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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Massa e Carrara - Lucca - Pisa - Livorno
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1896, pagine 272
Lucca
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Romagna per stringerle in una lega contro i Medici e contro le truppe franco-ispane di Carlo V. Scoperta la trama Cosimo I lo denunziò a Carlo V, il quale fece condurre, per essere sottoposto a giudizio, il Burlamacchi a Milano, ove Don Ferrante Gonzaga
10 fece decapitare, non senza sottoporlo in prima alla tortura, il 14 febbraio 1548.
Lucca continuò a reggersi a popolo, ma il suo governo andò trasformandosi a poco
a poco da popolare in oligarchico mediante una legge, del 1556, detta Marlinìana da Martino Bernardini che la promosse. Nel 1628 il governo fu ridotto a forme più aristocratiche (Serratura del Consiglio), e Lucca ebbe, come Venezia, il suo Libro d'Oro. Con siffatto governo di Ottimati si conservò sino al 15 gennaio del 1799, nel qual anno fu invasa, con altre regioni italiane, dalle schiere repubblicane francesi.
Napoleone I, dopo aver dato a Lucca una mite costituzione, la trasformò, nel 1805, eon un semplice decreto, in principato, ch'ei diede a sua sorella Marianna, che prese
11 nome d'Elisa, e a suo marito Pasquale (cambiato in Felice) Baciocchi, e anche Lucca inviò anziani e gonfalonieri all'incoronazione dell'imperatore in Milano. Sotto ì Baciocchi Lucca finalmente ebbe pace e prosperità : rifiorirono le industrie, i commerci e le arti, la città si abbellì di utili e grandiosi edifizi e, fra le altre riforme, furono soppressi i fedecommessi e svincolati tanti beni pel valore di 95 milioni di lire.
La Restaurazione memorabile del 1815 spodestò re e principi di creazione napoleonica. Il 14 marzo di detto anno Lucca fu occupata dai Napoletani e il 5 del maggio susseguente dagli Austriaci, i quali la tennero sino al novembre del 1816, in cui l'infanta Maria Luisa di Borbone, vedova di Lodovico ex-re d'Fltruria, l'accettò col titolo di Ducato di Lucca.
Maria Luisa governò saviamente e ripigliò i lavori pel miglioramento e l'abbellimento di Lucca, a cui aveva già dato mano l'Elisa Baciocchi, facendo costruire, fra le altre cose, il grandioso acquidotto e la strada trans-apenninica che congiunse Lucca a Monaco e a Mantova. Morta, il 13 marzo 1823, Maria Luisa le succedette il figlio Carlo Lodovico, buontempone, non curante della politica e definito argutamente in quel verso HeW Incoronazione del Giusti:
Che non è nella lista dei tiranni Carne ne pesce.
Alla morte di Maria Luisa d'Austria, Carlo Lodovico si ebbe, nel 1847, il ducato di l'arma — al quale abdicò poi in favore del tirannico Carlo III, suo tìglio — e vendè a contanti alla Toscana il territorio di Lucca, il quale, coll'aggregazione della Val di Nievole, di Barga e di Pietrasanta, formò uno dei sette Compartimenti toscani, finché, nel 1859, fu incorporato con la Toscana al Regno d'Italia.
UOMINI ILLUSTRI
Lucca vanta una legione di uomini preclari nelle lettere, nelle scienze e nelle arti. Nelle due prime stanno in prima fila, nel secolo XIII, quel Bonagiunta Urbiciani, rammentato dall'Alighieri nel Purgatorio ed uno dei padri della poesia volgare; Teodorico Borgognoni, medico di molta fama.—Nel secolo XIV: il famoso Castruccio Castracani degli Antelminelli, rinnovatore dell'arte militare e restauratore della milizia italiana; lo storico Tolomeo F'iadonì. ottima guida pel medioevo. —Nel secolo XV: Giovanni Ser-cambi, storico e novelliere.- Nel secolo XVI: Santi Pagnini, versatissimo nelle lingue orientali, che tradusse pel primo la Bibbia dall'ebraico in greco; Giovanni Diodati, aureo traduttore della Bibbia dall'ebraico in italiano,il quale,comecché nato a Ginevra, discendeva da una famiglia lucchese; Giovanni Guidiccioni, vescovo e poeta di grido; Bartolomeo Guidiccioni, valente giurisperito; Chiara Guidiccioni, che diede per la prima l'esempio dei drammi musicali; Chiara Matraini, gentile scrittrice in prosa e in versi. — Nel secolo XVII: Lodovico Maracci, peritissimo nelle lingue orientali; i giureconsulti G. B. Samminiati, Lelio Altogradi, Luigi Mansi e Giovanni Torre. — Nel