450: il Muratori ed altri storici ne tessono un grande elogio: in suo onore il celebre Pisanello (Vittorio Pisani) coniò una medaglia, che è fra le più rare e pregevoli uscite da questo artista, uno dei primi in quel secolo a dedicarsi a questo genere di lavori artistici.
   Successore a Lionello fu Dorso, altro figlio naturale di Nicolò III, e che aveva coadiuvato il fratello nel reggimento e nella difesa dello Stato. Nella storia di Casa d'Este, Dorso ha parte primeggiai]te, come quegli che ne consolidò in modo definitivo ed assoluto il dominio e diede maggior lustro alla sua prosapia assurgendola al grado ducale. Questo titolo venne conferito a Dorso il 18 maggio 1452 dall'imperatore Federico III, che si trovava ad essere suo ospite in Ferrara : e la cerimonia d'investitura del nuovo titolo fu fatta con grande solennità e col concorso della nobiltà modenese. Qualche tempo dopo il duca Dorso fece il suo ingresso in Modena, con indicibili festeggiamenti: e fra le cose più meravigliose che si videro in quella circostanza i cronisti ricordano un carro con una statua di San Geminiano che automaticamente gettava danaro al popolo. Mentre stava di preferenza in Ferrara, al cui abbellimento egli molto contribuì, il duca Dorso disputò il governo di Modena al proprio fratello Ercole,