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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 272
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Parie Terza -- Italia Centrale
l'architettura elegante della cappella de' Pazzi in San la Croce a Firenze. La mensa dell'aliare è isolala e sorretta da quattro svelti colonnini d'intaglio non meno squisito elle variato. Venerasi in questa cappella un Crocefisso del secolo XV di stucco misturato di grandezza più clic naturale, detto il Crocefisso della Corda Pia, da un inno latino che incominciava con queste parole e can-tavasi nella festa di quest'immagine. Nel fondo di questa cappella è stato scoperto da poco un affresco importantissimo di maniera Ghirlan-dajesca, rappresentante i Fratelli Antonio e Giovanni Cardini in atto di adorazione, in unione ai Santi Patroni di Peseta e Colle d'Elsa, che impugnano i gonfaloni dei due paesi.
Olire a codeste, sono altre pitture e sculture notabili, e fra quest'ili lime due lapidi sepolcrali tolte non ha molto dal pavimento e murate a sinistra dell'altare di Santa Dorotea. In una di codesle lapidi, che copriva le ceneri di Giovanni degli Obizi, vedesi un guerriero con al basso un dragone a lato, clic si ritiene essere l'insegna dell'antico terzieredi San Michele. In una parete della sagrestia è uh grandioso affresco rappresentante la Crocifissione, attribuito a Puccio Capanna. Il campanile della chiesa fu innalzato sul disegno elegante di Antonio Arrighi, pistojese.
Santissima Annunziata (a mezzo la via degli Orlandi). — Eretta nel IGOOedata ai Barnabiti che vi dimorarono sino al 1782, ricostruita più modernamente ad una sola navata di architettura ionica su disegno di Antonio Ferri, fiorentino.
Nel secondo altare marmoreo, enlraudo a destra, bell'ancona di San Carlo Borromeo che porge il viatico ad un appestato, del Volterrano: tutte le figure vi sono illuminale da una torcia accesa in mano ad un chierico. La gran tela del coro, rappresentante il Voto fatto dulia eitlà di Pesci a alla Vergine nella peste del 1031, £ di Carlo Sacconi. All'altare marmoreo della prima cappella, a sinistra, quadro di San Filippo Neri sorretto in estasi dagli Angeli e la Madonna in alto, pittura leggiadra e pastosa del cav. Marcantonio Franceschini, che l'esegui nel 1727 nella grave età di 78 anni. Nell'altare seguente è una tavola del secolo XV, rappresenlante la Madonna del Soccorso.
Ss. Stefano c Viroli» (a cui si ascende per doppia scala disegnata da Agostino Cornacehini di Pescia). — Questa chiesa a tre navate, clic aveva l'abside dove ora ha la porta d'ingresso, fu costruito nel secolo XIli e nella metà di questo secolo venne trasformata e decorata in i stile corìnzio dal l'ardi il et lo Pietro Bernardini. Ila un robusto ed desunte campanile in pietra del secolo XIII.
Nel primo altare della navata destra è un piccolo quadro antico della Vergine che copre col manto alcune donne sue divote, e sopra questo un al irò quadro per traverso con le Nozze di Cana, di Benedetto Orsi, pesciatino: quadri
ambedue ben conservati. La Madonna detta del» VAafuavino, scolpita in legno e dì grandezza maggiore della naturale, è, per quel che se ne dice, di Matteo Civitali, lucchese.
Nel secondo altare la Visitazione fu dipinta, nel 1044, da Agostino Ciampelli, allievo di Santi di Tito, il quale dipinse anche le due tele ai lati dell'altare con San Sebastiano nell'una 6 San Michele Arcangelo nell'altra.
Nel terzo altare il San Pietro in Vineulis è fattura di Alessandro Tiarini di Bologna, il quale collo splendore di un angelo seppe, non senza un raro artifizio, illuminare tutto il quadro. Dalla porta presso questo altare si pon piede nella sagrestia contenente quadri antichi di buoni pennelli, principalmente nella seconda stanza ove è una Lapidazione di Santo Stefano riprodotta nelle stampe del Sodclar.
La tavola del coro con San Policromo e altri San ti v opera di Ercole Bezzicai uva, buon pittore e in tagliatore in rame alla maniera del celebre Callot, di Stefano della Bella e del Canta gal lina.
Nella cappella del Sacramento, in cima alla chiesa e nella navata sinistra, l'Arcangelo Raffaello eon Tobia che ridona la vista al padre, di Alessandro Bardelli ; e, nella cappella seguente, VAnnunziata, del cav. G. B. Paggi, genovese. Fra le due cappelle é un quadro appeso al muro con Gesù che mula il cuore a Santa Caterina da Siena, di Jacopo Vignali, fiorentino, allievo del Rosselli e che na uno siile, dice il Lanzi, somigliante a quellodelGuercino. La chiesa ha inoltre un bello stendardo con la Vergine addolorata, del cav. Luigi Norfini.
Allato a codesta chiesa son due oratorii, uno a destra e l'altro a sinistra : l'oratorio del Santissimo, con un quadro aH'nnicoaltarc di Benedetto Orsi, e l'oratorio della Misericordia con altro quadro dell'Orsi.
Sant'Antonio abate. — Questa chiesa, che apparteneva ai frati del T, detti anche canonici di Vienna, è iscritta nell'elenco dei monumenti nazionali. Fu costruita nel secolo XII e gli affreschi splendidi che si ammirano nell'abside e che illustrano la vita del santo titolare, sono attribuiti a Spinello Aretino. Queste pitture sono state restaurate nel 1804 a spese del Ministero della P. I.
Chiesa di Castello. — E cosi detta per essere situala sopra un'altura che sopraggindica l'in-licra città e dove sorgeva anticamente il Castel Leone in cui mori, il G agosto 1328, Galeazzo I Visconti, reduce dall'assedio di Pistoja. Fu già convento dei PP. Minimi soppressi nel 1782. La chiesa, di bella e moderna architettura, t ad una sola navata di stile barocco su disegno di Giovanni Antonio Tani di Poscia e vi si veggono, fra gli altri, quattro dipinti con altrettanti il/?caco/? di San Francesco di Paola,di Giacomo Tais; una Concezione, dell'Or», e Sant'Andrea Avellino colto da apoplessia, di Innocenzo Ansaldi.