Bologna 101
mostri, animali, a uomini contorti ed accasciati. Chi raschiasse il molto intonaco di calce che copre le pareti vi troverebbe forse la decorazione policroma, che è propria di quelle costruzioni lombarde e che già fu rivelata nel vicino Cortile di Pilato. Elegante e snella è la loggetta soprastante al chiostro ed addossata a parte della chiesa e del campanile.
Non per nulla, come s'è visto, i Lombardi residenti in Bologna, e che nel maggior numero esercitavano l'arte muraria, avevano messo il loro recapito, la sede della loro Corporazione o Confraternita in questo edifizio !
San Domenico. — Sorge questa bellissima chiesa, considerata il Pantheon di Bologna, sulla piazza che da essa prendeva nome e clic ora fu ribattezzata col nomedi una fra le più gloriose vittime dell'Inquisizione, del più grande, fra gli Italiani, dei rinnovatori delle scienze positive : Galileo Galilei.
Nel luogo ove ora sorge la chiesa di San Domenico, ma prima del secoloXII, esisteva una chiesa parrocchiale dedicata a San Nicolò ed era detta delle Vigne, perchè aveva intorno terreni messi a vigneto. Quando si trattò di erigere la nuova chiesa e relativo convento per l'Ordine dei Predicatori, fondato allora da Domenico di Guzman, infervorato nella lotta cogli eresiarclii Albigesi e Pata-rini, sètte prolificanti iri qualche parte della Spagna, in Provenza ed anche in Italia, i terreni furono venduti dagli Andalò e Carbonesi, che ne erano proprietari, all'Ordine; al frontedcllavecchia chiesa, in parte demolita, si aggiunse, Bologna : nella prima metà del XIII secolo, dall'anno 1218 al 1230 circa, l'attuale chiesa in istile perfettamente lombardo, e di tipo basilicale, forse per contrasto — fra le due Corporazioni religiose c'era già un fiero attrito — alla chiesa rigorosamente gotica dei Francescani, che, contemporaneamente a questa, sorgeva dal lato opposto della città. Il carattere perfettamente lombardo di quest'edi-fizio va sempre più rivelandosi ora che, dopo le demolizioni del 1873, la facciata fu liberata dalle successive costruzioni che la deturpavano e ne alteravano completamente il disegno. La porta a colonnette e ad arco romano cordonato, in perfetto stile lombardo del secolo XII, basterebbe, quand'anche non vi fossero altri elementi,
per assegnare all'arte lombarda anche il vanto di questa costruzione.
All'infuori della porta, tipica, l'esterno della chiesa di San Domenico in Bologna, alla quale
nei successivi secoli furono aggiunte ed addossate costruzioni di vario genere, nulla olire di veramente rimarchevole. Il lento ristauroal quale fu sottoposta la ridurrà, forse fra qualche anno, al primitivo e semplice ma armonico aspetto.
L'interno della chiesa, che anticamente era a vòlta, fu completamente rifatto e trasformato, nel 1728, da, Carlo Francesco Dotti, con soffitto a tasselli. E a tre navate e singolarmente slanciata ed ariosa si mostra la navata maggiore, più allegra che mistica. Altri ristauri ed abbellimenti furono eseguiti alla chiesa nel 1843-44 sotto la direzione del frate domenicano Girolamo Bian-cliedi, ed altri ne furono eseguiti negli ultimi anni.
Fig. 18!
Arca Ui San Domenico nella chiesa omonima (da fotografia àlinari).