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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 272
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l'arte Terza — Italia Centrale
ai dì nostri su disogno di Pietro Bernardini da Montecarlo. Nella chiesetta della Compagnia del Sacramento è notevole una Cena d'ignoto autore. Non meno antico della sua pieve è ti borgo omonimo, pili volto malmenato dalle civili discordie, principalmente nel secolo XIV, quando infierivano nella vai di Nievole lo fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini.
Proseguendo per la strada provinciale, a circa 5 chilometri dalla Pieve a Nievole, incontrasi il castello di Serravalle sul colle omonimo (183 m.) che divide la valle della Nievole da quella dell'Oiubrone, poco lungi dalla stazione della ferrovia Firenze-Lucca, Ora non è più che un suburbio, la cui passata grandezza 6 attcstata dalle rovine e dai ruderi delle sue mura, propugnacolo anticamente di sanguinose fazioni. Vi sorgono però alcune case di moderna costruzione e due chiese: di Salito Stefano e di San Michele. Nella prima, ornata di stucchi, sono aldine buone tavole, fra cui un Deposto di croce di antica maniera e nella seconda, una tavola stupenda a tempera della maniera del Malatesta di Pistoja. A poca distanza sono pure i castelli di Maone e di Marlinna.
Cenni storici. — Sull'origine (lei castello e la derivazione del nome di Montecatini molto contesero, ma con poco profitto, gli eruditi. Tengono alcuni, coi l'autorità dello storico Giovanni Villani, che Catilina, uscito di Roma, ponesse stanza su quel colle prima che i Romani lo sconfiggessero, come abbiam visto nel circondario di Pistoja, nel Pian di Piteccio. Catilina, dicono essi, diede origine e nome al castello, che fu chiamato Monte Catellino e quindi per corruzione Montecatino. < K questo troviamo — conchiude il Villani —per autentica storia; ma, per lo scarso e corrotto volgare, è mutato il nome di Catellino in Calino >. Altri per contro derivarono il nome semplicemente da Catino, che tale è la figura del castello veduto da lungi. Furono dì tal parere Pompeo della Barba sin dal 500 e successivamente il Poschi e il Baldasseroni, ultimi annalisti del secolo scorso.
Checché ne sia, il castello, formidabile in addietro per le sue venticinque torri tutte munite tli bertesche, donde furono respinti più volte gli assalti dei Guelfi, ebbe i suoi conti che per molto tèmpo Io governarono in persona dei Lambardi, stipite della famiglia nobilissima dei conti Montecatini ili Lucca. Nel 1074 i conti Lambardi cederono l'alto dominio (li parte del castello e (lei borgo ai vescovi di Lucca, riserbandosene però la proprietà secondo fuso di ([nei tempi, e rappresentando i vescovi, la cui autorità ebbe fine, nel 1163, col vescovo Gregorio.
D'allora in poi gli abitanti costituironsi a grado a grado in Comune e i conti Lambardi, ehe ne orano stati signori, divennero semplici cittadini, comechè sempre potenti.
Ordinato appena il governo del Comune, nacquero dissidiì fra i Montecatinesi e gli abitanti dei paesi limitrofi del Pistojese, Sì che si venne più volte alle inani finché, nel 1223, secondo si legge nelle Memorie di Montecatini (li Leone Livi, venne fatto a mosser Ormanno, pievano della chiesa di Montecatini, conchìudere la pace sui confini di Serravalle.
Ma guerre assai maggiori arsero iti seguito in Montecatini. Uguccione della Faggiuola, comandante dei Pisani, colto il destro delle discordie che laceravano la città di Lucca, mosse con esercito poderoso contro di essa e se ne insignorì; ma i Guelfi lucchesi e fiorentini afforzaronsi nel castello di Montecatini, sì ch'ei fu costretto, nel 1315, a stringerlo d'assedio con oste poderosa di Tedeschi, l'isani e Lucchesi. Montecatini respinse eroicamente gli assalti reiterati e patì la fame d'un lungo assedio, ma fu costretto da ultimo atl arrendersi dopo la celebre battaglia del 19 agosto, in cui rimasero sconfitti i Guelfi sotto il coniando del principe di Taranto.
Secondo la tradizione locale Dante Alighieri si trovò a combattere nelle schiere ghibelline e, stanco della giornata, riposò sul ponte della vecchia strada di Montecatini. che preso poi il nome di l'onte di Dante, nome che serba tuttora nelle mappe catastali.