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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 272
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Parie Terza -- Italia Centrale
modo i Pesciatini di tanta perdila, fece restaurare a spese proprie l'organo della cattedrale, dare un migliore assetto alle stanze capitolari e sostituire in quell'altare un'esattissima copia di quella tavola che fece dipingere espressameli le da Pier Deludilii. Alcuni hanno scritto clic questa copia è di mano di Carlo Sacconi e come lale si legge nelle noie alle Vite del Vasari; ma il tocco del pennello la manifesta per fatta da Pietro Dandini e ce lo attestano ino!ire le paesane tradizioni e l'asserto del Padre Carlini da Ve 11 ano di cui fu contemporaneo ed amico un altro Innocenzo An-saldi aiileriore, autore dell'opera : iatture, sculture e architetture della città e diocesi di Pesci a y>.
A sinistra della cappella òil mausoleo di monsignor Turiti? di Peseta, erettogli, dal nipote Giulio, in marmo bianco carrarese, opera creduta la migliore di Raffaele da Moulehipo, allievo di Michelangelo. Ben panneggiata la statua sciti i-giacente sull'urna, ma crudo e disagialo l'alteg-giamento. Le statue laterali ignude, in atlo di abbracciare un'urna filmante, son troppo uniformi negli atli e molto risentile ; ben condoni i varii mascheroni e gli ornali.
Dalla cappella si pon piede nell'oratorio privato del vescovo ove ammirasi 1111 bel trittico della Madonna col Bambino, Angeli e Santi, in terra-colla, incastralo nella parete a destra. Questo stupendo bassorilievo di Luca della Robbia fregiava in addielro l'altare della chiesetta di San Biagio che rimaneva verso la metà della piazza ora Vittorio Emanuele e fu ridotta a bottega: era tutta dipinta a fresco da Rinaldo Botti, fiorentino.
in mezzo al presbiterio è l'aliare maggiore Iutlo in marmo, fatto costruire a spese proprie su disegno del Vacca, carrarese, da Francesco Crossi, posdatino, professore di musica e soprannominato Siface.
Il gran quadro del coro collMssun/a al cospetto degli Apostoli è il pili bel dipinto di Luigi Garzi, pistoiese. Vaghezza dì composizione, esattezza di disegno, naturalezza di panneggiamento, armonia di colorito ed efficacia di chiaroscuro son le doli principali di questa la vola grandiosa di cui così scrisse il Lanzi: « Ma più clic altrove il Garzi è seguace del Cortona, o, a dir meglio, del Lanfranco neH'/l«wn/fl del Duomo di Pescia, tavola smisurata c creduta il suo capo d'opera ».
Lungo il presbilerio il matematico Donato Maria Arcangeli, vescovo di Pescia, tracciò una meridiana esatta del luogo.
Continuando il circuito della chiesa, incontrasi, a sinistra, la stupenda cappella della casata Cecchi, fasciata di finissimi marmi, su disegno od almeno nella maniera del Padre Pozzi. L'ancona all'altare col Martirio di San Lorenzo è uno dei migliori dipinti di Anton Domenico Gabbiani, allievo del Dandini. Del Gabbiani b anche IMs-sunta nella vòlta della cappella che l'inglese
Ignazio Ilugford, suo biografo e discepolo affettuoso, fece incidere all'acquaforte. I depositi marmorei laterali sono di scultori carraresi.
All'altare della eappella successiva del Rosario, rivestita anch'essa di bei marini, il quadro della Madonna che porge la corona a San Domenico, é di Antonio Franchi, di Villa Basilica.
NeH'ullinia cappella del battistero il San Giovanni che battezza Gesù nel Mordano, è di Alessandro Bardelli e del prete Luca Querci, pistoiese, il San Vincenzo Ferr cri.
Presso la porta d'ingresso, a destra di chi esce dalla chiesa, busto in marmo del sommo poeta Giuseppe Giustizi Regiualdo Bilancini, di Pescia, ! con epigrafe di Pietro Con tracci.
Di due altri illustri pesciatini, il preposto Giovanni Rieri e monsignor Baldassarre da Pescia, \eggonsi i ritratti di scuola fiorentina nella sagrestia dei canonici, in un col quadro di Sant'Andrea chiamato all'apostolato, di Agostino Ciampelli.
Nella pubblica Biblioteca capitolare, con vói la ben dipinta da Pielro Scorzi ni, lucchese, si conservano numerosi e ricchi volumi in foglio massimo di antiche stampe pittoresche e una cospicua raccolta di opere pregevolissime donate recentemente al Capitolo dal fu senatore Leopoldo Galeotti di Pescia. In questa Biblioteca si ammira una graziosa staluella di Luca della Robbia rappresentante San Giovanni Ballista, splendidi dipinti in tavola su fondo dorato dei secoli XIV e XV assai bene conservati e che appartenevano agli altari dell'antica Pieve e le parli principali di un ambone in marmo, ini crossante opera di scuola pisana del secolo XII1.
Al lalo destro della Cattedrale ergesi il campanile del LÌOO, come sta scritto nella lastra marmorea sopra la porla, ma posteriore di più secoli all'antica pieve che esisteva sin dall'857. La parte superiore andava ornata di un'alta e svelta guglia; ma fu fatta buttar giù dal vescovo Arcangioìi per tema che nuocesse alla solidità del-l'edifizio e sostituire dal presente poco lodevole cupolino.
Per la facciata della Cattedrale venne recentemente bandito un concorso nazionale e il Ministero della Pubblica Istruzione scelse il progetto presentalo dall'architetto Giuseppe Castcllucci di Arezzo. Da poco tempo sono cominciali i lavori relativi e la nuova facciata non impedirà la vista dei cadenti ruderi dell'antica pieve, perché a tale scopo vien lasciato uno spazio intermedio.
Nei pressi della Cattedrale si trova il Seminario vescovile con la chiesa di Santa Chiara e a tergo di questa è l'oratorio di San Michelino, detto volgarmente il Duomo vecchio, interessantissima costruzione in pietra serena del secolo X, con affreschi nell'abside del secolo XIV.
Santa .Ilaria Maddalena (dirimpetto al Duomo). — E tutta ornata di «turchi, marmi e dipinti dei I quali tutti troppo luuyo sarebbe il discorrere.