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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Camerino
   305
   lo Spazza, il quale vi ritrasse alcune Storie della villi della Vergine. L'oggetto tenuto in maggior pregio e venerazione è la tavola bizantina, ilei IX o forse Vili secolo, rappresentante la Vergine col Bambino, che dicesi recata da Smirne dai Camerinesi i quali, guidati da Rodolfo II Varano, presero parte alla Crociata bandita da Clemente VI, intorno alla metà del XIV secolo. Nel 18% l'abside fu bellamente ornata e dipinta dal pittore D. Orazio Grazi, camerinese.
   San Salvatore. — Era piccola e sopraccarica di stucchi, di quella maniera poco diligente che fu in moda un secolo e mezzo fa. Serve al presente per sala di ginnastica alla scuola normale femminile.
   San Domenico. — Tanto il tempio quanto le annesse fabbriche non presentano nulla di notevole, tranne qualche traccia, qua e là, dell'antico edilizio. La chiesa fu chiusa nel 1860 e la parie principale del chiostro venne accomodata ad uso di caserma.
   Madonna delle Carceri. — Elegante chiesuola, fuori delle mura, costruita nel secolo XVI su pianta ottagona, di bellissime proporzioni ed effetto. È patronato municipale.
   Tra gli edilìzi civili di Camerino annoveratisi :
   Palazzo Comunale. — Fu ceduto dal vescovo Dongiovanni e nulla ili notevole presenta la facciata; ma nell'interno trovansi due aule degne di considerazione. Quella distinta col nome di Sala degli Stucchi, oltre a buone decorazioni, ha due grandi tele del Valerj : una rappresentante la Battaglia di Vercelli, l'altra Marco Fabio Ce-sone che arringa il Senato camerinese per ottenere l'alleanza con Roma. Nella grande sala sono raccolte interessanti iscrizioni di età romana e moderne ed alcune poste al cardinale Pierbene-iletti, a Benedetto XIB, a Francesco I di Lorena. Sonvi poi gli uffici di segreteria, il quartiere ilei sindaco e l'Archivio.
   Annesso al palazzo è il Teatro Marchetti, eretto su disegni delGliinelli, dopo demolito quello preesistente, edificato in una grande sala dello stesso palazzo Comunale, nel 1728. Il sipario rappresenta il Trionfo di Mario e fu dipinto dal Dome-nichini. Le scene debbonsi in gran parte al Re-canatini. Fu inaugurato nel 1857 con la prima opera del maestro concittadino Filippo Marchetti, avente per soggetto Gentile da Varano.
   Kesidenza Vecchia. — Fu la residenza della magistratura di Camerino e quindi come un palazzo della Signoria. Nulla conserva di bello e di antico, e venne poi adattata ad altri usi ed ora serve per Locanda del Leone.
   Episcopio. —S'ignora l'architetto: cominciò la fabbrica nel 1572, dovuta alla munificenza del vescovo Dongiovanni. Il Benigni dice che il palazzo fu proseguito sopra colonnati da Alfonso Binarino e finito da Geronimo De Buoi. Gentile
   168 — L.a l'atria, voi. 111.
   Delfino, succeduto al De Buoi, ornò la gran sala ad intagli, pitture e lacunari, per ricevervi Clemente Vili, che andava a Ferrara (1598). 11 palazzo, di belle e grandiose linee architettoniche, ha inferiormente un porticato a pilastri ed occupa due lati della bella piazza Cavour (lìg. 97).
   In questa sorge la statua di Sisto F(fig. 100), sedente, in atto di benedire, opera Iodalissinia di Tiburzio Verzelli. Il piedestallo è ornato di quattro targhe di bronzo, una ritraente l'arme del Peretti e le altre le figure allegoriche della Tranquillità, della Sicurezza e della Letizia.
   Fig. 100. — Camerino : Statua di Papa Sisto V in piazza Cavour (da fotografia).
   Palazzo della Sotto-Prefettura. —Corrisponde in gran parte al palazzo eretto da Gentile Varano. V'ha di notevole un salone, le cui pareti sono piene di stemmi di governatori, legati, delegali e presidi della provincia. Vi sono rappresentate molte famiglie storiche, quali l'Orsini, Colonna, Savelli, Farnese, Doria, Spinola, Fieschi, Litta, Cibo, ece.
   Università. — Non è facile il rintracciare quando sorgesse questo istituto universitario, e certamente ebbe origine nell'età di mezzo e man-tenevasi solo per la fama dei maestri, col concorso della città che concedeva privilegi e procacciava frequenza di alunni e uditori. Molto più tardi si sentì il bisogno di ricorrere alla protezione del Governo, perchè le Università fossero