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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 272
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Parie Terza -- Italia Centrale
della Compagnia, edificato nel 1620, è una tavola della Madonna col santo titolare, dipinta dal cav. Cumuli, fiorentino.
Sulla piazza presso la chiesa principale è la Fonte Nuova, spicciata miracolosamente, per quel che se ne dice. Il Comune possiede un Archivio comunale contenente documenti interessanti. In vicinanza di Monsummano giace la villa del Terzo, nella cui cappella Giovanni Cinqui, fiorentino, uno dei molti allievi di Ottaviano Dandini, dipinse la Madonna in gloria circondata dagli angeli e con sotto i Ss. Antonio ubate e Antonio da Padova.
Frazione importante di Monsummano è monte Vettolini, situato assai alto, sulle pendici del monte Albano, pittoresco per la posizione e per i fabbricati (Santi di Tito diede il disegno della parrocchiale e vi dipinse il quadro dell'aitar maggiore); di là per il crinale del monte Albano un sentiero fra i boschi conduce al santuario di San Baronto, antichissima fabbrica (sec. XII) e ritrovo delle contadine muggiamole per festeggiarvi il maggio. Più oltre e più basso è Lardano colle mura del mastio e la torre dell'antico castello.
Grotta dì Monsummano,
Questa famosa Grotta trovasi a circa un chilometro da Monsummano, stile radici del monte omonimo, appartenente geologicamente alla Catena Metallifera e non derivazione del monte Albano, come fu scritto recentemente ed erroneamente, al dire di Giuseppe Ansaldi, nella sua Val di Nievole Illustrata, da cui togliamo in parte i seguenti cenni:
Questa Grotta, scoperta nel 1810 per caso ila alcuni contadini che stavano lavorando alle falde del suddetto monte, giace a 5 o 0 metri sotto il suolo e a 282 metri dalla sommità del monte ; ma sta per contro a 272 metri di altezza sopra il livello del mare.
La Grotta è lunga 248 metri e in niun punto supera in larghezza i 12 metri. Consiste in parecchi corridoi scendenti dall'alto al basso, il più lungo dei quali misura 120 melri con una larghezza di 9 inetri.
L'interno è tutto incrostalo di stalattiti e stalagmiti lucidissime, bizzarramente foggiate e la cui chimica composizione consta di allumina e di silice, di carbonato di calce e di magnesia, dì ossido di ferro e di solfati di calce e di ferro.
Vi sono tre laghetti le cui acque limpidissime e scevre di materie ve^etalieanimali assomigliansi a quelle di San Giuliano e di Casciana. Codesti laghetti sono alimentati da sorgenti termali el'aria che si sviluppa da essi contiene in 1000 cmc. 36.5 d'acido carbonico, 198 di ossigeno e 764 di azoto. La temperatura dell'aria è di 27° e quella dell'acqua di 32°; inoltrandosi cresce il calore e in fondo trovasi 38° per l'aria e 40° per l'acqua la quale contiene in 10,000 parti 17.04 di sostanze solide fra cui 2.37 di sale di cucina.
L'aria è umida ma respirabilissima dacché la Grotta ha una ventilazione costante comecché di provenienza ignota. Siccome l'acqua più calda emette del continuo vapore impregnandone l'aria, cosi la Grotta trasformasi nella sezione più calda in un grande e ben ventilato bagno russo natu-
rale, nel quale, in capo a 10 minuti, s'incomincia a sudare terribilmente pur respirando sempre liberamente ina con aumento, dell'azione del cuore.
Le virtù medicamentose dei bagni della Grotta dì Monsummano si palesarono sin dal principio quando un gran numero di curiosi, accorsi e trattenutisi per qualche tempo, risanarono o sen-tironsi alleviati dai loro incomodi. Garibaldi vi guarì della sua ferita d'Aspromonle e il compianto Kossuth in 8 giorni del suo mal di capo.
Il dottore Tersizio Vivarelli nel suo opuscolo La Grotta dì Monsummano (Pescia 1860) pubblicò 95 casi di ammalati che ottennero quasi tutti la guarigione e i pochi rimanenti un notevole miglioramento. Le malattie predominanti in questi ammalati erano i reumatismi acuti e lenti, le affezioni artritiche e podagrose, le ischiadi, le eruzioni erpetiche ed altre dermatiti di lungo decorso.
Il Vivarelli vide questi bagni riuscir vantaggiosi anche in alcuni casi di nevralgie, una delle quali di oltre sei mesi, nella soppressa o ritardata mestruazione, nell'ottusità dell'udito, in una lombaggine con difficoltà di orinare, nei catarri di petto e in qualche caso di paresi.
Lo stesso medico sperimentò questi bagni anche nella sifilide ma è evidente eh essi sono insufficienti per debellarla radicalmente. In generale non riescono proficui che nelle malattie guaribili col provocare una copiosa traspirazione cutanea. Una specialità grata ai gastronomi si è quella che eccitano grandemente l'appetito.