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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Modena
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   quella celebre .abbazia e castello di Nonantola, alleatasi coi Bolognesi ai danni di Modena. Veramente da molto tempo i Modenesi, gelosi della ricchezza e della fortuna dell'abbazia di Nonantola e dei privilegi da questa goduti a scapito della loro Chiesa, dalla cui giurisdizione era stata di nuovo tolta alla line del secolo X, cominciarono ad infestare e danneggiare i Nonantolani collo invaderne il territorio, deviarne le acque ed altre consimili angherie. Non potendo da sola Nonantola competere con Modena, dovette far ricorso all'aiuto dei Bolognesi, ai quali, contro i Modenesi avevano pure domandato appoggio quei del borgo di San Giovanili in Persicelo. Così cominciarono le ostilità in forma più che altro di scorrerie e devastazioni sui territori dell'una e dell'altra parte. I Nonantolani però, temendo sempre di restare oppressi, si rivolsero al pontefice Rmocenzo II, reclamando contro le vessazioni dei Modenesi. Questi li ammonì più volte, li citò a render ragione del loro fatto davanti al proprio tribunale; ma i Modenesi facendo sempre le orecchie da mercante e continuando a molestare quei di Nonantola, un bel giorno il papa, perduta la pazienza, lanciò la scomunica contro i consoli della città (ò la prima menzione che di questi magistrati si abbia nella storia) e minacciò d'interdetto l'intera popolazione. Per il momento si sottomisero i Modenesi, tanto più che stava per giungere in Italia, con grande seguito di Tedeschi, l'imperatore Lotario (1135). Ma qualche anno appresso si fu per le stesse cause alle prese (1148). L'abate Alberto fece tosto ricorso al papa Eugenio III, che allora trovavasi al Concilio di Rheinis in Francia. Questi invitò i Modenesi a starsene nei loro confini, a rispettare la badia, a rendere il mal tolto, ma invano. Allora ii pontefice prese un rimedio eroico, decretò con apposita Bolla la soppressione del Vescovado di Modena, ordinando che per l'avvenire mai più avesse la dignità vescovile e ne divise la diocesi fra i vescovi delle città vicine. Nel 1157 il suo successore Adriano IV, cedendo alle istanze dei Modenesi, che avevano promessa e conclusa pace duratura con Nonantola, restituì a Modena la sede vescovile, nominandovi a reggerla un Arrigo di non si sa qual famiglia e provenienza.
   Questi però erano, come si suol dire, piccoli fastidi: con ben altri e gravi avvenimenti il Comune di Modena entra nel ciclo della storia nazionale nella seconda metà del secolo XII. Già in Lombardia era scoppiato insanabile il conflitto tra Milano e le città a questa alleate, e l'imperatore Federico Barbarossa veniva attirato contro la metropoli lombarda dalle lagnanze dei Lodigiani e dei Comaschi.
   Devastata da un furiosissimo incendio (1157) Modena si disinteressò della lotta accesasi in Lombardia tra Milano e l'imperatore; anzi, sulle prime, dovette moralmente tenersi per questi, dacché vediamo il primo podestà di Modena del quale si abbia notizia, Gherardo Rangoni, insignito del titolo di legato imperiale. l)i più, nel 1158, sono da Federico mandati in Modena Ottone di Wittelsbach, conte palatino, e Rinaldo, cancelliere imperiale, ad incontrarsi con due nunzi pontifici ed a conferirvi sulle differenze insorte a proposito dei diritti accampati sui Comuni e le chiese d'Italia tra Pimperatore Federico ed il pontefice.
   Più tardi ancora è legato imperiale per Modena Ermanno, vescovo di Werven, e l'intrusione di questo straniero, nelle faccende del Comune, insieme all'impressione di profonda commozione destata in tutta l'Italia superiore dalla caduta e dall'eccidio di Milano, decide i Modenesi a voltarsi contro la politica imperiale. Dai documenti pubblicati dal Muratori e dal Tirabosehi risulta che fin dal 11G7 Modena e Reggio erano entrate nell'accordo che si stabiliva fra le città italiane onde resistere alla soverchiante politica imperiale: e nella costituzione solenne della Lega Lombarda, promettente la riedificazione di Milano e la reciproca difesa delle comuni libertà, Modena e Reggio figurano fra le prime diciannove città firmatarie dell'atto costitutivo della Lega.
   Questa attitudine del Comune di Modena incontra il favore e le simpatie delle famiglie nobilesche e feudali, e le Comunità del contado che, abbracciata la cittadinanza