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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
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(Contiti nazione)
PROVINCIA DI PESARO E URBINO
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r a. provincia di Pesaro e Urbino ba una superficie di 2895 chilometri quadrati, jltai Secondo il censimento ufficiale ultimo, del 1881, la popolazione di fatto o pre-sente nella provincia era di 223,043 abitanti; per il 31 dicembre 1897 è stata calcolata di 239,745, cioè abitanti 82.81 per chilometro quadrato. La provincia è amministrativamente ripartita nel seguente modo (31 die. 1897):
CIRCONDARI COMUNI MANDAMENTI gUitlizhirì logge 31 luglio 1802 COLLEGI elelturali jioUlici SUPERFICIE in chilometri i,uadr. (itoli illudali)
PESARO .............. UliMNO................. Totale . . 31 42 4 9 ,4 834 2001
73 13 4. 2S'J5
Confini e territorio, — La provincia confina: a nord, con quella eli Porli; ad occidente, con quelle di Firenze e di Arezzo; ad oriente, col mare Adriatico e con la provincia di Ancona; a mezzodì, con la stessa provincia anconitana e con quella dell'Umbria.
Il carattere fisico di questa provìncia è simile in molte parti a quello che generalmente riscontrasi nel territorio marchigiano e presenta, successive serie di poggi e di colline, con valli intermedie attraversate da fiumi, che con degradata pendenza convogliano le acque all'Adriatico; se ne differenzia però ili altre parti, situate tra i più alti monti tlelI'Apennino centrale e le sue immediate diramazioni. La prima di tali condizioni fisico-topografiche riscontrasi particolarmente nei territorii di Pesaro e di Fano ; la seconda in quelli di Urbino e del Montefeltro.
Orografìa. — La catena principale deH'Apennìiio corre pel lato occidentale della provincia, al quale appartiene tutto il tratto compreso tra gli altissimi gioghi del Carpegna e del monte Cucco. I punti più culminanti sono : il monte Carpegna (1407 ni.), il monte Maggiore (1351 m.), il monte Nerone (1527 ni.), il monte Catria (1702 ni.) e il monte Cucco (1567 ni.). È altresì da ricordare il monte Pagannccio (976 ni.), presso il celebre passo del Furio, di cui dovremo a suo luogo occuparci.
La maggior valle è quella del Metauro, che dal monte Maggiore estendesi sino alla marina, avvicinandosi alla quale va acquistando sempre più considerevole ampiezza. Di minore estensione sono le valli del Cesano, del Foglia e le altre che di tratto in tratto vengono sboccando dalla parte montana della provincia verso la marina.
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