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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 272
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Parie Terza -- Italia Centrale
secolo XVIII: Jacopo Bacci, che primo fece conoscere i sofismi peripatetici; Bartolomeo Pellegrini, dottissimo giureconsulto, che insegnò a Pisa per molto tempo; Pietro Tabarrani, anatomico; il clinico Martino Poli, da Luigi di Francia scelto fra quattro stranieri a membro della lt. Accademia dì Parigi ; Tommaso Narducci, Gerolamo Saladini e segnatamente Attilio Arnollini, matematici. — Nel secolo XIX: Cesare Lucchesini, filologo e storico, autore, fra le altre cose, Dell'illustrazione delle lingue antiche e moderne, in 2 voi.; Teresa Bandettiui {Amarilli Etnisca), di memoria prodigiosa ed improvvisatrice di prima forza; Lazzaro Papi, traduttore insigne del Paradiso Perduto di Milton ed autore d'una bella Storia della Rivoluzione francese; Pietro Franchini, letterato e matematico; Luigi Fornaciari, filologo e letterato di finissimo gusto e suo tìglio Raffaele vivente, letterato e scrittore elegante, membro dell'Accademia della Crusca ; Antonio Mazzarosa, scrittore d'arte, di economia e di storia municipale, senatore del Regno; Antonio Pelliccia, chirurgo, filosofo ed economista.
Quanto alle belle arti molti sono anche i Lucchesi clic vi primeggiarono. Fin dal Secolo Vili un Auriperto ebbe, per l'eccellenza nell'arte, in dono dal re Astolfo la chiesa suddescritta di San Pietro Soinaldi col convento annesso. Anche nel HOfi furonvi valenti pittori lucchesi e nel 120(1 ebbero fama Bonaventura Berlinghieri e Diodato Orlandi. —Nel 1300 segnalaronsi Angelo Puccìnelli e Giuliano di Simone. — Nel 1100: Francesco di Andrea d'Anguilla, giottesco. — Nel 1500: Zacchia il Vecchio; Agostino Marti, seguace (lei suoi contemporanei più illustri, principalmente del Buonarroti Agostino da Massa, abilissimo frescante, e sopra ogni altro Michelangelo Anselmi, imitatore felicissimo de] Correggio. Nel 1600: Paolo Biancucci. allievo di Guido Reni; Pietro Testa, che premè le orme del Domenicliino e del Cortona; Pietro Paolini, seguace di Paolo Veronese e del Caravaggio. — Nel 1800: Pompeo Gerolamo fiatoni, di cui ammirasi una Maddalena penitente nel Museo dì Dresda; Bernardino Nocchi: Gaetano Vetturali, valente nella prospettiva; Stefano Tofanelli, corretto disegnatore.
Nella scoltura ebbero gran fama i Civitalì, di cui tanto ci occorse toccare nella descrizione di Lucca e principalmente Matteo, vissuto nella seconda metà del secolo XV, che lasciò tante opere egregie in patria ed a Genova e elle puossi considerare quale anello di congiunzione fra gli scultori del 400 e (nielli del 500; ina parlando di lui sarebbe ingiustizia tacere di Domenico Bertini, suo munìfico e intelligentissimo mecenate. Il nipote sno Nicolò Civitali ebbe fama nel secolo susseguente per la perizia nella scollimi ornatizia.
Nell'architettura primeggiarono, nel secolo XV, il prelodato Matteo Civitali: nel secolo XVI: Francesco Marti, Nicolò e Vincenzo Civitali e Gherardo I'enitesi; nel secolo XVII: Domenico Martinelli.
Né voglionsi dimenticare ì musicisti: Francesco Gasparini, uno dei capi della scuola veneziana; Francesco Gemignani Luigi Boccherini, uno dei capi della scuola fiorentina, inventore del quartetto istrumentale ed autore di un celebre Slabat Mater; Marco Santucci, Domenico Quilici, Domenico e Michele Puccini.
Citeremo ancora gli incisori in rame: Michele Lucchesi, detto il Lucchesitio (secolo XVI) ; Pietro Testa, detto anch'esso il Luccheshw (secolo XVII) e i lavoratori in tarsìa e intagliatori in legno: Agostino Pucci, Gasparo Forzani (secolo XIV) e Silvestro Giannotti (secolo XVII).
Anche ai giorni nostri Lucca ha prodotto considerevoli artisti : lo scultore Passaglia, il pittore Gelli, i musicisti Giacomo Puccini e Alfredo Catalani.
Del Burlamacchi, altro fra i più illustri cittadini di Lucca, già si è detto in addietro.
Coli, elett. Lucca — Dioc. Lucca — P1, T., Str. t'err. (anche nella fraz. Ponte a Moriano) e Tr.
Mandamento di BARGA (comprende 2 Comuni, popol. 13,757 ab.). — 11 territorio stendesi nella valle del Serchio, vestito di buoni vigneti, particolarmente nei colli fra