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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Modena e Reggio nell'Emilia
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1902, pagine 328

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   fj(') Parlo Terza — Italia Centrale
   rnii sturclii e graziosi ornati. Il Begarelli volle essere sepolto in San l'ietro e nel 1875, durante i ristami, essendosi rinvenuta e scoperta la sua Umilia, le ossa ricomposte furono collocate a piedi di questo monumento, con un'epigrafe ricordante il fatto e dettata dallo slesso priore della chiesa, clic Ira titolo ahhaziale.
   Quivi era pure la tomba della famiglia Tassoni ed in una cappella senza aliare vi'imero, nel srllcmlire I (Siiti, rinchiuse le poche ossa rimanenti di \lessanilro, il torte e brioso poeta della Secchia rapila, lina lapide in marmo indica il posto uve quei pochi avanzi del porla furono più degnamente collocati
   (di stalli ilei coro, d'eci'.ellnilc disegno, con lavori d intaglio e ih tarsìa, furono eseguili tra il I5IÌ8 ed il 1511) jla Gian hanccsco Tcsli, parmigiano, meno allo .specchio, opera di Fra Frauccsco di Cremona, benedettino.
   Annesso alla chiesa era il convento ilei Bcncdcttiiii retto da un abaie nulrato; fu soppresso nel periodo repubblicano, sulla line ibi secolo scorso ed adibito, com'è tuttavia, ad usi militari ed in ispecie dagli uffici, magazzini ed armeria del distretto, occupanti anelli' l'edilìzio adottato dal duca Francesco IV per il corpo ilei Pionieri da lui istituito c rispondente ali attuali» corpo del Genio.
   San Sebastiano o Pomposa (india piazzetta della Pomposa). — Questa antichissima chiesuola di sub-palrouato degli Estensi non ha veramente molti pregi artistici E ili linee semplici e modeste e la sua facciata, ili mattoni anneriti, è rimasta incompleta. Au-lieaiuenlc parrocchia, ne fu rettore, dal 17Ili al 1750, anno della sua morte, il sommo storico, il padre anzi della cronistoria italiana, Lodovico Antonio Muratori clté quivi scrisse le sue opere dì maggior conio, gli inutili d'haliti e le Dixxertazwiiisulle antichità italiane, e ritffdiuù per la pubblicazione da lui intrapresa lutto riiiinidiiso materiale storico già radunalo ed illustrato ni lunghi anni di sludi c di pazienti ricerche. In questa sua chiesa, modestissima — ed appunto per questo prediletta — il untissimo uomo quanto forte pensatore e retto e severo giudice delle azioni ili principi,di re, di imperatori e papi, volle essere sepolto. Soppressa al cullo, nelle riforme liberali del 1774, la chiesa, le ossa dello storico furono trasiate, come s'è visto, in Sani Agostino. Nelle camere ove per tanti anni visse di studio, di lavoro e d'opere pietose, il Molatori abitarono parecchie generazioni d'inquilini, che poco rispetto ebbero del luogo. Più tardi la chiesa delia Pomposa fu restituita al culto ed il Comitato per le feste iiniratorianc, organizzatosi nella ricorrenza del secondo centenario della nascita di Lodovico Antonio Minatori (1872), provvide al ìipiistiii.iiiieuto della parte clic fu dal Muratori stesso abitata quale era nel tempo che egli vi dimorò, facendone sede di un piccolo museo iiuiraloriano, lìbero da inquilini cslranei ed aperto ai visitatori. Altri miglioramenti, nel senso ili questa nobile iniziativa del Comitato suddetto, sono stati introdotti nei locali già abitati dal Muraioli a cura del Connine e col concorso del Ministero della P. I
   La chiesa della Pomposa è iuteruaiiionli; ad una sola navafa ; negli altari serba pregevoli dipinti, fra cui il San Sebastiano, copiato il il francese lìoulanger dal dipinto famoso del Correggio, posseduto dalla (•allena estense prima che da questa per inconsulta cessione, passasse a quella liliale ili Presila, della quale oggi, insieme alla famosa Maddalena, forma uno ilei principali ornamenti.
   San Vincenzo. — Incorso Canal Grande. È nni-siilerata per la più elegante e moderila fra le chiese modenesi. Fu incominciata nel Iti 17 e venne ceduta ai Padri Teatini, che l'ufficiarono, e nell'attiguo ((invento aprirono le loro scuole in concorrenza con quelle dei Gesuiti a San Bartolomeo Nel 17G1 ne fu rifalla sopra più grandioso disegno la facciala, ad opera dello architetto lìorenlmo Nicolò Gaspare Paoletti; l'nruò ci marini e di statue decorative, con effetto complessivo abbastanza buono.
   I, interno è ad una sola navata con cupola, l'archili';.'.era e gli ornati clic lo fregiano sono ili Sebastiano Sansone, scaniliaiiese ; le figure di Ngismoudo Calila, modenese, pittore ih vaglia, sebbene, per l'i:i!l:ienza del suo tempo, assai manieralo. 1 quadri che adornano gli altari di questa chiesa sono, nella maggior parte, moderni, cioè del Manzini, del Forti, dello Zattera e d'altri. Fra quelli di scuola antica ricordiamo : una Vergili e con santi del Guerrino, nella sua prima maniera; una Sacra Famiglia del Lauricr, francese, ina vissuto iu Bologna ed i.llievo di Guido Beili; e 'due quadri del Padre Astili di Cremona.
   L'aliai' maggiore è fornito ili un tabernacolo di finissimi marini adorni ili statuette, lavori assai pregevoli del comasco Tommaso Luraghi, clic di simili opere si era falla una vera specialità.
   Nella stessa chiesa di San Vincenzo si osservano due monumenti funerari ih un cerio pregio artistico: l'uno è dedicato alla memoria ìli Maria Beat/ ice, figlia di Vittorio Emanuele I re ili Sardegna, moglie del duca Francesco IV, morta nella villa del Catlaio il 15 settembre I8'ill le sculture e le decorazioni iu marmo di Carrara sono di Luigi Milioni di Scandiano; l'artistica cancellata in ferro battolo che protegge il monumento è lavoro dei fratelli Cavalli, L'altro, pure in marmo di Carrara, è opera dello scullore reggiano Paolo Alenili, e fu eretto ili onore del principe Ferdinando d'Austria-Estp, figlio al duca Francesco IV e morto nel 1849 a liriinii iu Moravia ili colèra, lireso, a quanto sembra, nel visitare il lazzaretto dei colerosi.
   Un corridoio o passaggio unisce la chiesa di San Vincenzo alla cappella mortuaria degli Estensi. In questo passaggio trova posto il monumento commeino-rativo dell arciduca Ferdinando d'Austria-Este, fratello minore del tinca Francesco IV, distintosi nelle battaglie sostenute dall' \usl.iia contro Napoleone e specialmente nella campagna del 1805 ad l'Ima. 1 bassorilievi del monumento lavorati in marmo di Carrara dallo scultore Giovanni Cappelli, alludono ai fasti militari dell estinto.