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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 272

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'Ii
   l'arie Terza — Italia Centrale
   Pescia (capoluogo della vai di Nievole con filOSab.; il Comune ne conta 18,003, compresi quelli delle frazioni di l'ietrabuona, di Veneri, di Collodi, dì San Quirico, di Medicina, ili Fihliialla e di \ramo, aggregate con Hr. decreti del 1883-81-00). — Siedo allo sbocco eslreuio di un angusto vallone, percorso dalla Pescia maggiore, la quale l'attraversa con due ponti grandiosi in pietra e la ripartisce in due parti di forma
   roiiianì e niuu vestigio' dei Fig. 12. - Pescia : Torre delta Porla Reale. tempii pagani. Mura e tolri
   della fine del secolo XV.
   Pescia ha oggi una lì. Scuola tecnica. Scuola professionale, Ospedale, Asilo infantile e Orfanotrofio, Ricovero di mendicità. Museo civico, Biblioteca e Archivio comunale.
   PONTI, PORTE « FORTEZZE
   Dei due ponti che congiungono le due parti della città, quello più frequentato, detto del Duomo, esisteva anticamente, ma era più stretto ed incomodo, finche, minacciando, nel ITSV, ili sfasciarsi, fu rifatto e allargato sul disegno dell'architetto Vannetti di Varese, L'altro ponte, detto di San Francesco, che unisce le due estremità settentrionali di Pescia, fu costruito nel 1320 per ordine di Castruccio Castracani; ma anche esso fu poi restaurato e ampliato.
   Pescia aveva anticamente otto porte: porta Vecchia, Ligure, del Bonajuto, del Giocatolo, di Bareglia, della Fontana, porta Reale ed un'altra di cui non si serbò il nome. Porta Reale, che dicesi così chiamata da Desiderio, duca di Tuscia ed ultimo re dei Longobardi, era un modello dell'architettura longobarda e fu demolita inconsultamente