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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 272

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario dì Volterra
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   Cenni sforici. — Il paesello della Sassetta dacché è conosciuto, vale a dire, nel giro di circa sette secoli, fu dominato da varii signori: dai Pisani, dai Pannocchia degli Orlandi pisani, i quali, nel 1352, assalirono la suddetta badia di Montcverdì uccidendo l'abate e cacciandone i inoliaci, e dalla Repubblica fiorentina. Cosimo I, granduca, ne investì successivamente tre feudatari diversi, l'ultimo dei quali fu un Montalvo. Finalmente, dopo la metà del secolo XVili, tornò in pctere dei granduchi. Nel 1830 fu aggregato al compartimento di Grosseto e costituito in si guito in Comune.
   Coli, elett. Volterra — Dioc. Volterra — Pa locale, T. e Str. ferr. a Castagneto.
   Suvereto (2405 ab.). — Sorge a 127 metri d'altezza e a 0 chilonn tri da Campiglia, in piano, alla base di due colli, uno dei quali detto Belvedere <280 ni.) e a 4 chilometri dalla sponda destra del iiume Cornia. È una terra cinta ( i mura, con gli avanzi ili una rocca soprastante. La parrocchiale, dedicata a San Giusto, sta presso la cosidetta porta di Sotto e in essa si conserva una gran vasca ottagona di travertino in cui bat-tezzavansi per immersione i bambini. Più recente è la chiesuola di San Tommaso sul colle suddetto di Belvedere, con un villaggetto popolato, nell'estate e nell'autunno, dagli abitanti più agiati.
   Il territorio di Snvereto, molto fertile, produce: castagneti e pascoli naturali nella parte montuosa; nelle colline inferiori e nella pianura sottostante: alberi da frutta d'ogni sorta, ulivi, gelsi, canapa, lino, vino, ecc.
   Cenni storici. — Siivereto è ricordato sin dal secolo X e nel secolo XIII dipendeva dai conti Aldobrandeschi, ai quali fu confermato, con privilegio del maggio 121, dall'imperatore Federico II. Dal 1313 passò sotto il dominio della Repubblica di Pisa che v'inviava un podestà. Nel 1391), quando Gherardo d'Appiano vendè la Repubblica pisana ai Visconti di Milano, serbando per sè la signoria di Piombino, vi comprese anche Suvereto, la cui storia accomunasi d'allora in poi a quella di Piombino.
   Coli, elett. Erba — Dioc. Massa Marittima — P2 e T. locali, Str. ferr. a Callipigia Marittima.
   Mandamento di CECINA (comprende 5 Comuni, popol. 17,894 ab.). — Territorio per gran parte in colle, sulla destra della Cecina, bagnato a levante dal torrente Sterza.
   Cecina (727S ab., compresa la popolazione della frazione Palazzi di Collemezzano (1517 ab.), già facente parte del Comune di Riparbella del circondario di Pisa, aggregata con regio decreto del 5 giugno 1892). — È ora sulle soglie della Maremma pisana a 42 chilometri da Volterra, presso la foce della Cecina.
   Comprende le frazioni di Bibbona, o Bocca di Cecina, capoluogo del Comune fino al 1873 e di Cecina Marina a cui si va per ampia strada rotabile, lunga chilometri 2 '/j-Sulla spiaggia di Cecina Marina ergesi la vasta caserma (villa antica dei Medici), quartiere dei reggimenti di artiglieria durante gli esercizi al tiro nel vicino poligono. In questa frazione e nel capoluogo vanno aumentando ogni anno i fabbricati pel crescere incessante della popolazione e per lo sviluppo sempre maggiore delle industrie. Benché attraversata dalla ferrovia e coi cainbii facili e frequenti, Cecina ha ricchi mercati settimanali e due grosse fiere annuali a cui accorrono gli abitanti dei paesi maremmani. ITavvi anche un forno fusorio pel minerale di ferro.
   Cenni storici. — Certo è che i Medici possedevano in Cecina molte terre già nel secolo XV; solo nel 1590 edificarono la villa con fattorie che venne acquistata nel 1738 dal marchese Gìnori; questi iniziò la redenzione igienica e agricola del luogo affittando il latifondo in piccoli appezzamenti a famiglie di contadini fatte venire da varie parti d'Italia e per le quali fece fabbricare trentatrè case presso la fattoria; di qui il villaggio prese il nome di Fitto di Cecina.
   Il resto del territorio, irto in addietro di boscaglie ed inquinato da paludi malariche, era patrimonio dei Lorenesi e, poco dopo il 1830, il granduca Leopoldo, per renderlo abitabile, lo divise in tante così dette preselle, che diede in enfiteusi per un tenue canone