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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Bologna
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1900, pagine 272

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parie Terza — JlaJfe Centrale
   Il territorio d'Anzola, ben irrigato e coltivato con molta cura, è assai fertile: produce sopratutto cereali, foraggi, canapa, viti, frutta, legumi ed ortaglie. Vi si alleva molto bestiame da stalla e da cortile; la lavorazione prima della canapa e la tessitura casalinga formano l'industria maggiormente diffusa nel Connine.
   Cenno storico, Indubbiamente A11 zola è luogo di grande antichità. Scavi fatti in più riprese nel territorio d'Anzola misero in luce tombe, cippi, vasi, anfore, monete del periodo romano e precisamente del tempo d'Augusto. La sua vicinanza con Bologna autorizza l'ipotesi che quivi fossero ville di facoltosi cittadini, ordinariamente residenti nella città. Nel medioevo Anzola, a causa del suo celebre castello e della sua posizione sulla via Emilia, fu luogo assai agguerrito e pei Bolognesi di grande importanza, poiché difendeva la testa del ponte di Reno.
   11 castello d'Anzola ha parte grandissima nelle vicende del Connine di Bologna; quivi, appena se ne furono impadroniti, facendolo prigioniero alla battaglia della Fos-salta (26 maggio 1246), i Bolognesi condussero Enzo re di Sardegna, tiglio naturale prediletto di Federico 11 imperatore. Da Anzola il prigioniero illustre — che fu anche gentile poeta sugli albori della lingua nostra — fu condotto a Bologna fra la doppia lila del popolo che faceva ala sulla strada; ma vuoisi, che in attesa delle decisioni del Comune e per maggior sicurezza, vi fosse poi ricondotto e tenuto per qualche tempo ancora. Durante le tristi vicende della fine del secolo XIV e del principio del XV Anzola fu più volte occupata e danneggiata dalle compagnie di ventura, che, al soldo dei Visconti, guerreggiavano contro Bologna e la Chiesa. In ogni tempo Anzola seguì le vicende politiche di Bologna.
   Coli, elett. S. Giov. ìli Persicelo — Dioc. Bologna — Pl a Bologna, T. e Slr, ferr. a Sanioggia.
   Crevalcore (10.519 ab.). — Già capoluogo dell' omonimo mandamento, soppresso per la legge del 30 marzo 1890 ed aggregato alla circoscrizione giudiziaria del mandamento di San Giovanni in Persiceto. Il territorio di questo cospicuo Connine, occupante una rilevante superficie censita in 9817 ettari, si stende nella parte settentrionale del mandamento, sul confine della provincia di Bologna con quelle di Modena e di Ferrara. E attraversato dalla linea ferroviaria Bologna-San Felice sul Panaro, facente stazione anche nel capoluogo del Comune, Crevalcore. E questo un grosso paese, a 20 metri sul mare, una volta cintato da mura e terrapieni ed ora da ombrosi viali, con una popolazione di circa 5900 abitanti. Ha due porte e fra queste corre la via principale, fiancheggiata da edilizi in gran parte moderni e signorili e di buona costruzione a porticati. Notevole è la chiesa arcipretale, ricca di buoni dipinti di scuola bolognese del secolo XVIL Fra gli edifizi di maggior rilievo vanno ricordati : l'Ospedale, il Teatro ed alcuni palazzotti di proprietà privata.
   Il Comune ha scuole tanto nel centro che nelle principali sue frazioni ed è ricco d'istituzioni benefiche, quali l'Ospedale, la Congregazione di carità, l'Asilo infantile e lasciti elemosinieri e dotali.
   Completano il nucleo di questo popoloso Comune numerose frazioni sparse pel vasto territorio, costituite specialmente da gruppi di fattorie e cascinali, talvolta con chiesa parrocchiale e cnratizia propria; fra queste frazioni vanno ricordate le località della Guisa, di Caselle, dei Ronchi, della Palata e della Galeazza; in quest'ultima si trova l'amena villa Falzoni-Gallerani, col ristaurato castello di Galeazzo Pepoli.
   11 territorio di Crevalcore, ben irrigato e lavorato con cura estrema, produce cereali d'ogni specie, canapa, foraggi, frutta, viti, ortaglie e legumi. Vi si alleva numeroso bestiame da stalla e da cortile e l'industria della lavorazione prima della canapa e della tessitura casalinga vi è generalmente diffusa, come pure quella della paglia, del truciolo e dei vimini. Vi sono inoltre in luogo 2 fabbriche di paste da minestra, un brillatoio da riso e 2 tintorie.