Bologna
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Fig. 40. — Bologna : Palazzo del Podestà (da fotografia Alin.uu),
i quali non lasciano dubbio essere la località, in quel periodo, il centio o Forum della città.
Autore di questa bella fronte sembra sia stato Bartolomeo Fioravanti detto \'Aristotile; ina altri vogliono darne addirittura la paternità a Bramante d'Urbino, tanto l'opera è perfetta ed elegante ed arieggia lo stile clic dal Bramante ha nome.
In processo di tempo, ed Iti ispecie nell'imper-versare del barocco, quest'edifizio subì varie modificazioni o meglio profanazioni. Col pretesto di rinforzarne' i muri solidissimi ne furono alterale le linee semplici e severe; furono chiuse le belle ed eleganli finestre bifore, per aprirne altre informi e tutto l'edilizio andò malmenato da sconcie appendici barocche. Solo nel 1884 s'intraprese con buoni intendimenti artistici e rispello alle tradizioni un lavoro accurato di rislauro che, sebbene non peranco compiuto, ha già ridonata a questo cospicuo edilizio, per quanto era possibile, parie della sua antica venustà. Questo palazzo è taglialo da due strade, che s incrociano sotto gli enormi volimi: della sua parte inferiore. Al punto della croce sorge la torre dell'Aringo, sostentila da quattro enormi piloni, nelle nicchie dei quali furono collocate le quattro statue dei protettori di Bologna, modellate in terracotta da Alfonso Lombardi sul principio del secolo XVI. Nella parte superiore, che fu già da tempo adibita ad Archivio notarile, somi due grandiose sale: una detta dei Notavi; l'altra di Re Emo, perchè un'erronea leggenda vuole che il tiglio ili Federico li, prigioniero dei Bolognesi alla bai taglia
della Fossalta (1249), fosse tenuto per venlidue anni captivi» in questo palazzo. È assodato invece da ulteriori indagini degli Storiografi locali, che dimora del biondo e sfortunato re di Sardegna fu una delle case attigue al palazzo del Podestà, la cui Irosle si vede ancora sulla piazza Nettuno. Nella sala di Ile Enzo, lunga G5 metri® larga 29, fu tenuto, nel 1410, il Concilio che elesse sub ccnditione a papa Giovanni XXII o XXIII, in contrasto coll'elezione di Gregorio XII, l'elezione del quale era — per gli intrighi e le corruzioni a cui aveva dato luogo—inlìrmatadn gran mimerò di prelati II Concilio di Costanza, riunito nel 1417, dall'imperatore Sigismondo, per fare cessare lo scisma, Ironcò la questione costringendo i due papi a dimettersi ed a cedere il posto al ponle-fice di nuova elezione, Martino scelto da quel Concilio. In questo palazzo sedette pure Clemente VII nel tempo che fu in Bologna a prepararvi l'incoronazione di Carlo V, pegno della quale doveva essere il sacrifizio della libertà fiorentina, e dà questo palazzo fu, per quella cerimonia, eretto il gran ponte in legno, clic conduceva alla basilica di San Petronio. E nolo che, appena passalo il papa, l'imperatore ed i personaggi delle loro Corli, quel ponte rounò— e sembra per opera dei fautori della famiglia fai» tìvoglio, spodestala dal papa — uccidendo e fe^ renilo non poche persone tra la folla di cui era stipata la piazza. Più tardi, il granile salone di He Enzo, dalla metà cioè del secolo XVI fino allo scorcio del XVIII. servi da pubblico teatro, e per la sua ampiezza anche da giuoco del palloni®; e