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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parto Terza — ilalia Centrale
   in (lisoriline nella città, lasciando hi potere dei Reggiani gran numero di prigionieri, fra cui lo stesso loro podestà Alberto da Lotidinani. 1 prigionieri furono condotti e tenuti ([uniche tempo nel castello di Ridderà, ch'era di lor dominio sulla sponda sinistra della Secchia, dirimpetto a quello di Marzaglia; e nell'atto di rilasciarli, in segno di disprezzo, posero sulla testa di ciascun prigioniero una specie di mitra pazzesca, ripetendo in tal guisa sui Modenesi lo sfregio ch'essi Reggiani avevano qualche tempo «rima dovuto subire ad opera dei Parmigiani. Alleatisi coi Mantovani, che pure avevano ragioni di rancore verso Reggio, i Modenesi pensarono di rifarsi della disfatta e di vendicare lo sfregio patito ; altra Lega allo stesso effetto strinsero i Modenesi con Oberto Malaspina, signore di Pontremoli e della Lunigiana, onde Reggio si vide mala-niente minacciata da ogni parte; da Mantova, che sul Po impediva il traffico ed il transito dei barconi di sale diretti a Reggio; da Modena, che stava in armi sulla sponda destra della Secchia ; dal marchese Malaspina, che si affacciava dalla, parte dei monti. Rottele esitanze, i Modenesi posero l'assedio a Rubiera nel giugno del 1203; ma il luogo, forte, ben munito ed animosamente difeso dai Reggiani, resisteva a lungo; uè sembra che di quella impresa i Modenesi sperassero di venire a capo, poiché ai 20 luglio di quell'anno medesimo si veggono convocati ili Marzaglia il marchese Amo d'Este, Salinguerra,Uberto da lmblovato podestà di Ferrara, coi due podestà di Modena in quell'anno, Baruffaldo e Manfredi Pico, per nomina™ e riconoscere come arbitri della differenza di Modena con Reggio il marchese Guido Lupo, podestà di Parma, Corrado da Sommo, coi suoi quattro colleglli, podestà di Cremona. Ugualmente il giorno appresso fecero i Reggiani, acconsentendo alla nomina dei loro arbitri, i quali, insieme a quelli di Modena, si riunirono a Cremona, ove, dopo qualche tempo, deliberarono che fosse distrutta e resa ai Reggiani una fortezza della Comenagia, che i Reggiani avevano eretta nelle vicinanze di Quarantola ; uè fosse più lecito ad alcuno il riedificarla; che i Reggiani potessero togliere acqua dalla Secchia liberamente da Castel-larano in su ad alimento del loro canale, e che altrettanto era concesso ai Modenesi dalla loro parte; restituite le terre prese da una parte e dall'ai tra dacché' la guerra era scoppiata, restituiti i prigionieri. Il G di agosto, radunatisi gli arbitri, insieme ai podestà di Modena e di Reggio, nel mezzo del greto della Secchia, furono bandite quelle condizioni, intimata, accettata e ratificata la pace da ambe le parti.
   Non era, si può dire, stabilita la pace con Reggio che Modena ebbe, nel 1203, guai con Bologna. Anche da questa parte, fin dal tempo della guerra nonantolana, erano state continue dispute, controversie, quistioni per ragioni d'acque, di territori, di contini e di giurisdizioni. 11 fatto poi dello Studio di diritto apertosi m Modena aveva esasperato i Bolognesi, che ne temevano menomato il prestigio del loro Studio, del quale erano fierissimi e gelosi ad un tempo. Le cose s'inaspriscono al punto che, nel 1205-, si è alle anni e succedono incursioni e scaramuccìe nel territorio tanto dell'una che dell'altra città. Un arbitrato acquieta per un po' le cose, senza però spegnere la gelosia degli animi. La partita era, per reciproca convenienza, rimessa, non risolta.
   Nuove ragioni di guerra attizzano gli animi nel 1210: sórta quistione tra il marchese d'Este e Sai inguerra per il dominio di Ferrara e tale quistione dovendosi naturalmente decidere colle armi, ì Modenesi si schierarono col partito del marchese d'Este : Bolognesi e Reggiani per Salinguerra. Si venne alle armi. Salinguerra, cacciato da Ferrara, fu coi suoi partitanti costretto a chiudersi nel castello di Ponteduce, ove fu tosto assediato dai Modenesi e Ferraresi collegati; l'assedio fu lungo, pertinace la difesa eia cosa si sciolse senza la vittoria da una parte o dall'altra, ma colla riconciliazione avvenuta, per intromissione dell'imperatore Ottone e per l'opera del vescovo di Reggio, tra il marchese d'Este e Salinguerra. Così con queste continue alternative di brevi guerre e di brevissime paci passo quel principio di secolo, preparatore d'altri più gravi eventi.