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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 272

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   I'isa
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   la Cattedrale, fondata nel 1063 ; il campanile, fondato nel 1123; il Battistero, ilei 1103 ed il Camposanto, fondato nel 1278, tutti hanno scritto e parlato: ini limito quindi a notare per queste cospicue opere die la Cattedrale è uno dei primi esemplal i del tipo, cui appartengono la maggior parte delle chiese di Lucca, decorate di loggie, d'archetti alla facciata e sui lati. Questo particolare delle loggie, esclusa la cinta del Camposanto, forma, negli altri tre edilizi pisani, la ricca decorazione sovrapposta all'impianto più esclusivamente toscano, caratteristico dell'altro tipo; e, come ricorre nella facciata e sui lati e gira l'abside della Cattedrale, cosi gira a spirale tutta la Torre pendente e fornisce il motivo delle ghirlande sovrapposte che incoronano con vaga decorazione l'esterno del Battistero >•>.
   Il Duomo è una croce latina cospicua per le sue grandi proporzioni, il suo rivestimento estcfno ed interno di marmi preziosi e la ricchezza delle decorazioni e si compone di una navata centrale con due duplici laterali, crociera e coro.
   La facciata, accuratamente restaurata, va ornata di cinquantotto colonne in cinque ordini sovrapposti. Olia tiro statue marmoree adornano gli angoli del frontone con in cima la Madonna, di Nino Pisano. Parecchie delle iscrizioni nella facciata sono allusive a diverse vittorie navali dei Pisani.
   Le tre porte di bronzo furono sostituite alle antiche di Giovanni Pisano distrutte nell'incendio del 1590. Furono disegnate da Gian Bologna; modellate, verso il 1602, da Francavilla, Tacca, Susini, Moclii, Pagani, Giovanni dell'Opera, Ga-spero Mora e fuse stupeudamente dal Padre Domenico Portigiani e da Angelo Serrano. Le figure, quasi staccate dal fondo, rappresentano : nella porta di mezzo (fig. 4-9), otto scene della Vita di Maria ; nella porta a sinistra, la Storia di Cristo sino all'ingresso in Gerusalemme e sulla porta a destra, la Storia della Passione.
   L'entrata nella crociera a sud (crociera San Ranieri), dirimpetto alla Torre pendente, donde i forestieri entrano per solilo nella chiesa, serba la sola delle antiche porte di bronzo che scampò all'incendio. Si divide in ventiquattro compartimenti rappresentanti Storie evangeliche, nel più rozzo rilievo, nel gusto e nell'esecuzione più primitiva. Si attribuisce a Bonanno verso il l i 80, ma è probabilmente più antica. Il bell'architrave marmoreo sopra la porta è un frammento antico e il rilievo della Madonna e dellMn^/oun antico lavoro fiorentino del secolo XV. Presso questa porta leggesi un'antica iscrizione su Beatrice, mail re della celebre contessa Matilde.
   Nel muro esterno dell'abside sono messi in opera diversi frammenti di iscrizioni romane, fra le quali una di Adriano. La cupola all'esterno è ornata anch'essa di loggia formata da quarantotto colonnine.
   La caduta della vòlta della navata nel suddetto incelidio danneggiò o distrusse molte antiche opere d'arte che ornavano la chiesa, fra le altre il Pulpito, capolavoro di Giovanni Pisano. Tutti i frammenti sono ora riuniti nel Museo Civico, dopo essere stati per sei secoli ammonticchiati nelle gallerie superiori del Duomo. Presso la porta occidentale gli avanzi di un fresco, attribuito a Bernardo Falconi, mostrano com'era ornato il Duomo prima dell'incendio.
   Ecco ora la misura di questo famosissimo Duomo. Dall'angolo della facciata all'estremità della nicchia del coro, ni. 100.097; larghezza della facciata, m. 35.408; altezza sino alla punta del frontone, m. 34.241.
   Misura interna: la maggior lunghezza, metri 04.84; larghezza totale delle cinque navate, m. 32.49; della navata di mezzo, m. 13.42; altezza, in. 33.20 ; lunghezza della crociera con le tribune, m. 72.37; larghezza da un muro all'altro, m. 17.71 ; altezza sino all'estremità della cupola, m. 15.20.
   L'interno è di un effetto armonico e maestoso. La magnificenza delle colonne di San Giuliano, del Giglio, dell'Elba e della Sardegna accresce l'imponente e nell'istesso tempo seiena impressione. Come già dicemmo, la chiesa è a cinque navale; ventiquattro colonne con archi tondi lìancheggiano quella di mezzo (fìg. 50), la cui vòlta piatta e dorata è ornata di cassettoni. Le quattro laterali con quarantaquattro colonne sono più basse ed hanno vòlte ad arco. Le colonne di marmi italiani, granito orientale, cipollino c breccia africana, sono in gran parte antiche del pari che i loro capitelli. In alto corrono gallerie a cui si sale per due scale, fra la sagrestia e il presbiterio. L'interno della cupola fu decorato modernamente. La maggior parte delle cento e più finestre sono a vetri colorati, di modo che la luce è debole. Il pavimento è di marmo, con eleganti sparliti di marmi duri sotto la cupola.
   Entrando nel Duomo dalla porta di mezzo ve-desi a destra il monumento dell'arcivescovo Matteo Ri micci ni, morto nel 1582, con un Cristo in basalto, di Pietro Tacca, allievo di Gian Bologna. Verso la porla a destra, sui tre lati del pilastro, veggonsi alcuni frammenti degli antichi freschi attribuiti al pisano Bernardo Nello di Giovanni Falcone, che lavorò ai freschi di Giobbe nel Camposanto. Segue il monumento dell'arcivescovo Francesco Frossini (1702), che se lo fece costruire prima della sua morte, nel 1718. Nella pila dell'acqua santa a destra, il Battista e a sinistra Cristo, in bronzo, di Gian Bologna.
   Matteo CiYitali era slato trattato nel ! 480 per ventidue altari e per altri lavori ; egli lavorò per il Duomo di Pisa dal 1480 al 1488, ma certo gli altari attuali non gli appartengono : di suo non rimangono elle frammenti ornamentali adattati come cornice a dipinti nel coro.