Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno', Gustavo Strafforello
Pagina (109/285) Pagina
Pagina (109/285)
La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 272
Mandamenti e Comuni del Circondario di Lucca •109
di San Michele, ampliata c ridotta a tre navate su disegno dell'architetto Antonio Zannoni, comasco. Contiene buoni dipinti, fra gli altri la Concezione, di Ranieri Paci, pisano e la Risurrezione con varii San fi, del 'Piti eli Borgo San Sepolcro. I due altari marmorei nella crociera furono condotti su disegno di Marco Moretti, fiorentino. Fra gli oggetti d'arte meritano speciale menzione il ricco ed artistico reliquiario d'argento a forma di tempietto ottagono, di disegno gotico, racchiudente il teschio di S. Barbara, patrona di Montecatini; la pisside cesellata attribuita a Benvenuto Celimi, nonché un calice di forma antica con armi a smalto, di pregio non comune.
Nell'Oratorio di Piazza è degno di nota il cancello in ferro battuto del 1581-, come pure l'affresco rappresentante la Madonna col Bambino ed altri Sani), del 1403. Nella chiesa di San Sebastiano, presso la porta ammirasi un affresco pregevole del Quattrocento raffigurante la Madonna col Bambino con varii Santi. Nella chiesa di S. Margherita (oggi ridotta ad uso profano) in alcuni plinti ove è caduto il bianco appariscono affreschi di buonissimo pennello e confermano la tradizione che il tempio fosse tutto istoriato. La chiesa del Carmine appartenente ai frati Carmelitani, stabiliti in Montecatini sin dal 129G, quando la Chiesa di Lucca era governata da monsignor Paganello, e quivi rimasero sino alla loro soppressione nel 1785. La chiesa fu riedificata con disegno assai elegante nel 1764 e va ornata di dipinti, stucchi e gessi. Nel pubblico oratorio della vicina villa Broccardi-Schelmi ammirasi un dipinto della Vergine col Bambino in atto di porgere il velo della purità a S. Maria Maddalena de1 Pazzi, dipinto lodevole per solidità di stile e morbidezza di colorito del cav. Luigi Norfini di Pescia.
Aveva ancora Montecatini quattro conventi, ora soppressi, e i pregevoli capi d'arte che possedevano andarono dispersi.
Bagni di Montecatini.
I Bagni di Montecatini, a 27 metri d'altezza sul mare, di fama europea per le loro acque salutari, hanno alberghi sontuosi, ameni villini, palazzine eleganti, ottimi ristoranti, viali ombrosi e giardini.
L'indole dell'opera nostra e la brevità impostaci non ci permettono di trattar per disteso delle virtù medicinali di questi Bagni frequentatissimi e rimandiamo perciò i lettori alle tante opere che ne trattano e principalmente alla Storia naturale e medica delle acque di Montecatini, dei professori Savi e Fedeli.
Prima di descrivere i Bagni toccheremo brevemente della
Storia dei Bagni di Montecatini. — Secondo quanto ne scrisse il dottor Malucelli nel suo opuscolo : Dell'attività ed uso dei bagni minerali di Montecatini (Pisa 1810), sembra che la virtù medicale di codeste acque fosse nota ed apprezzata assai prima del 1330, prima cioè che Ugolino da Montecatini la celebrasse col suo trattalo (1). AI tempo di Ugolino pero la mancanza quasi assoluta degli slabilimenti halnearii e delle abitazioni e l'insalubrità dell'aria per lo spagliarsi del Salsero, frapponevano ostacolo all'incremento dei Bagni, essendoché tutti temessero di andare incontro alla morte per la malaria invece di ricuperare la salute.
Le prime sorgenti adoperate furono quelle del Bagno Nuovo, dello in seguilo del Tettuccio dall'essere riparato da un'umile tettoia. Codesto
Bagno, se tal nome si addice ad una rozza cisterna coperta di tegole, fu costrnilo al tempo del suddetto Ugolino, vale a dire nel 1370, e fu il primo le cui acque servirono anche per bevanda.
Il Comune di Montecatini, proprietario di quelle acque, distratto dalle fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini, le trascurò, finche, nel 1339, caduto il castello di Montecatini in podestà della Repubblica di Firenze, i rappresentanti del Comune fecero istanze premurose alla Signoria acciocché provvedesse; ma i tempi correvano tristipertutta l'Italia e i Fiorentini fecero orecchie da mercante, finché nel 1477 assegnarono somme cospicue per que' Bagni. In capo a 73 anni, vale a dire nel 1550, furono cinti di mura in forma ottagonale il Bagno del Rinfresco e quello del Tettuccio e dei Merli, detto poi Bagno Regio.
(1) Savi e Fedeli, Storia naturale delle acque minerali dell alta Val di Xievole. Pisa 1870.