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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 272
Mandamenti e Comuni «lei Circondario di Pisa
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Cascina (33,333 ab.)- — A soli 5 metri d'altezza dal livello ilei mare e a 13 chilo-inetri da Pisa, è cinta di mura in forma di quadrilatero, con parrocchiale antica di Santa Maria e dinanzi ad essa nn antico battistero ottagono. Strade regolari e diritte, fra cui la principale ampia e fiancheggiata da belli edifizi e da porticati. Aveva due porte: Fiorentina e Pisana; della prima non rimane vestigia e presso lo spazio occupato dalla seconda sorge l'antica torre o fortilizio, sul quale sta l'orologio pubblico. Da est a ovest stendesi la suddetta via principale intersecata da parecchie trasversali. Notevoli il Pretorio, il campanile grandioso e il predetto battistero, l.a pianura in cui giace sta fra la sponda sinistra dell'Arno e la destra del fosso Pozzale, già fosso Uinonico. In vicinanza è il bel ponte sull'Arno a tre arcate, compiuto nel 1814 e simile a quello di Pontedera. L'industria è rappresentata in Cascina da importanti stabilimenti per la fabbricazione di mobili, officine meccaniche, molini a vapores ecc. Nella frazione Navacchio, con stazione ferroviaria e dei tram e con ufficio postale e telegrafico, si trovano molte fabbriche di tessuti.
Dalla campagna adiacente si raccoglie molto frumento, granturco, fagiuoli, ortaglie in grandissima quantità; fieno, foglia dì gelsi, vino in abbondanza.
Crìiiii storici. — Fra le carte dell'Archivio arcivescovile di Pisa, pubblicate dal Muratori, trovansi memorie della pieve di Cascina (Cassina) sin dalla metàdelsecolo VIII. Fu presa, nel 1295, dai Lucchesi e, nel 132S-41-G2, dai Fiorentini. Il 28 luglio 1301 il condottiero inglese Havvkvood (o Giovanni Acuto, già citato le tante volte), allora al servizio di Pisa, credè di poter sconfiggere i Fiorentini sotto Galeotto Malatesta, accampati a Cascina con 11,0110 fanti e 4000 cavalli; ma li trovò pronti e agguerriti e toccò tale una sconfìtta clic per celebrarla fu decretata in Firenze l'annua corsa del pallio nel giorno anniversario di San Vittorio.
La frazione ili San Frediano a Settimo ricorda la villa di Settimo dei Gherardesca: fu ritornando da questa villa a Pisa che il conte Ugolino venne fatto prigione e rinchiuso nella orribile torre.
Coli, elelt. Pontedera — Dioc. Pisa — P®, T., Str. ferr. e Tr. (anche nella fraz. Nilmcchio).
Mandamento di FAU6LIA (comprende 2 Comuni, popol. 10,579 ab.). — Il territorio stendesi in piccola parte in pianura e in gran parte in colli alternanti con vallicene. lìoschi cedui, cereali, uliveti che dànno olio squisito, gelsi, frutta e vino.
Faugha (7145 ab.). — Siede a 91 metri d'altezza, sulla piaggia marnosa e petrosa in parte nelle ultime linee delle colline superiori pisane, bagnata a est dal torrente Tavola, a ovest da quello di Fauglia, affilienti ambidue del tìumiceìlo Isola che le scorre a est, mentre le passano a ovest il fiume Torà eia via Maremmana.
Il Comune si compone di circa venti frazioni (villaggi, borgate e casali), a 20 chilometri da Pisa, con parrocchiale di San Lorenzo. L'antica fu rovinata dal terremoto del 11 agosto 1S4G e ne fu costruita recentemente una nuova di bella architettura, su disegno del cav. Arturo Conti di Livorno. Notevole la villa lielcedere\ già dei Del Carretto, dai quali passò liei conti del Testa del Tignoso e quindi del cav. Do Filippi, fiorentino. Fu ammodernata dall'architetto Piazzi, il quale fece la scala esterna sul disegno di quella di San Domenico in Roma, I dipinti sono dei fratelli Tesperti e del Tarocchi. Nel coro dell'annessa cappella bassorilievo in terracotta di G. Gonnelli, detto il Cieco da Gambassi. 11 fortilizio di Belvedere sorgeva sul poggio in faccia alla villa.
Cenni storici. — Nel 1345, quando ne era signore e vicario per la Repubblica ili Pisa Gabriele di Bacarozzo Glierardesclii, Fauglia si ribellò, per suggestione (li lui, a quella Repubblica, a cui tornò poco appresso; finché passò, il 20 ottobre 1400, sotto la signoria di Firenze. Nel 1431 si diede al Piccinino, al servizio del duca di Milano; ma nell'ottobre del medesimo anno fu riconquistata da Micheletto Sforza da Cotignola, capitano dei Fiorentini