Modena
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dell'edilìzio — le finestre del secondo piano ; la fastosa cornice decorata in marmo e su questa lo slanciato torrione dell'Orologio, formato da una galleria inferiore con tre grandi fineslroni ad arco, e dalla torretta dell'Orologio, innalzantesi sul centro della galleria e del padiglione fiancheggiata da dne terrazzi, ornati di balaustre in marmo con statue,
I dne torrioni laterali seguono, settate con più modesto carattere, il concetto architettonico generale dell'edilìzio, che ebbe la sua manifestazione massima e pomposa sul padiglione centrale.
Nel torrione orientale fu collocato nel 1818, per volontà di Francesco IV, l'Osservatorio astronomico, diventato, pel fatto dei chiarissimi uomini che lo ressero, uno dei più importanti d'Italia, munito ora di una scclta e completa suppellettile scientifica; nel torrione occidentale stette per lungo tempo la zecca, istituita in Modena per privilegiti dell'imperatore Federico II nel 1226 e soppressa, nel 1790, dalla Repubblica Cisalpina. Molte monete battute in Modena nel XIII secolo e nel XIV sono pezzi rarissimi e preziosi dei gabinetti numismatici d'Italia e dell'estero.
Fra i due torrioni esterni ed il padiglione centrale corre il corpo del palazzo a due piani oltre un alto pianterreno; singolare n'è la disposizione delle finestre, abbinate. 11 cornicione è fregiato da una ricca decorazione in marmo a festoni di fiori e frutta. Sul cornicione s'alza una balaustra in marmo ornata di statue, come quella delle due terrazze laterali all'orologio sul padiglione centrale. Le statue di Mercurio, l'allude, )larte, la Virtù, la Fortezza ed il Tempo sono di Giovanni Lazzoni di Carrara ; quelle di Giove, Giunone, Ercole e Nettuno sono di Gabriello Brunelli di Bologna e furono lavorate tutte e collocate tra il 1670 ed il 1680,
La corte d'onore, classificata come monumento nazionale, è uno dei più bei pezzi architettonici che nel genere si conoscano. Consta di due loggiati a portici, l'uno inferiore e l'altro superiore, sul quale si apre poi ima vasta terrazza scoperta. Il loggiato o porticato inferiore è d'ordine jonico e le arcate sono sostenute da colonne doriche in inarmo abbinate, fra le quali intercede un pilastro-lesena saliente col capitello fino alla soprastante cornice dell'arco. Lo stesso motivo, con maggior leggiadria, nel loggiato superiore, rispondente al piano nobile, d'ordine jonico, mentre le paraste, che mostrano di reggere la cornice della terrazza scoperta girante intorno al cortile, sono corinzie.
Dal cortile, per un ampio atrio a colonne si passa allo scalone a dne rampe, adorne di statue antiche, talune delle quali d'eccellente fattura, provenienti dalla villa d'Este a Tivoli, presso Roma. Lo scalone fa capo ad una grande sala, che serviva di vestibolo o d'anticamera agli appartamenti ducali. La vòlta del gran salone ha un magnifico dipinto a fresco di Marc/An-tonioFranceschini, bolognese, allievo del Cignoni, eseguito nel 1096. Il Franccschini, inspirandosi al famoso canto deirO/tfMr/o Furioso, nel quale si assiste alla sfilata degli Estensi, figura Giove die alla presenza
degli Dei dell'Olimpo incorona Rradamante l'eroina progenitrice degli Estensi. La parte architettonica e decorativa che incornicia il dipinto è ottimo lavoro di Enrico Ilafiiier, svizzero; i chiaroscuri delle pareti \emiero eseguiti nella prima metà del nostro secolo da Pietro ftlingholfi di Vignola e da Gemiuiano Vincenzi di Modena.
Dei sontuosissimi appartamenti ducali non rimangono ricordi se non in quelle ed altre consimili decorazioni dei vasti saloni, convertiti in dormitori, in camerate, in sale di studio per gli allievi della Scuola militare.
Fino ad un quindici anni or sono, nell'edilizio formante l'ala sud-ovest del palazzo, erano insediate la Dihlioteca e la Pinacoteca estense; ma le crescenti esigenze della Scuola militare, il cui numero d'allievi dovevasi d'anno m anno aumentare, cacciarono questi due istituti dalla loro antica e storica sede per ridurli, come vedremo, a disagio nell'attuale edilìzio del piazzale di Sant'Agostino.
Nelle opere di trasformazione eseguite per adattare il palazzo degli Estensi ad liso di grande istituto militare quale è ora, si dovette alterare l'euritmia interna di molta parte dell'edìfizio : e fra le cose notevoli create dal nuovo ordinamento vanno citate la grandiosa cucina sotterranea e la tettoia per uso di refettorio, capace quest'ultima di oltre 1200 commensali.
Palazzo Provinciale. — Questo elegante palazzo, sorgente fra il corso Adriano e le mura orientali della citta, fu costrutto nel 1846 per decreto del Governo estense ad uso di uno ili quei dicasteri. Ne diede il disegno, in stile accademico, l'architetto prof. Cesare Costa, disegno riescito ed elegante, specialmente dalla parte fronteggiante il passeggio delle mura, con una loggia a colonne in granito, sulle quali sovrasta un bel terrazzo con balaustra in marmo di Carrara,
Colla caduta del governo estense questo palazzo diventò proprietà demaniale. Nel 1864 fu riscattato dalla provincia, che vi insediò i proprii ullìci. Bellissimo, ad esempio, è il cortile a porticato, per il quale si accede agli ullìci provinciali e della Prefettura. Nel-l alrio leggonsi varie epigrafi commemorative: una con medaglione in bronzo, dettata dal senatore Luigi Zini in memoria di Garibaldi, inaugurata dal Consiglio provinciale il 7 giugno 1885; un'altra consimile, pur con epigrafe dello stesso Zini, in onore del re Vittorio Emanuele 11, inaugurata il 3 giugno 1883 le lapidi sono in granito ed ì bronzi dello scultore Gibellim di Modena. Notevole per ampiezza ed eleganza è l'aula massima per le sedute consigliali.
Palazzo delle Finanze — Sorge sul corso Umberto I ed è cosidetto perchè sotto il governo estense vi aveva sede il dicastero delle Finanze. Anticamente apparteneva alla famiglia Ilangoni, dalla quale passò al principe Foresto d'Este; è un bel baròcco del secolo XVII. Sulla porta, ampia, monumentale e fiancheggiata da colonne, è un lungo balcone con balaustra in marmo, rispondente al piano nobile, abitazione del prefetto.