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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   l'arie Terza — Italia Centrale
   I conti dominatoli di Penna furono della famiglia Monaldi o dei Bonìfazi, forse discendenti dagli antichi marchesi e conti di Camerino. Xel T102 erano signori di Penna i fratelli Aldobrandino e Berardo. Moltiplicatisi, in progresso di tempo, i signori del castello, sorsero contese tra i loro vassalli a cagione di gelosie e di fazioni ed i signori, nel 1248, dovettero venire ad un amichevole componimento col popolo, cedendogli i loro diritti, mediante il pagamento di alcune somme; così si eresse la Comunità in repubblica e ciò avvenne sotto Innocenzo IV, cui i Pennesi mostraronsi fedeli, contro i Ghibellini seguaci di Federico II Xel 1251 il Comune ottenne la cittadinanza di Fermo, per essersi a questa sottomessa per tema dei Gliibellimi; ma ciò non garbò punto al papa che temeva la potenza di Fermo e contro Penna il rettore della Marca, Gualterio, fece marciare P esercito guelfo, e così tornò di nuovo libera. Portatosi il rettore in Penna chiese la rocca e il Consigliò la cede di buon grado. Xel 1259 Peuna ricouobbe, per poco tempo, re Manfredi, bastardo di Federico. Dopo il 127G i nobili fuorusciti tentarono, armata mano, d'impadronirsi di Penna; il popolo però ne frenò l'impeto con fiero combattimento, per cui Rinaldo di Brnuforte, ch'era alla testa degli aggressori, si vendicò dando il guasto al territorio.
   Intanto il Comune andò acquistando la metà dei castelli di Colmerlo e di Agello e la quarta parte di Castel Gismondo. Xel 1317 i Permani bandirono tutti i Pennesi dalla loro città, con soleune formalità, perchè altrettanto aveva fatto Penna coi Permani, i quali volevano indurre il popolo a trarsi dal loro partito. Avendo i Permani colto un cittadino di Penna, inosservante di tale ordine esigerono la multa decretata, sebbene il rettore, della Marca, ad istanza dei Pennesi, avesse ordinato a Fermo di assolvere il contravventore. Pernio ricusò e il rettore la sottopose all'interdetto, pena che fu poi tolta per lodevole istanza di Penna. Xel 1334 molti Pennesi fuorusciti, unitisi a ribelli e banditi della Chiesa, con forte nerbo di cavalli e di fanti, entrarono in Penna; ma il popolo ricorse alle armi e \aerosamente cacciò gli invasori, clic però partirono carichi di bottino e con dei prigioni. Xel 1351- Penna fu espugnata dalla compagnia di Fra Morreste.
   Bsseiido podestà di Penna Rodolfo Varano, costui profittando della residenza dei papi in Avignone, aspirò alla signoria della terra e prese Penna con altri luoghi, nel 1375, avendolo introdotto .segretamente in città uu tal \ anni di Rollino, ed Antonio Morrone dovè emigrare a Fermo.
   11 figlio Antonio portatosi poi, nel 1381, in Penna per rivedere sua madre, Vanni, per odio di partito o per ereditare i suoi beni come parente, tentò di ucciderlo; ma essendosi Antonio salvato, Vanni gli incendiò la casa. La Curia generale ordinò allora che si ricompensassi? Antonio con 2500 ducati d'oro e il traditore Vanni fu precipitato dalla rupe del monto e. ciò avvenne dopo il 1391-. Gentile Varano, vinte in battaglia, ad Agello, le milizie pontificie comandate da Andrea Toinacelli. nipote dì Bonifacio IX, potè di nuovo impadronirsi di Penna, al che accondiscese poi :l pftpa, purché Gentile pagasse una somma e offrisse una inula ogni festa di San Pietro. Innocenzo VII, nel 1400, «quindi il Concilio di Costauza confermarono ai V'arano il vicariato di Peuna. Xel 1434, ai 11- maggio, il Comune capitolò con Alessandro Sforza, fratello di Francesco, ( h'erasi impadronito della Marca. I.a rocca o cassero fu poi demolita dai Pennesi allorché si sottrassero alla signoria sforzesca. Penna tornò a libero Comune, eleggendosi il podestà. Xel 11-15 Eugenio IN, per compensare i Pennesi dei danni sofferti nelle guerre, rilasciò loro la metà delle imposizioni anime che pagavansi alla Camera Apostolica.
   11 paese sorge a ridosso di un monte alto G7I metri sul mare, fra le valli del Salino e della Teunacola. Le antiche mura castellane esistono ancora in parte e in parte* vennero restaurate nel passato secolo, \ ì si aprono le porte: del Piano, già Santa Maria, della Pesa, forse costruita nel 1351, e del Forno, già di San Martino; solivi inoltre due