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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 272

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Lucca
   •109
   San Domenico. — Vicino a questa chiesa sorgeva l'antico castello di Bareglia di cui si ha memoria sin dal 1132, e in cui nacque quel Vanni da Bareglia, celebre capitano ai tempi di Ca-struccio. La chiesetta fu costruita, in un col monastero delle Domenicane, nel 1020 e nel suo maggiore altare ammirasi una stupenda tela, con Snn Filippo Neri iti estasi, del cav. Carlo Mo-ratto, intagliata a bulino e ad acqua forte e pubblicata a Gand. Sonvi ancora tre dipinti del precitato Benedetto Orsi.
   Attualmente questa chiesa, con l'annesso ex-monastero, serve per il Ricovero di mendicità fondato dalla Cassa di risparmio.
   Santa Maria \iiova. — Fu concessa col vecchio ospedale che vi era dalla comunità di Pescia, nel 1558, alle monache Benedettine le quali vi dimorarono sino alla loro soppressione nel 1809. Il quadro all'altare maggiore che serve di tenda ad un'immagine, scolpita in legno, del Redentore, è di Pier Francesco Pieri da Vellano che vi dipinse il Crocefisso con la Maddalena in ginocchio.
   San Michele. — A questa chiesa è annesso il monastero già delle Benedettine di cui si ha memoria sin dal 1173, ed occupato ora dalle
   Oblato con scuole femminili e con un convitto per le educande signorili.
   All'altare maggiore, tutto ornato di marmi, tavola antica àéWAimuazi&ta con in alto il Padre Eterno clic alcuni attribuiscono a Santi di Tito ; altri due quadri laterali di Alessandro Bardelli da Uzzano.
   San Pietro (detta volgarmente la Madonna di Pie di Piazza). — Fu costruita nel 1447 a spese di Ser Francesco Galeotti su disegno, dicesi, del Brunelleschi, ma più probabilmente di Andrea Cavalcanti, detto il Baggiano dalla sua patria, allievo ed erede del grande architetto fiorentino.
   Questa chiesetta, ch'ebbe molto a soffrire dalle ingiurie del tempo, è un vero gioiello dell'arte italiana e il disegno della facciata si approssima alle opere del Bruncllcschi, per esempio, alla cappella dei Pazzi in Santa Croce a Firenze. È iscritta nell'elenco dei monumenti nazionali.
   All'altare marmoreo, inimaginemiracolosa della Madonna, segala nel 1605 da una marginetta sul ponte del Duomo. La tavola con molti angioletti e il Padre Eterno in allo, che serve di ornato alla Madonna, è un bel lavoro di Alessandro Tiarini da Bologna.
   P A LAZZI
   Il palazzo Pretorio, che chiude a nord la piazza Vittorio Emanuele, è una solida e severa costruzione medioevale, trasformata e guasta con recenti restauri: ha nella sua fronte svariati stemmi robbiani ed in pietra dai secoli XIV al XVIII ed una Madonna col Bambino in tutto rilievo di pietra del secolo XV.
   Prossimo a questo è il palazzo del Municipio, che ha nell'ingresso un affresco del secolo XVI rappresentante la Madonna col Bambino e i Santi patroni della cilià; nella sala delle adunanze consiliari vedesi il busto marmoreo dell'illustre pesciatino Francesco Forti, nato nel 1S06, morto nel 1838 in Firenze, dotto giurista, autore delle Istituzioni dì diritto civile. Il busto fu scolpito in marmo dal prof. Reginaldo Bilancini, di Pescia.
   Il bel palazzo detto La Contea (secolo XV), a metà di detta piazza, fu sede dei frati detti del T, come rilevasi da un pregevole stemma robbiano che ha nella facciata.
   Lasciando la chiesuola di San Romualdo, detta comunemente il Crocefissino delle Capanne, ed avviandosi a sinistra si arriva in breve al ponte di San Francesco ; ivi è il palazzo Vanni, ora Puccinelli-Sannini, nella cui pubblica cappella, dipinta a fresco da Giovanni Santi, lucchese, è una tavola di Santa Margherita da Cortona genuflessa dinanzi un crocefisso, di Innocenzo Ansaldi.
   Di recente costruzione e meritevole di essere visitato è il palazzo delle Scuole tecniche ed elementari, a cui vanno annessi un Gabinetto di fisica e di storia naturale ed un Osservatorio meteorologico in cui si fanno regolari e sistematiche osservazioni.
   Interessanti sono poi i palazzi Turini (famiglia estinta che vi alloggiò Carlo V e Paolo HI pontefice), Nucci, Fiori, Forti, Sainati e Magnani.
   TEATRO
   Appiè del colle ove sorge la suddescritta chiesa di Castello e nel luogo detto il Palagio, perchè quivi risiedevano anticamente i podestà, VAccademia dei Cheli aveva fatto edificare, nel 1668, un teatro di cui Panaldo Botti e Lorenzo del Moro, fiorentini,