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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni    295
   contese tra le due Comunità, contese che ebbero il loro epilogo nel Breve del pontefice Pio V, in data 9 agosto 1569, il quale, in base ad una sentenza del suo predecessore Pio IV, tolse Urbisaglia dalla soggezione e dominio dei Tolentiuati ponendola sotto l'immediata giurisdizione della Chiesa, alla quale poi appartenne sino al 1860, lincile fu aggregata alla grande patria italiana.
   Ij odierna Urbisaglia trovasi situata a 311 metri di altezza, sopra un colle, alla sinistra del Piastra ed il suo territorio ameno è percorso da comode strade rotabili. Vi sono numerosi e buoni fabbricati ed una bella piazza circondata da portici. Non 1.U1M dal paese vi è un antico monastero dei Cistercensi, costruito nel 1142, adorno di ima chiesa di carattere gotico-lombardo, posseduto dalla nobile famiglia Giustiniani Bandini. Urbisaglia annovera una Banca popolare, un Asilo infantile, Associazioni operaie; uè mancano ricche opere di beneficenza, i cut capitali oltrepassano il mezzo milione.
   Il territorio è fertile di cereali, viti olivi, gelsi ed ortaglie; l'industria è rappresentata da una filanda di seta ultimo sistema e dalla coltivazione di estesi vivai di pianticelle da siepe, di cui si fa larga esportazione.
   Colt, elett. San Severino Marche — Dioc. Macerata — P3, T. e Str. ferr.
   Mandamento di TREJA (comprende 3 Comuni, popol. 17,373 abitanti).
   Treja (9616 ab.). — Cenni storici. Trea fu antichissima città del Piceno e municipio romano ascritto alla tribù Velina. Trovasi la città ricordata in alcune iscrizioni militari di Osimo e di Attidium. Fu situata sulla sinistra riva del fiume Potenza, a circa 9 miglia da Septempeda e 5 da Fucina. Tra gli scrittori Plinio solamente ne fa menzione; ma è probabile che il nome di Tf«Sàfi di Tolomeo altro non sia che una corruzione del nome Trea. Anche i monumenti epigrafici attestano che Trea fu municipio, quantunque 11011 manchino argomenti per credere che fosse stata pure colonia. Tra i suoi magistrati furono i (tuoniti e sono pure nominati, nelle lapidi, il pontifex ed i seviri augustales. li Itinerario d'Antonino colloca la città sul tronco della Flaminia che dirigevasi ad Ancona.
   L'ultimo eccidio di Trea fu nel secolo IX per mano dei Saraceni, quando questi occuparono, nei venti anni dopo FS48, tutte le terre marittime da Otranto sino ad Ancona: tanto vero, che nel luogo ove sorgeva, ancora si appella Mura Baracene. Gli abitanti si raccolsero allora nelle vicine collinette e il nuovo abitato che sorse si appellò Montecchio 0 Montevecchio secondo alcuni scrittori; ed il primitivo nome, secondo il Colucci, sarebbe stato quello di Monticuhuu, corrotto poi in Monteclum. Sorto così Montecchio dalle rovine di Trea, riacquistò man mano l'ampio suo contado, quando i piccoli signori di sue porzioni si sottomisero alla divozione di Montecchio, tranne quella parte che restò a formare il contado di Monteniilone. Nel secolo XI probabilmente anche in Montecchio cominciò il dominio dei consoli, che venivano eletti dal ceto dei cittadini e che solo 1111 anno duravano in carica. Talvolta ebbe sino quattro consoli, che trovansi ricordati in alcuni antichi istroinenti. 1 consoli acquistarono il castello di San Lorenzo nel 1161, quello di Val Campana nel 1180, quello di Monte Acuto nel 1191 ed altri in varù tempi, di guisa che andò man mano crescendo il territorio e la potenza del Comune di Montecchio. Nel 1198 fu stabilita una lega offensiva e difensiva tra i consoli di Camerino e quelli di Montecchio. Nicolò IV, nel 1290, diè facoltà ai Montecchiesì di eleggersi 1111 podestà ed altri ufficiali in perpetuo, col diritto di procedere nelle cause civili e criminali, pel quale privilegio obbligò il Comune a pagare ogni anno 120 libbre di Ravenna alla Camera Apostolica. Nel 1369 troviamo in Montecchio anche i gonfalonieri insieme ai priori. Montecchio era in dipendenza della Chiesa allorché Federico II, nel 1237, a mezzo di suo figlio naturale Enrico 0 Enzo, aveva spedito armati ad occupare la Marca. Enzo da Macerata inviò oratori a