Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno', Gustavo Strafforello

   

Pagina (133/285)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (133/285)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 272

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   ¦123
   Fig. 44. - Pietrasanta : Piazza della Collegiata.
   Seravezza (9518 ab.). — A (50 metri d'altezza, al confluente del Rimagno Serra e della Ruosina o Yezza cbe formano riuniti il Seravezza. La parrocchiale di San Lorenzo e Santa Barbara fu incominciata nel 1432, ma ultimata solo nel 1815. Nella chiesa dell'Annunziata ammirasi un quadro di Pietro da Cortona. Il palazzo sulla sponda sinistra della Ruosina, ora Municipale, fu fatto costruire, nel 1559, da Cosimo I, su disegno (dicesi) dell'Ammanati e servì di dimora estiva a molti sovrani e sovrane: dopo altre più umili destinazioni, fu restaurato da Leopoldo II che, nel 1833, Io destinò a stanza delle sue figliuole e, nel 1S35, della granduchessa Maria Ferdinanda vedova di Ferdinando III
   Seravezza possiede un Ospedale, un Orfanotrofio e ricovero Campana, una Scuola d'architettura e d'ornato. L'industria è rappresentata da segherie idrauliche di marmi, negozi di marini, marmisti, fonderie di ghisa, legnami da costruzione, fabbriche di paste alimentari, di polveri piriche, tintorie, mobili, ecc.
   Cave di marmo. — Seravezza va rinomata per le sue cave di marmo statuario e di bardiglio o breccia o mischio. Nel 1518 Michelangelo aprì, a spese di Leone X, la prima Cava della Finoceltiaja nel monte della Cappella, propagine del monte Altissimo (fig. 45), e vi dimorò tre anni per cavare i marmi destinati alla facciata di S. Lorenzo in Firenze, senonchè delle sei grandi colonne scalpellate quattro si ruppero e in breve la cava fu abbandonata. La riaprì Cosimo I per fornire di marmo la Toscana: vietò l'introduzione del marmo di Carrara, fece costruire il suddetto palazzo, ora Municipio; visitò spesso in persona la cava; se ne riservò il governo nell'abdicare a favore del figlio Francesco; è, nel 1508, ne fece aprire una maggiore nella Costa dei Cavi da Vincenzio Danti, scultore; ma dopo la sua morte tutto cadde di nuovo in abbandono.