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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 272

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Lucca
   •115
   I Capponi se ne risero; ma non andò guari che Cosimo I, il quale quando trattavasi di menar l'ugna non canzonava come i Farnesi, revocò il privilegio di nomina e soppresse poi affatto l'istituto caritatevole assegnandone le rendite all'Ordine cavalleresco di Santo Stefano da lui istituito in appoggio del suo dispotismo. Tal fu la fine del famoso Ospizio di Altopascio, il quale aveva già acquistato rinomanza pei seguenti due fatti.
   E memorabile nella istoria fiorentina la battaglia combattuta sul principio del secolo XIV in vicinanza di Altopascio fra Raimondo di Cardona, capitano dei Fiorentini da una parte e Castruccio degli Antelminelli, signore di Lucca, dall'altra. Aveva questi occupato Pistoja contro la quale mosse tosto il Cardona coll'esercito fiorentino; ma, ricusando il Castruccio la battaglia in campo aperto, levò l'assedio da Pistoja e corse ad espugnare Altopascio, che in poco d'ora gli schiuse le porte. Castruccio lasciò allora Pistoja a quella volta e si pose a campo a San Martino in Colle, a Vivinaja e a Montechiaro, aspettando aiuti da Milano e mostrandosi sempre restìo a venire alle inani. Gli aiuti giunsero e furono mille uomini a cavallo inviati da Galeazzo Visconti e capitanati da suo figlio Azzo; raccolti allora quanti più combattenti gli venne fatto appiccò battaglia col Cardona in prossimità di Altopascio e sì gli arrise la sorte che
   10 sgominò compiutamente. Ciò avvenne il 29 settembre del 1325 e così grande fu la sconfitta che vi rimasero ben 15,000 prigionieri, fra i quali Filippo, figliuolo del Cardona, parecchi baroni francesi e 40 combattenti delle principali famiglie fiorentine.
   Erano scorsi appena trentasette anni ed Altopascio, nelle guerre tra Fiorentini e Pisani, rimase vittima dell'efferatezza di questi ultimi. Nel cuor dell'inverno del 1362 eglino avevano posto assedio, con 2000 fanti e 600 cavalli, al campanile d'Altopascio,
   11 quale teneva allora, come dicemmo al principio, le veci di fortilizio; ma il freddo era sì intenso in quel verno che abbandonarono l'impresa e partironsi. l'atti di ciò avvisati, i Fiorentini, senza por tempo in mezzo, inviarono a presidio del campanile 2000 fanti e 25 cavalieri, sotto il comando di Francesco da Palagio. I Pisani allora diedero tosto volta addietro e vennero alle mani coi Fiorentini, i quali, dopo avere combattuto con grande valore, furono sopraffatti dal numero soverchiante e costretti a cedere ai Pisani. I quali appiccarono il fuoco ad Altopascio e tutto barbaramente distrussero, trattone il campanile suddetto e la chiesa.
   Coli, elett. Pescia — Dioc. Pescia e San Miniato — P3, T. e Str. ferr.
   Montecarlo (3787 ab.). — Siede a sud-ovest da Pescia, sul colle omonimo, a 163 metri d'altezza dal livello del maro, in bellissima situazione, non lungi dal luogo ove sorgeva anticamente il castello del Cerruglio e a pochi metri da Vivinaja, celebre villa del marchese Bonifazio e della sua famosa figliuola la contessa Matilde.
   L'insigne collegiata di Sant'Andrea fu riedificata per intiero, nel 1783, con bella architettura, su disegno dì Giuseppe Vannetti, varesotto. Nel secondo altare a destra ti quadro del Crocefisso con la Madonna e Santi è di Francesco Bianchi, milanese, sul cader del secolo scorso.il quale dipinse anche i quadri laterali di Sant'Ubaldo e San Dionisio, Nel terzo altare quadro del Battista con altri Santi, di Antonio Franchi, lucchese. All'altare della crociera il Martirio di San Lorenzo credesi di Alessandro Tiarini, bolognese, e la tavola del coro col titolare Sant'Andrea, Pietro e altri pescatori è d'Innocenzio Ansaldi di Pescia. Nella cappella sottostante, detta la Confessione, i due Putti gìnocanti, uno in inarmo e l'altro in pietra, sono lavori stupendi d'antico scalpello. Nella parte sinistra della crociera ]'Assunta è di Bastiano da Montecarlo e la bella cappella del Sacramento, costruita nel 1806, su disegno del suddetto Inno-cenzio Ansaldi, fu dipinta a fresco da Ignazio da Camnjore. Nell'altare dell'ultima cappella la Vergine con Santi è opera del cav. Francesco Conti, fiorentino, allievo del Maratta. Anche il vivente prof. Folchi, fiorentino, ha alcuni bei dipinti in questa collegiata, dirimpetto alla quale è un'altra chiesa delle Monache, soppresse nel 1810, a