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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Pesaro
   319
   d'Ancona, e col consenso dello stesso papa Ottone IV, con diploma, die allo stesso Azzo quel territorio in feudo, in nome della Chiesa.
   Nel 1229 Pesaro era divenuta quasi tutta fautrice del partito ghibellino, e sorsero così fiere le fazioni che cagionarono violenti ribellioni e lotte tremende. Federico II e Manfredi dominarono la città per ventiquattro anni, indi i cittadini tornarono alla ubbidienza della Chiesa e, nel 1254, fecero parte dell'esercito che Innocenzo IV mosse contro re Manfredi. Nel 1277 il rettore pontificio ordinò, con grave dispiacere dei Fanesi, che le cause civili si portassero al suo tribunale in Macerata od Ancona, concedendosi ad altra parte della provincia, ov'era Pesaro annoverata, il ricorso in grado d'appello al giudice e vicario generale del rettore, residente a San Lorenzo in Campo. Nella sede vacante per l'elezione di Onorio IV varie città si ribellarono alla Chiesa e, nel 1285, prima ad insorgere fu Pesaro ed i Ghibellini cacciarono di città i Guelfi e gli altri di parte pontificia. Subito il rettore Goffredo si portò a Fano per costringere i Pesaresi all'ubbidienza e, nel 128G, quei cittadini, temendo le vendette del rettore, invocarono perdono.
   Sotto il pontificato di Nicolò IV, Malatesta da Verucchio occupò la signoria di Pesaro, verso il 1295; quantunque sembri che già sin dal 1290 Giovanni lo Zoppo, tìglio di quel Malatesta, ne avesse ottenuta la podesteria.
   Nel 1300 Bonifacio Vili comandò al cardinale Napoleone Orsini di portarsi in Fano e, quale legato della Marca, prevenire la rivolta dei Pesaresi, che trattavano d'assoggettarsi ai Malatesta. Morto, nel 1303 o 1304, Giovanili lo Sciancato o il Zoppo, successe Pandolfo I quale podestà. Ma, dimostratosi questi assoluto signore e tiranno, Pesaresi e Sinigagliesi lo costrinsero, nel 1309, ad abbandonare la provincia, aiutati in ciò dal rettore Bertrando de Got, nipote di Clemente V. Ma Pandolfo potò ricuperare Pesaro, che tenne sino al 1330. Nel 1332 Giovanni XXII, a quietar le cose della provincia, ordinò la convocazione di un parlamento generale in Faenza, ove fu determinato che Malatesta II e Galeotto, tìgli di Pandolfo, ritenessero Fossombrone e Pesaro, Si nome della Chiesa.
   Ma Innocenzo VI spedì l'Albornoz per rioccupare lo Stato della Chiesa, e il legato, giunto a Pesaro, fece prigione Galeotto, che fu poco dopo liberato e investito del feudo della città con annuo censo, dichiarandolo per un decennio vicario della Chiesa per Fano, Binimi, Pesaro, Fossombrone, con tributo annuo di 6000 fiorini d'oro. Durante l'assenza di Galeotto, eletto nel 13G4 capitano dei Fiorentini, rimase I'andolfo II al governo di Fano, Fossombrone e Pesaro. Nel 1372 Pandolfo divenne effettivamente signore di queste due ultime città, essendo Galeotto divenuto signore di Binimi e, morto Pandolfo, successegli Malatesta dei Malatesta.
   Nel 1415 Pesaro fu assediata da Braccio da Montone e, nel 1429, al Malatesta successe il figlio Carlo, che fu solennemente investito della signoria della terra da papa Eugenio IV. Cariò morì nel ,1438 e divenne signore di Pesaro Galeazzo suo figlio, che fu travagliato dallo zio Sigismondo Malatesta signore di Bimini. Questi infatti, nel 1443, mossegli guerra ed assedio Pesaro che, ben munita, valorosamente rese inutili gli sforzi degli avversarli. Allora Sigismondo occupò Monte l'Abate, Novilara, Candelara, Monte Gaudio; alla fine, nel 1444, fecesi la pace. Intanto Alessandro Sforza, fratello naturale del celebre conte Francesco, aveva chiesta la mano di Costanza dì Pier Gentile Varano; favorì le nozze il conte Federico di Montefeltro, nemico dei Malatesta, acciò gli Stati di Galeazzo non passassero a Sigismondo. Essendo Galeazzo avo materno di Costanza, come nata da Elisabetta sua figlia, le assegnò per dote la metà di Pesaro e Francesco Sforza sborsò per l'altra metà 20,000 fiorini d'oro, a favore del fratello Alessandro. Indi a poco Galeazzo vendè Fossombrone al conte Federico, per 12 o 13,000 fiorini. Così il principale ramo cadetto dei Malatesta passò agli Sforza. Alessandro prese possesso di Pesaro e suoi castelli nel 1445, entrò in città a cavallo, accolto