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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 272

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parie Terza -- Italia Centrale
   Anche Gian Bologna ne estrasse marmi statuari, per esempio per la Fiorenza che è al Bargello di Firenze: e cosi il Vasari, l'Ammanati, il Mosca. II mischio e le altre qualità furono adoperate nei tempi antichi, nel medioevo e nel Rinascimento: a Versailles, al Louvre, a l'itti, negli obelischi di piazza Santa Maria Novella a Firenze, nella facciata del nuovo teatro dell'Opera a Parigi. Solo nel 1820 Marco Borrirli ripigliò dopo tanti anni i lavori; si formò una società con capitali cospicui e Seravezza incominciò a far.e una seria concorrenza a Carrara. Al dir del Repetti la cava di Falco-vaja dà il inarmo statuario più tino, più compatto e più candido che si conosca. Oltre i marini preziosi, pietre dure adoperate nella cappella dei Medici a San Lorenzo di Firenze, e anche malachite si trovano in quel di Seravezza.
   Nel 184:1 contavansi già 18 cave; furono riaperte le antiche nei monti della Cappella e di Trambiserra, quindi quella della Costa e le nuove di Valle Ventosa, dei Canali di Falcovaja, alla Polla e alla Vincarella: queste tre gole sboccano in un luogo aperto, donde i marmi trasportami al mare ed imbarcansi nella borgata detta Forte dei Marmi: ivi la spiaggia da qualche anno è assai frequentata per i bagni. Nel suddetto anno 1843 eranvi già 34 segherie, di cui la più bella d'Ilenreaux tutta in ferro fuso che segava simultaneamente 250 tavole, e 12 lisciatoi o frulloni, il tutto mosso da forza idraulica. Nel 1890 le segherie erano 58, i telai 210, i frulloni WS.
   Fonderie e miniere. - - Sulla Ruosina parecchie fonderie lavorano ferro vecchio; in valle Ventosa fonderia di rame Pacchiani e antica fabbrica Leoni di canne da schioppo. Nell'ottobre del 1839 certo signor Senvah riseppe a Ripa, a sud-ovest di Seravezza, da un contadino che nello scisto talcoso trovavansi tìloni di cinabro. Ei formò tosto una società, la quale, dal gennaio 1812 al novembre 1S43, aveva già ricavato 140 quintali di puro mercurio. In seguito costituironsi altre società, ma ora l'escavazione del cinabro è cessata da molto tempo.
   Acque minerali. « Presso la sponda destra del torrente Serra e poco sopra Seravezza sul monte Pancola, sprone del monte Altissimo, da rocce di calce-scisto e di calcare sub-lamellare, coperte da un'argilla ocracea, sgorga un'acqua minerale salina e leggermente ferruginosa, della temperatura di gradi 12.50; analizzata, nel 1834, dal prof. Ghilj. Si prende per bevanda contro le ostruzioni della milza, la debolezza dello stomaco e in certi disordini uterini.
   Cenni storici. — Vuoisi esistesse sin dal 900 sotto il nome di Sala Tetizia, ossia Sala Vecchia e, nel 1269, fu distrutta dai soldati di Carlo d'Angiò che la tolsero ai suoi signori feudali ghibellini, dai quali passò sotto la giurisdizione assoluta della Repubblica di Lucca. Tale si mantenne per tutto quel secolo fedele al governo lucchese finché, nel 1429, il commissario fiorentino di guerra, Astorre Gianni, la saccheggiò e devastò orribilmente, come si legge nel libro ìv delle Storie Fiorentine di Machiavelli. Seravezza condivise poi la sorte di Pietrasanta, già da noi narrata, e fu sottomessa ai granduchi, sotto i quali andò acquistando una vita sempre più prospera.
   L'imponente paesaggio delle montagne di Seravezza attirò anche Massimo d'Azeglio che ivi, in una modesta casetta, terminò il Nicolò de' Lapi (1840).
   Uomini illustri. — Va notato, quantunque fiorentino di nascita, lo scultore Donato Benti, detto arditamente Donatello dai suoi contemporanei, del secolo XVII, autore di pregevoli lavori nella lunga dimora a Seravezza.
   Coli, elett. Pietrasanta — Dioc. Pisa — P2, T, e Str. ferr.
   Stazzema (7018 ab.). — 'l'erra antica situata su di un fertile poggio in mezzo ai vigneti, a 430 metri d'altezza, sulla strada mulattiera della Garfagnana che sale sul valico più orientale e più frequentato dell'Alpe Apuana. La sua chiesa plebana e prepositurale, dedicata a S. Maria Assunta, è a tre navate, incrostate di marmi, ed è ricordata fino nell'VlII secolo, ma una pietra portante un simbolo cristiano del V secolo