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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 272
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Parie Terza -- Italia Centrale
Prodotti agrarii. — I principali sono: grano, olio c vino clic formano anclie i tre generi principali di esportazione. L'olio di Unti c, con quello di ('alci, il più squisito del mondo; ma, come in Liguria, talvolta fallisce il raccolto. Rilevante è anello il prodotto degli agrumi, a cui tengono dietro quelli della seta, del lino e della canapa. La maggior parte dell'agro pisano dà in inedia da dieci a dodici per uno e in luoghi eccezionali sino il quindici. La maggior feracità è nei terreni alluvionali dell'Arno e liei dissodati della maremma pisana, sopratutto in vicinanza della Cecina.
Nè voglionsi dimenticale i prodotti dei boschi e del bestiame. I boschi di questa ampia provincia stondonsi in pianura e in collina. Per tutta la linea lungo il mare, nei bacini dell'Arno e del Serchio e por una lunghezza di più che 20 chilometri è una grande pineta divisa in tre vasti possessi: uno dei Salviati, l'altro erariale e il terzo della Mensa arcivescovile di Pisa. Predomina il pino, ma non mancano anche il leccio e la quercia. Il reddito di codesta pineta si fa ascendere ad oltre 000,000 lire.
Minori di gran lunga sono i boschi delle pianure della Cecina e della Cornia; grandissima è la porzione boschiva delle colline, principalmente nel Volterrano. Il legname parte è da costruzione, parte da ardere e da carbone.
In alcuni terreni bonificati del già lago di Rientina coltivasi la cicoria per surrogato del caffè. Il bestiame bovino, cavallino, porcino ed ovino trova buon pascolo nelle ampie e pingui pasture di cui abbonda principalmente la pianura.
Industrie. — Una delle primario è quella del cotone nel Comune di Pisa, donde si estese ai Comuni della pianura: Cascina, Bagni di San Giuliano, Pontedera in un con l'industria tintoria. Sonvt inoltre fabbriche di panili e di vetri, concerie; fabbriche di terraglie, di pianoforti, di amido, di bottoni, ecc. Fra le altre industrie voglionsi ricordare: la frangitura delle olive e del seme di lino; la macinazione del grano, principalmente a Calci ; la macinazione dello zolfo ; la fabbricazione della polvere, quella dei cordami, gomene, sapone, paste alimentari, la trattura della seta e i lavori in alabastro, a Volterra segnatamente. L'abbondanza della legun, principalmente dalla grande boscaglia di San Rossore, di Coltano, ecc., ha dato origine ad un gran numero di fornaci, principalmente di mattoni. I prodotti trasportansi lungo l'Arno a Pisa e da questa città, pel canale navigabile, sino a Livorno.
Commercio. — Grande anticamente e rivale a quello di Genova era il commercio di Pisa, la quale aveva scali e fattorie in Levante e Compagnie commerciali nell'Asia. Con la caduta della Repubblica scadde anche il commercio e il suo porto di mare fu colmato dalle arene. Coll'annessione al Regno d'Italia anche il commercio cominciò a rifiorire insieme all'industria.
Clima. — Tolta la Maremma, il clima della provincia di Pisa è temperato e sano. Più freddo nel Volterrano è mitissimo a Pisa, sì che nel verno molti forestieri vi si recano a dimora come a San Renio. In generale il clima appartiene ai cosidetti deprimenti ed è favorevole principalmente ai predisposti alle malattie infiammatorie. Rare e dì breve durata le nebbie, rarissime le nevicate, salvo che sui monti di Volterra. Dominano nel verno i venti di est e sud-est e di nord-ovest nel l'estate. In Pisa temperatura media annuale 15°; di gennaio G°,G, di luglio 5; massima Hfj\ minima 5°,0; vi cadono in media nell'anno circa 278 millimetri di pioggia in 110 giorni piovosi. 11 perchè lo sdegnoso Alfieri ebbe a dire in un sonetto:
Mezzo dormendo ancor domando : piove ?...
Tutta la intera notte egli è piovulo;
Sia maledetta Pisa! ognor ripiove.
Anzi, a dir meglio, e1 non è mai spiovuto.
Anche un antico dettato diceva:
Pisa pesa per chi posa;
e si dice pure avere ipisani) per significare la sonnolenza.