Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno', Gustavo Strafforello

   

Pagina (113/285)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (113/285)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 272

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Mandamenti e Comuni del Circondario di Lucca
   •103
   D'allora ili poi Montecatini stette eoi Ghibellini e fu presidiato dai Lucchesi per tutto il tempo che durò la signoria di Uguccione e quella di Castruccio degli Antel-uiinelli. Dopo la morte di quest'ultimo si ribellò al governo lucchese assoggettandosi al protettorato dei Fiorentini. Ma i Ghibellini, insofferenti della soggezione fiorentina, diedero di piglio alle armi e cacciarono i Guelfi. Yccorsero i Fiorentini e strinsero tanto l'assedio che il castello di Montecatini si arrese il 19 luglio 1330, dopo undici mesi di hloeco. Dopo questo secondo assedio Montecatini si mantenne sempre devoto alla Repubblica di Firenze, tinche soggiacque anch'esso alle mire ambiziose dei Medici. Infatti, nel 1554-, fu occupato dai Francesi, sotto Piero Strozzi, che lo devastarono ed assalito poi dalle schiere di Cosimo, sotto Carlo Gonzaga, il quale se ne impadronì e lo mise a sacco.
   Vincenzo Ridolii, commissario in Montecatini, smantellò nel medesimo anno, per ordine di Cosimo, le mura, i baluardi, i bastioni e tutte le opere difensive rimaste in piedi. Più di 850 persone presero parte a quest'opera di distruzione e, come ciò non bastasse, arsero sulla pubblica piazza gli statuti del Comune, e tutti i documenti archiviarli per seppellire nell'oblìo persili la memoria del governo libero.
   Nonostante tante vicende e tanti infortunii, non eccettuatala peste nel 1399 e le epidemie, l'amenità del sito, l'industria agraria, il regime paterno, il favore dei granii tifili. ina sopratutto le Terme hanno reso florida la condizione economica e lo stato sanitario della città e del Comune di Montecatini.
   Uomini illustri. — Vi ebbe anzitutto i natali, nel 1326, ser Naldo, cronista delle cose fiorentine, morto in Firenze verso il 1396. Nel sècolo XV ebbero faina il medico Ugolino da Montecatini, colui che primo celebrò le virtù terapeutiche delle sue acque in un apposito trattato e il medico Giovanili, impiccato ed arso quindi in Firenze quale eretico che negava l'immortalità dell'anima ed insegnava tali dottrine, coinè leggiamo nella Storia della Repubblica di Firenze ili Gino Capponi. Merita inoltre menzione Antonio Pini, consigliere dell'imperatore Venceslao; il monaco Nicolao Tel-deschi da Montecatino, che tenne con plauso la cattedra di gius-canonico e civile in Bologna e per i suoi meriti creato arcivescovo di Palermo.
   Nel secolo XVII illustraronsi mi Talento Talenti, vescovo di Montepulciano; uu Pietro Lainbardi, illustre giurista, e l'erudito Baldacci.
   Nel secolo XVIII andò sopra tutti rinomato Vincenzo Martinelli, nato a Montecatini nel 1702, morto a Firenze nel 1785 il quale viaggiò, compulsò libri, strinse amicizia coi letterati e dettò molte opere, fra le altre la Storia d'Inghilterra, la Storia dei Medici, rimasta inedita, molte lettere critiche e famigliari, ecc. Fu anche di quel secolo il dottore Gaetano Livi, nato nel 1695, morto nel 1778, autore, fra le altre cose, di due Trattati sulle acque salutari della sua patria, pubblicate nel 1778 dal professore Bicchierai nel Trattalo sui Bugiti di Montecatini.
   Modernamente conta pure fra gli uomini illustri il poeta Giuseppe Giusti, il quale incidentalmente nato a Monsummano, dichiara esso stesso di riconoscere Montecatini per unico suo paese, come vedesi nella raccolta del suo Epistolario ordinato da Giovanni Frassi (Malta 1870), nella lettera n. 126 a Giuseppe Vaselli, datata da Montecatini nel novembre 1813.
   Coli, elett. Pescia — Dioc. Peseia - Ps, T. e Str. ferr. nella fraz. Bagni di Montecatini.
   Mandamento di PESCIA (comprende 0 Comuni, popol. 38,779 ab.). — Territorio parte in pianura, parte in collina o montagna, bagnato dalla Pescia maggiore, detta anche la Pescia di Peseta, dalla Pescia minore, detta anche la Pescia di Collodi, dalla Pescia nuova e da altre acque minori. Granili uliveti e vigneti, con in alto selve di castagni e di quercie. Pioppi, pingui pascoli con molto bestiame, ortaglie in quantità, filugelli, ecc.