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l'arie Terza — Italia Centrale
modenese, giurano di portare le loro armi in difesa della patria comune e della Lega. Così si collegauo a Modena i capitani di Baiso e di Carpineto ; Gherardo Rango ni, ch'era già stato podestà e legato imperiale; Rolandino da Mongennaro; i signori di Balugola, di Uomola, di Varana; la Badia di Frassinoro ; Gherardo da Montecuccola e pressoché tutti i capitani del Frignano, il che costituiva un bel contingente di forza.
Nel 1173, in ottobre, fu tenuta nella cattedrale di Modena una riunione o parlamento dei delegati delle città e signori aderenti alla Lega, presenti anche il legato pontificio cardinale Ildebrando ed il cardinale Teodecino del titolo di San Vitale. Vi intervennero i rettori delle città di Milano, Brescia, Piacenza, Cremona, Panna, Reggio, Modena, Mantova, Riniini e Bologna. In tutti gli avvenimenti della Lega, dalla costruzione e difesa d'Alessandria in poi, il nome di Modena e di Reggio figura costantemente fra quelli delle città che più fedelmente si tennero strette al patto. Nò è da escludersi che una rappresentanza delle città emiliane fosse pure nelle truppe — 111 massima parte però milanesi e lombarde — che il 29 maggio 1170 a Legnano sconfissero irreparabilmente liarbarossa. Un Pio da Modena, nel 1177, cioè ancora dopo Legnano, era fra rettori della Lega. Ed egli era presente, insieme al vescovo Moncone di Reggio, al convegno di Venezia e fu dei consoli che.per la Lega giurarono con Federico la tregua; e, nel 1183, a Costanza erano a sottoscrivere il trattato definitivo della pace: Ranieri di Iìoccabadati ed il giudice Arlotto per Modena e Rolando della Carità ed Alberto Cambiatore per Reggio.
Dopo la pace di Costanza i Modenesi godettero di diciasette anni di perfetta tranquillità, tanto all'interno che all'esterno, e di una prosperità veramente riparatrice ai danni delle passate guerre. I)i tale condizione di cose profittarono per attendere al miglioramento morale e materiale della loro città; spinsero alacremente i lavori della Cattedrale, che, pelle difficoltà precedenti, s'erano rallentati e la fecero consacrare dal pontefice Lucio (118Ì), il quale da Roma era in viaggio per Verona onde abboccarsi colf imperatore Federico, a line di gettare le basi di quel! inutile Crociata, nella quale lo Svevo medesimo perdette la vita; ampliarono la cerchia della città, rafforzandone le mura e le torri difese; sistemarono i molti canali sotterranei od ancora scoperti, che ad ogni rigurgito di piena erano causa di pericoli e di danni non lievi per la città, cosicché furono pressoché scongiurate le probabilità di quelle terribili mnondazioni dalle quali la città nei secoli precedenti era stata pressoché distrutta; e questo della sistemazione delle acque circostanti ed interne fu non lieve bisogna per il Comune di Modena, che vi profuse som tire ingenti e non pochi anni di lavoro. Eressero inoltre il palazzo del Comune ed abbellirono molte strade. Nel 1188 fu posto mano al nuovo ampliamento di Modena, reso necessario dalla cresciuta fortuna della città: furono scavati larghi fossi segnanti il limite del nuovo circondario e si costrusserò le porte, delle quali però due sole sono indicate sugli antichi annali: quella di Cittanova (ora Sant'Agostino) fatta nel 1 l'JO e quella di Bazzovara nell'anno seguente. Delle altre non si fa menzione, ma è certo però che dovettero aprirsi; quella di San Pietro fu innalzata nel 1192, come indicano rozzi versi scolpiti m una lapide commemorativa e riportati dal Vedriani. Le altre porte furono aperte probabilmente negli anni seguenti. Erano nove di numero: cioè di Cittanova, di Bazzovara, di Saliceto, di Bologna, di San Giovanni al Cantone, di Albareto (ove ora è il palazzo Ducale), di G anace to (ove finisce la via rettilinea dello stesso nome), di San Paolo, di Red ecocca e di Saragozza. Pressoché ad ogni porta corrispondeva un sobborgo, e di taluno di questi il nome è rimasto nelle varie frazioni rurali che contornano la città. Il giro (li difesa esterno della città era formato da palizzate e terrapieni, onde il nome di Terraglio è rimasto ancora ad una eccentrica via della città verso le mura orientali; varie porte erano rafforzate da rocche, torri e bastale, specialmente dalla parte di Bologna, ov'era sempre il maggior timore; nel cuore della città poi sorgeva il castello