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l'arie Terza — Italia Centrale
dell'altro versante apenninico, mal soffrenti la servitù romana, radunato di nascosto un nuovo esercito, < superati i monti per sentieri traversi, discesero su le campagne e, saccheggiato l'agro modenese, con improvviso assaliineuto presero la stessa colonia >. Come ciò fu saputo a Roma fu subito spedito C. Claudio Pulcro, il quale, in meno di tre giorni, espugnò Modena e la restituì ai coloni. Ottomila Liguri, secondo Tito Livio, furono uccisi entro le mura di Modena, sì che il proconsole si vantava nelle sue lettere al Senato « che più non v'era alcun nemico del popolo romano di qua dalle Alpi >. Ma non appena il console fu partito per domare un'altra ribellione di Liguri in quel di Pisa, ecco risollevarsi 1 Friniati più indomiti che mai e rafforzarsi contro le armi spedite subito da Roma sui monti Leto e Balista, e commettere atrocità d'ogni sorta sui captivi fatti a Modena nella prima loro impresa, e subito internati fra i monti. Il console P. I'etillio fu mandato in gran fretta e non senza grande stento riuscì a vincere ancora i Liguri ed a togliere loro i campi fatti sui due monti suddetti. In questa impresa lo stesso console lasciava la vita trafitto da tuia freccia.
Anche durante il periodo delle civili discordie, che segnarono la traiettoria rapida della decadenza della Repubblica e della libertà romana, Modena fu teatro d'importanti avvenimenti, due dei quali rimasero specialmente memorabili nella storia. Il primo mentre erano consoli M. Emilio Lepido e Q. Lutazio Cattilo (a. ili Roma 67f>). Scoppiata infatti la discordia fra i due consoli, perchè l'uno voleva rescindere gli atti della dittatura di Siila e l'altro opponevasi, vennero alle armi, provocando lo scontro delle legioni di Pompeo, chiamato da Lutezio Catulo, colle legioni condotte da Bruto, che teneva per Lepido. Come fosse non è noto; ma fatto è che al momento della battaglia davanti a Modena, Bruto, o tradito dai suoi o traditore egli stesso della sua milizia, passò senza combattere al campo nemico, talché Pompeo potè scrivere al Senato di avere vinta la battaglia senza colpo ferire. L'altro avvenimento, che rese più che inai celebre nella storia di Roma il nome di Modena, fu l'assedio clic vi sostenne I). Bruto juniore e la guerra contro Antonio, la quinta delle civili.
< I). Beato — scrive il Cavedom — uno dei primi fra i congiurati contro Giulio Cesare, sebbene fosse stato da lui designato console e destinato alle provincie della Gallia Cisalpina ed ascritto inoltre fra i secondi eredi, dopo la morte ili quello, teneva essa provincia confermatagli dal Senato; e nella state del 710 guerreggiava coi popoli Inai pini e, presi molti castelli loro e devastatine parecchi, ne scrisse lettere al Senato e si ebbe il nome d'imperatore. Intanto M. Antonio, sebbene abbandonato dalle migliori legioni, il dì 28 di novembre partì paludato da Roma con una legione o poco più, aspettando rinforzi da Lucio suo fratello, e venne per cacciar Bruto dalla Gallia Cisalpina. Ma Bruto, ciò prevedendo, raccolto un forte esercito dai niunicipii e dalle colonie della Gallia, gli si oppose e dalla provincia lo escluse. Sul principio di dicembre s'intese in Roma la risoluzione presa da Bruto di privato consiglio ed il giorno iO dello stesso mese fu letto e comprovato in Senato il suo editto inviato da Modena, pel (piale prometteva di tenere la Gallia Citeriore nella potestà del Senato e del popolo romano. Intanto Bruto si opponeva in Modena e M. Antonio prese ad oppugnarla e, postovi intorno l'assedio, si diede a guastarne la provincia ed a fare raccolta di milizie. Nel primo giorno dell'anno, essendo consoli C. l'ansa ed A. Irzio, queste cose furono riferite in Senato e, contro sentenza di Cicerone, tre giorni appresso si deliberò di mandare ambasciatori a M. Antonio, L. Fiso,ne, L. Filippo e Se. Sulpicio Muto, i quali a lui denunziassero: Ne. Mìdiiiam obsideat, ne provincìam depopuletùr, ne dilectus haheat,... Ut exercitnm cifra flumen Rulnconem educeret. E allora, nella presenza del Senato e del popolo romano, Modena fu chiamata: Firmissima et splendidissima... fidissima et fortissima... et fìorentissima popatù romano Colonia >.
Come si svolgesse questa fazione, che dischiuse ad Ottaviano la via all'Impero, è noto e noi non ci diffonderemo su di ciò: riassumeremo solo i fatti che toccano da