Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino', Gustavo Strafforello
Pagina (295/423) Pagina
Pagina (295/423)
La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
Mandamenti e Comuni
79
con uomini, bestie ed attrezzi. Era alta 320 cubiti, larga 50 e fu fatta poi demolire, nel 1443, da Alfonso V d'Aragona, d'ordine di Eugenio IV, quando Tolentino fu restituito alla Chiesa. Ma avendo lo Sforza attaccato l'esercite del Piccinino e riportata segnalata vittoria, Meritino tornò sotto il suo dominio, con quas' tutto la Marca; ma nell'ottobre del 1445, sopraggiunto Alfonso V con lo stesso Piccinino, nei pressi di Tolentino, la città tornò subito alla fedeltà della Chiesa, che le accordò alcuni privilegi.
Sotto il pontificato di Nicolò V, Tolentino crebbe in prosperità e grandezza, avendo il Comune chiamato varie famiglie forestiere a fissar la loro dimora in quella città, esentandole dai dazi e dalle iontnbuzioni e innalzandole alle primarie dignità e posti ragguardevoli. Furono pure .ntrodotte le fiere, fu stabilita l'arte della lana e aperta la via di lavorare ad ogni sorta di artieri. La storia tolentinate non offre più, d'ora innanzi, fatti degni di speciale ricordo, sino ai tempi moderili, in cui Tolentino è ricordata pel famoso trattato segnatovi, nel 1797, tra papa Pio VI e il Direttorio della Repubblica francese, rappresentato dal generale Bonaparte. Quel trattato salvò un resto di sovranità a quel pontefice, poiché i battaglioni francesi e cisalpini erano già arrivati presso Spoleto. Le legazioni di Bologna, Ferrara e della Romandiola furono unite alla Cisalpina, Avignone e il contado Venosino alla Francia.
Sotto il Regno italico Tolentino divenne capoluogo di un distretto del dipartimento del Musone. Nel giugno del 1799 Tolentino divenne preda dei montanari insorti contro i Francesi e per cacciarli furono necessari non pochi micidiali combattimenti che dovettero sostenere dei distaccamenti della divisione stanziata in Ancona. Nel 1815 si stabilì in Tolentino il quartiere generale austriaco, mentre il re di Napoli, Murat Gioacchino, aveva fissato il suo a Macerata; e nella pianura intermedia l'incauto re si decise ad una lotta di forze ineguali, la cui conseguenza gli fece perdere il trono e poscia la vita.
«
Trovasi la città sulla sinistra del fiume Chienti, a 18 chilometri a sud-ovest di Macerata, e a 224 metri sul mare, in magnifica posizione, circondata da fertilissime colline. A mezzodì scorre il Chienti, che si valica sopra solido e magnifico ponte, costruito sino dal 1268 e posteriormente restaurato più volte. La strada nazionale traversa la città, abbellita nel mezzo da una notevole piazza con una fonte e sulla quale prospetta il palazzo Comunale ornato di portico e che contiene varie iscrizioni dell'antica Tolen-tinum. Vi si conservano pure due interessanti pitture su tela, rappresentanti l'una il Trattato di pace di Tolentino, segnato dai plenipotenziari di Pio VI e dal Bonaparte; l'altra la Battaglia della Banda, perduta dal Murat nella pianura presso la città.
La Cattedrale, sotto l'invocazione di San Caterve, è di costruzione moderna e la chiesa principale era, in antico, la pieve di Santa Maria dedicata alla Vergine Assunta e fabbricata circa nel VII secolo. La chiesa attuale fu eretta con disegni del conte Filippo Spada. Le ossa del protettore della città sono racchiuse in un sarcofago marmoreo, stupenda opera d'arte, interessantissima per l'archeologia cristiana, ornato di sculture rappresentanti VAdorazione dei Magi e Gesù sotto le forme del buon pastore. 11 piedestallo del sarcofago è sostenuto da quattro leoni e le figure che veggonsi scolpite negli angoli superiori del coperchio ritiensi comunemente dagli scrittori che rappresentino San Caterva e Santa Severina sua consorte. Nelle estremità laterali sono le figure dei Ss. Pietro e Paolo col volume in mano e altro piegato ai piedi: il primo rappresentante il Vangelo, il secondo il Vecchio e Nuovo Testamento.
La chiesa di San Francesco, del Nili secolo, contiene, nella cappella a destra dell'aitar maggiore, un affresco dell'anno 1360, rappresentante la Croce-fissione e in un'altra cappella, a sinistra, la Vergine ed un Santo die guarisce degli infermi (1175).
Di grande rinomanza, storica ed artistica, è la basilica di San Tolentino, la cui facciata è ornata di un magnifico portale marmoreo, fatto costruire, nel 1435, dal