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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 272
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Parie Terza -- Italia Centrale
dipinsero molti scenari. In questo luogo era stato eretto, nel 159G, il Monte di pietà, il quale fu poi soppresso nel 1633.
Passato il ponte di San Francesco, all'estrema destra di esso, sorge il Regio Teatro l'acini con 112 palchi, costruito nel 1716 su disegno dell'architetto Antonio Tarn* e ampliato nel 1795 col disegno di Jacopo Bonazzi, ambitine di Pescia. Questo bel teatro, arricchito nel ISifé ili stucchi e scaglinole da Pietro Bernardini ili .Montecarlo, ha alcuni scenari dipinti da Giuseppe Tonchi, fiorentino, da Anton Giuseppe Santi e da altri. Il sipario fu dipinto alla spiccia dal prete Fioretti, che vi rappresentò la Lega Lombarda.
OSPEDALE
È un superbo edifizio incominciato, nel 1702, dal vescovo di Pescia Donato Maria Arcangioli per uso di seminario e collegio ; ina egli non ebbe la fortuna di vederlo ultimato per essere stato colto dalla morte nel 1772, quando l'edili/io era poco più clic a mezzo. 11 granduca Leopoldo I lo compì nel 1775, destinandolo ad ospedale ed assegnando per seminario il soppresso monastero delle Clarisse nel tcrziere del Duomo.
Nella cappella è un quadro dei Ss. Cosimo e Damiano, lavoro egregio di Gaetano Santarelli da Pescia. Nell'infermeria per gli uomini è una tavola da cavalletto con la Vergine e i Sebastiano e Rocco, di Simone Pignone e, secondo altri, di prete Francesco T'urini, fiorentino: e, nell'infermeria delle donne, altra tavola con la Vergine e il Bambino in gloria e parecchi Santi, del canonico Luigi Crespi di Bologna.
INDUSTRIA e COMMERCIO
Florida e variata è l'industria a Pescia, ove contansi fabbriche di candele di cera e di sego, di cappelli, di carta, di cordami, di laterizi, di olio d'oliva, di paste alimentari, di vetri, ecc.; fonderie di campane, filande di seta a vapore, mulini a vapore e idraulici, concerie, tintorie, banche, scontisti, Cassa ili risparmio, librerie, tipografia, giornali. TJn importante mercato settimanale si fa a Pescia il sabato e da ogni parte della vai di Nievole vi convengono per la vendita e gli acquisti delle derrate.
La stampa fiorì per tempissimo a Pescia, ove fu introdotta sin dal secolo XV e si svolse poi rapidamente. Vi si stampò prima che in molte altre, città d'Italia e, fuori di essa, prima che nelle stesse grandi città di Lisbona, Madrid. Leida, ecc. La prima stamperia fu fondata nel I486 dagli Orlandi, i quali diedero fuori nove edizioni, alcune delle quali in folio massimo. Il celebre tipografo tedesco o fiammingo Lorenzo Tor-rentino, chiamato a Firenze da Cosimo 1, si trasferì a Pescia, nel 1553, con parte della sua stamperia nella suburbana e forse a quéi giorni unica cartiera dei nobili T'urini, esistente ancora al dì d'oggi e posseduta dalla casa Magnani. D'allora in poi i torchi di Poscia lavorarono elei continuo dando alla luce parecchie opere letterarie e scientifiche, fra le altre la collezione dei classici italiani pubblicata con la falsa data di Londra. Al presente trovali»': a Pescia tre tipografie.
Oggidì le cartiere delle tre Comunità di Pescia, lizzano e Vellano ascendono al numero di -M5 con 51 tini e sono tutte mosse dalle acque del maggior torrente. Più di 500 operai, che fabbricano annualmente circa 850,000 chilogrammi di carta d'ogni sorta, traggono da questa industria il loro sostentamento.
Gli edilizi idraulici messi in moto dalla Pescia minore sono più di 100 e fra questi ben 60 cartiere distribuite lungo il fiume da Collodi a Boveglio.
L'industria serica era già sviluppata nel secolo XIV come si vede dagli statuti del 1340: e più ancora da quelli del 1145 dopo che il mercante Francesco Biumicini portò dall'Oriente il gelso bianco e si ebbe in riconoscenza il proprio ritratto dipinto nella sala del Consiglio. I vini del I'esciatino sono lodati dal Redi, il quale non è meraviglia che nel suo Ditirambo celebrasse tante e tante varietà di villi toscani, perchè quasi tutte meritevoli anche a giudizio dei bevitori odierni.