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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
Mandamenti e Comuni
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veggonsi, di quando in quando, molti altri torrioni circolari. L'abitato contponesi di pochi ma discreti fabbricati, tra i quali è notevole la chiesa di San Savino, costruita dal cominciare di questo secolo dall'architetto Pietro Maggi.Ha forma di croce greca, con architettura di stile jonico. Vi si conserva un gonfalone del Rosario, dipinto da Alessandro Ricci di Fermo. Il quadro all'aitar maggiore, rappresentante San Savino, è d'Antonio Liozzi. Anche bella è la chiesa di Santa Maria delle Grazie, la quale preesisteva al convento edificato nel 1581.
Il territorio, ch'è in colle, produce cereali e vino.
Uomini illustri. — Giovami: Diletti, dottore in idroque, commissario del legato della Marca, nel 1558; Leone Ventura, maggiordomo di Sisto V; Ansovino Ventura, uditore, in Macerata, del cardinale Bandirà, legato delle Marche.
Coli, elett. Macerata — Dioc. Fermo — P2 locale, T. a Sarnano, Str. ferr. a Tolentino.
Monte San Martino (1G94 ab.). — Cenni storici. L'origine del castello si fa risalire al IX o X secolo e forse devesi ai Franchi venuti con Carlo Magno. Soggiacque presto al dominio dei proprii signori o dinasti fin dopo il 1240 circa e nel 1250 si stabilì pienamente la sua Comunità indipendente. Nel 1248 il Comune acquistò il Collegio di Scheggia da Commanno di Guarniero, con tutto il distretto, vassalli e signoria e gli uomini furono obbligati a trasferirsi in Monsammartino. Questa compera fu cagione di lunghi dissapori e discordie col Comune di Amandola. Inoltre i Martinesi acquistarono i diritti e le ragioni che avevano alcuni della famiglia Bonifazi e dai fratelli Lanfranchino e Alebrandino ebbero poi anche il castello di Plano Romaldi, che era situato al di là del Tennacola. Altre liti ebbero i Martinesi con Amandola, pel pascolo degli animali, per le contribuzioni dei pesi camerali e per la gabella del passo. Quindi Monsammartino ebbe sempre amicizia e buona intelligenza con Penna, col quale Comune aveva il piti lungo confine territoriale.
Nel secolo XIV Monsammartino fece alcune scorrerie ed altre ne ricevè, in tempo delle guerre civili, venendo talvolta assoluto dai rettori generali della Marca. Nel 1328 la terra fu rovinata da un fiero terremoto.
L'abitato sorge su di un alto colle (603 m. sul mare), poco lungi dal confluente del Tenna e del Tennacola, in luogo assai forte. Il circuito della terra ha quasi un giro di tre quarti di miglio; conservansi, in parte, le antiche mura, che sono costruite con pietra locale, e dagli avanzi scorgesi che furono merlate e difese da torrioni del XIII secolo.
La chiesa principale è sotto l'invocazione di San Martino di Tours ed è posta nella parte più eminente della terra, nella contrada San Martino, detta pure Castello. Nella chiesa di Santa Maria del Pozzo sono: una bella tavola a sei scomparti, rappresentante la Vergine e diversi santi, opera di Vittorio Crivelli, e una tela del Ghezzi da Comunanza, in cui vedesi San Francesco in atto di baciare il piede al Bambino situato in grembo alla Vergine. Debbonsi pure ricordare il palazzo Pubblico, quello del Podestà e la casa Urbani, grandioso ed elegante edifizio.
Il territorio, parte scosceso e parte piano, produce cereali, vino, olio e vi prospera la bachicultura e l'allevamento del bestiame. Vi si cavano anche pietre per arrotare.
Uomini illustri. — Monsignor Armindo Ricci, sottodatario di Clemente IX, istitutore del Monte di carità e di altri pii legati; Concetto Cambi, istitutore del Monte Abbondanza; Manilio Urbani, che rifabbricò la chiesa degli Agostiniani e fece altre generose opere; Lattanzio Urbani, dottore di legge e magistrato.
Coli, elett. Macerata — Dioc. Fermo — P2 e T. locali, Str. ferr. a Porto San Giorgio.
Penna San Giovanni (3004 ab.). — Cenni storici. Nulla sappiamo della storia di questa terra, prima dell'anno 1248, in cui cominciò a formarsi in Comunità; ma era già luogo forte e munito di rocca quando i signori la venderono al pubblico. Il nome di Penna significa altura, sommità e s'aggiunse di San Giovanni dal nome del patrono.