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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'arie Terza — Italia Centrale
   Tom«elli, nipote ili Bonifacio IX. enei rilasciarlo ottenne l'indipendenza del principato di Camerino dalla Santa Sede.
   Giovanni Tarano ampliò la città e circondò di mura il borgo di San Venanzio. Indi la città cliedesi a Francesco Sforza, coll'ainto del quale i Varano ricuperarono lo Stato, che venne diviso tra Rodolfo IV. figlio di Pier Gentile e Giulio Cesare, figlio di Giovanni li. A tale ricupero molto giovò Costanza Varano che, nel 1445, andò sposa di Alessandro Sforza signore di Pesaro.
   A Pier Gentile e Giulio Cesare, Nicolò V, nel 1147, confermò tutte le immunità e privilegi conceduti dai suoi predecessori ai Canteiinesi e poscia, ai 31 gennaio 1449, li assolvè dal delitto di ribellione e di lesa maestà in cui erano caduti.
   Xel 1501 Alessandro VI condannò Giulio Cesare come reo di spergiuro, di sacrilegio, di ribellione e lo privò anche della signoria, perchè non aveva pagato il dovuto censo alla Chiesa romana. Tornato in potere fu accusato di proteggere i pubblici assassini, eli avere ucciso il proprio fratello per levargli il governo e commesse altre nefandezze e iniquità. Ma tragica fu la stia fine, avendolo il Valentino fatto strangolare, nel 1502, nella rocca di Pergola, coi suoi tre tigli Venanzio, Annibale e Pirro, occupandone gli Stati. Alessandro \l foce poi erigere una rocca a Camerino, che ancora ammirasi come monumento insigne d'architettura militare.
   Giammaria Varano, superstite dalla strage, potè riparare, cogli aviti tesori, a Venezia e, morto Mossa udrò VI nel 1503, foce ritorno a Camerino, dove fu accolto con generale gaudio. Egli sposò la nipote di Leone X. Caterina, figlia di Maddalena e di Francesclietto Cibo. Leone elevollo alla dignità di duca e lo distinse con onorevoli cariche ed intervenne nella solenne presa di possesso della basilica di San Giovanni in Laterano. Oltre alla prefettura di Roma, Leone \ gli diede le signorie di Sassoferrato, Civitaimova, Cerreto e poscia la contea di Sinigaglia.
   Da Giammaria e da Caterina nacque la sola Giulia, la quale doveva sposare Mattia figlio di Ercole Varano, stabilitosi a Ferrara dopo la morte di Rodolfo IV suo genitore. Ma la madre Caterina la diede invece in isposa a Guidobahlo II, figlio di Francesco Maria Della Movere duca d'Urbino, per la qual cosa Camerino fu unito a quel ducato.
   Indarno Sciama Colonna aveva occupato lo Stato e inutilmente Mattia si volle difendere dalla potenza dei Uovereschi e gli fu giocoforza cedere alle armi e vendere le sue ragioni, per 32,000 scudi, a Paolo III; se ne tornò poi a Ferrara, ove, col fratello, continuò la famiglia detta dei Varano di Camerino.
   Ma breve fn la durata dello Stato d'Urbino e Camerino, perchè Paolo III, nel 1539, obbligò, colle anni, il duca d'Urbino a restituire alla Chiesa Camerino, ed a sborsare 32,000 scudi, facendo inoltre \alerò anche gli alti diritti della sovranità della Sede Apostolica. Difatti vi si recò in persona ai 14 ottobre e dichiaro la città metropoli dell'Umbria, destinandovi un cardinal-legato a Intere, e poscia ne investì il nipote Pier Luigi Farnese signore di Xepi; ma poi, nel 1515, volendosi riprendere Camerino, diede al Farnese i ducati di Panna e Piacenza, a ragione di feudo. Tornò allora a risiedere in Camerino un legato apostolico e fu il cardinale Durante de'Duranti, col titolo di legato a ìatere dell Umbria e di Camerino. Secondo alcuni scrittori, papa Giulio III avrebbe infeudato del liticato di Camerino suo fratello Baldovino. Ma ciò sembra rigettato dalla critica e mininoli te Camerino, morto quel papa, appartenne direttamente alla Chiesa e fu governato da prelati per più di due secoli.
   Nella seconda iinasione francese, cioè nel 1809, Camerino divenne capoluogo dì un circondario del dipartimento del Pronto e del Musone e, dopo il 1SI4, la città fu dichiarata capoluogo della delegazione di Camerino. Xel 1S25 fu riunita a quella di Macerata, sino a che, nel 1831, da papa Gregorio X\ I. fu nuovamente dichiarata delegazione indipendente e sede di un prelato delegato e di un tribunale dì prima istanza. Col plebiscito del 4 novembre 1800 fu annessa al Regno d'Italia.