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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'arie Terza — Italia Centrale
   nell'istesso tempo della deduzione della colonia di Potenza picena. A ciascun colono furono distribuiti sei ingerì di terreno e gli furono accordati i diritti alla cittadinanza romana. Pochi anni dopo, sappiamo da Livio, essersi costruiti varii pubblici edifizi nella colonia, sotto la direzione dei censori romani. Presto Pisaurum divenne una prospera e considerevole città di questa parte d'Italia, onde fu un luogo che Cesare si affrettò di occupare con le sue coorti, appena varcato il Rubicone, nel 49 av. C. Cicerone medesimo spesso ricorda Pesaro come una fiorente città ; quindi non si comprende l'espressione di Catullo che la dice moribonda sedes Pisa uri.
   Pisaurum ricevè quindi un nuovo corpo di coloni militari, che furono qui sistemati da M. Antonio; ma la città soffrì parecchio volte per il terremoto che danneggiò gran parte dell'abitato, poco prima della battaglia d'Azio. Fu restaurata e furonvi mandati nuovi coloni sotto Augusto, e forse da allora fu denominata Colonia Julia Felix. Era luogo importante anche pel commercio e da un'iscrizione rilevasi che eravi altresì nn arsenale per la costruzione dei navigli, Il porto fu certamente formato dalla bocca del fiume Risalirò, clic ancora forma 1111 canale ed 1111 rifugio per piccoli bastimenti.
   Durante la Guerra Gotica Pisaurum fu distrutta da Yitige e parzialmente l'istaurata in seguito da Belisario, e raggiunse nuovamente 1111 grado di prosperità durante l'Esarcato di Ravenna, divenendo allora una delle città della Pentapoli. Nel 572 Alboino si inoltrò nella Flaminia ed arrivato a Pesaro e Fano, queste città, insieme collegate, gli fecero tale resistenza che 11011 riuscì a sottometterle e continuarono così a difendersi dai Longobardi. Ma questi, profittando del cessato dominio imperiale, finirono per occupare l'Esarcato e la Pentapoli con Pesaro, che furono poi liberate, nel 728, mercè gli aiuti e i soccorsi dei Franchi e dei Veneti, implorati da Gregorio IL Lnitprando, nel 730, rompendo il trattato occupò Pesaro, che ritornò poi alla Chiesa e, nel 7-1-5 la città fu rioccnpata da Rachis, che vi passò l'inverno con l'esercito.
   A Ini successe Astolfo che pure tenne Pesaro e le altre città della Pentapoli. ma Pipino re di Francia ricuperò tutto per la Chiesa, ricevendo le chiavi delle città e così iu Pesaro, da questo tempo, cominciò il dominio assoluto dei pontefici. Inutili furono poi i tentativi di Desiderio, d'impadronirsi della Pentapoli e dell'Esarcato, poiché Carlo Magno, venuto in soccorso di papa Adriano I, pose termine al regno dei Longobardi.
   Pesaro proseguì a governarsi col proprio conte eletto dal papa. Nella irruzione dei Saraceni l'esaio, insieme a Fano, fu saccheggiata nell'818 e nel 911 le milizie pesaresi, unite a qmlle della Pentapoli, impedirono che gli Ungali saccheggiassero le città della costa adriatica.
   Nel XII secolo cominciò per Pesaro la gloria delle armi, avendo abbracciato il partito guelfo, onde fu detta propugnacolo della Chiesa. Col favore di Federico, marchese della Marca e residente in l'ano, questa città, nel 1110, ricuperò alcuni castelli che da lungo tempo erano posseduti da Pesaro e pose termini ai confini dei territorio Ciò fu cagione di molte dissensioni e discordie civili tra Fanesi, Pesaresi ed altri confinanti. Pesaro si collegò con altre città e con le armi ne sostenne le ragioni. Fano si sottomise ai Veneti per averne aiuti; onde, giunta la fiotta nel porto, obbligarono i confederati a togliere l'assedio e rifare i Fanesi dei danni patiti.
   Pesaro resistè quindi a Federico 1, finche dovette a Ini assoggettarsi nel 11G7. Nel 1I9S Innocenzo III, nell'intendimento ili cacciare gli Imperiali dai doniinii della Chiesa, ricuperò Fano, Pesaro e i loro territorii; la pace clic ne segni fu però turbata nel 1200 da nuore questioni territoriali tra Fanesi e Pesaresi, e specialmente per le ragioni che Fano pretendeva sui castelli di Montebaroccio e di Novilara. Innocenzo 111 commise al cardinale Cinzie Cenci la riconciliazione delle parti, che seguì nel 1202. Ma Fano volle dichiarar guerra a Pesaro, sebbene, nel 1205, il legato impedisse i tentativi della sua occupazione ed alla fine Pesaro ottenne la restituzione dei due mentovati castelli. Nel 120b Innocenzo 111 investì di Pesaro Azzo VI, marchese della -Marca