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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 272

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Lucca
   •105
   non ha molto per ordine del Municipio. Era munita di due forti, uno detto di San Michele, l'altro (li nome ignoto. Di questi forti più non rimangono che due torrioni massicci e alcuni ruderi di poco momento (fig. 45). A nord della piazza Vittorio Emanuele s'innalza una svelta ed elegante torre del secolo XV che serve attualmente per il pubblico orologio e per le carceri mandamentali.
   All'estremità di via Giusti sorge la porta Fiorentina, monumento innalzato dai Pesciatini in forma d'arco trionfale, su disegno di Bernardo Sgrilli, fiorentino, in onore di Gian Gastone de'Medici, settimo ed ultimo granduca di casa Medici, buono d'animo ma scioperato, morto nel 1737. Il disegno dell'architetto non fu bene eseguito, segnatamente nella parte superiore.
   Cattedrale di Santa Maria Assunta. — Fu edificala nel 1693 sulle vecchie e dirute mura dell'antica pieve con disegno di Antonio Ferri,fiorentino : è di una sola e maestosa navata di ordine composito, con ornati in pietra della (ìonfolina stupendamente intagliati. Sei cappelle, quattro delle quali incrostate di finissimi marmi, ne adornano i lati prima di arrivare alla crociera in mezzo alla quale s'innalza la cupola; una superba tribuna chiude la navata. La chiesa è lunga metri 53 50, alla metri 22, larga metri 11.83. Maestosa l'architettura ; belli, ben disegnati e maestrevolmente scolpiti i capitelli dei pilastri coi loro fogliami di acanto, l'architrave, il fregio e la cornice, rispondendo ciascuno coi proprii ornamenti alle linee castigale dei tempi romani; l'accordo però e la disposizione delle parti non può dirsi felice.
   A mano sinistra, entrando, si ammira una pila in marmo per l'acqua santa, opera pregevolissima del secolo XV, eseguila a spese della nobile famiglia Cecchi di Pescia.
   All'aliare marmoreo della prima cappella a destra è il bel quadro coi Ss. Giorgio, Antonio, Filippo, ecc., in adorazione davanti la Madonna, del cav. Luigi Norfini da Pescia, verso il 1852. Prima di essere collocato sull'altare questo quadro fu esposto al pubblico in Firenze nella sala dell'Accademia delle belle arti ove riscosse gii applausi degli intelligenti, fra cui il celebre pittore Giuseppe Bezzuoli, il quale, abbracciando il giovane fortini, gli disse: « Felice te che incominci dove gli altri finiscono! ».
   A sinistra dell'altare vedesi il busto in marmo del maestro di musica Giovanni Pacini, scolpito da Gaetano Guidi di Pescia. Di Innocenzo Ansaldi é il quadro dirimpetto di Sant'Andrea Avellino, colto da un colpo apopletico.
   All'altare della seconda cappella, rivestita tutta di marmi finissimi, ammirasi il quadro di San Carlo che comunica gli appestati, di .Marcantonio Donzelli di Annovellara, allievo del Cignani. Le due statue di S«n Giuseppe e San Gerolamo, di gesso misturato, son di Onirico Coli, lucchese, e gli stucchi nella vòlta di un Francese.
   Nella terza cappella, appartenente alla famiglia 94 — La Patria, voi. Ili, parte 2'.
   Forti, in bel marmo e su disegno del cav. Fuga fiorentino, è da vedere la Natività della Vergine dipinla in Roma da Giuseppe Bottani di Pontre-moli. Gli Angeli in marmo sopra il fronlespizio dell'altare sono di scalpello carrarese.
   Sempre a mano destra, vicino al presbiterio, trovasi la bellissima cappella dei Turini, fatta costruire, al dir del Vasari, e conforme attesta la tradizione, da monsignor Baldassarre da Pescia con solida architettura di Giuliano di Baccio d'Agnolo, fiorentino. È tutta in pielra serena finemente intagliata, principalmente nei rosoni svariati delle quattro arcate che sorreggono la cupoletta.Fu chi l'atlribuì a Filippo Brunelleschi, fra gli altri il Gaye nel Carteggio inedito defili artisti e il Repelli nel Dizionario geografico della Toscana, ma Giuseppe Ansaldi di Pescia nella sua dotta Valdinievole illustra la (1870) la rivendicò vittoriosamente al suddetto Giuliano di Baccio.
   « All'altare di questa cappella — prosegue l'Ansaldi — era la superbissima tavola di Raffaello di Urbino, rappresentante la Beata Vergine in trono col l)iv;no Pargoletto in braccio, e i Ss. Pietro, Bernardo, Agostino e Hocco in atto di adorazione, e due Angioli in alto reggenti un baldacchino, e due a basso leggenti una cartella. Era questa la famosa tavola della Madonna del Baldacchino, che Baldassarre Turini da Pescia, amicissimo di Raffaello e suo esecutore testamentario, comprò dopo la morte di lui dai signori Dei di Firenze, che avevano pensiero di collocarla nella chiesa (li Santo Spirito. La tavola non era fmila, e, cosi com'era, fu levata dallo studio di Ridolfo il Ghirlandajo che aveva avuto dall'Urbinate la commissione d'ultimarla, e fu collocata in questa cappella. Ma la stupenda la vola, che Baldassarre ria Pescia aveva donato al la sua patria, fu involala dall'ambizione di un principe e dall'avarizia di una nobilissima casa pesciatina. Ferdinando de' Medici comprò questo quadro nel 1697 dalla famiglia Buonvicini, in cui era passato il giù spatronato della cappella, al prezzo di 10,000 scudi, oltre molti favori concessi dal principe alla famiglia Buonvicini e suoi aderenti. 11 principe mediceo, per compensare in qualche