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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
Mandamenti e Comuni
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Tra gli edilizi profani di San Severino i
Palazzo Comunale. —Fu edificato nel 1704 con disegni dell'architetto Orlandi, allorché rimase abbandonato ! antico palazzo consolare, posto nella piazza della Torre al Castello. Varie antiche epigrafi, rinvenute tra le macerie della distrutta Seìtempeda,al)belliscoiioringresso principale e comode scale conducono ai due piani, nel secondo dei quali sono gli Uffici comunali. Sulla porta d'ingresso della prima sala, nel piano inferiore, vedesi lo stemma della città, lavoro in plastica, a bassorilievo, del secolo XVI. La prima sala, dipinta dal Foglianli, ha nel fregio gli stemmi delle famiglie patrizie di San Severino. Nell'archivio (segreteria vecchia) conservatisi preziosi documenti, tra i quali i decreti consigliati dal 1307 in poi, libri di Entrate ed Esiti, i libri dei malèfici», dal 1435 al 15(30. Nelle stesse sale sonvi alcuni ritratti di cittadini illustri, quali il Puccitelli, Massarelli, delle epigrafi onorarie ed una iscrizione alla memoria di Vittorio Emanuele II. Nella seconda sala, già residenza ilei Gonfalonieri, sono collocati i ritratti dell'Eu-staclii, di Divini, Cancellotti, Annibale Slarga-rucci e mons. Carlo Gentili.
La sala maggiore fu dipinta, nel 1881, da Mariano Piervittori, che vi rappresentò figure di soggetti mitologici, paesaggi, arazzi, fiori, ecc. e in dna grandi quadri, la scuola ili Bartolomeo Eustaclii e Eustachio Divini che presenta al granduca di Toscana il cannocchiale da lui perfezionato nel 1649.
Recentemente, nel 1895, s'iniziò in due ampie sale la Civica Pinacoteca, arricchita di insigni opere d'arte, a.cura del benemerito cittadino professore Vittorio Aleandri, ispettore degli scavi e dei moni;merli pel territorio sanseverinate. Visi
Tra i palazzi privati meritano di esser
Palazzo Serva mi - Collio (via del Duomo). — Questa sontuosa dimora fu fatta innalzare, nel 1785, dal conte Gio. Battista Collio ed è adorila di pregevoli pitture di accreditati artisti. Nell'atrio sonvi iscrizioni, frammenti di statue, monumenti ed altre antichità, scoperte nell'area ove sorgeva Settempeda.
Palazzo Uanjariicfi. — Fu fatto edificare, nel 1822, dal sanseverinate Germano Margarucci ed è ano dei più eleganti che abbia la città. Architetto fu Ireneo Aleandri.
Palazzo Gentili, — Vi si contiene una pregevole e delle più complete raccolte di monete pontificie che si conosca in Italia.
Palazzo Vescovile. — Se ne deve la costruzione a Nato Margarucci (secolo XVI) e passò poscia alla signora Laura Gentili, che lo lasciò al Seminario con facoltà al Vescovo di dimorarvi prò tempore.
morderemo dapprima:
ammirano: un liei polittico di scuola veneta, de, secolo XIV; altro polittico di Vittorio Crivelli, già in Santa Maria delle Grazie; una tavola del severinate Lorenzo di M° Alessandro ; un trittico di Lorenzo di Salimbene, già nella chiesa di San Lorenzo ; una Pietà dipinta in tavola che si attribuisce a Bartolomeo e Francesco Coda da Rimici; due tele ed una tavola ili Bernardino di Mariotto da Perugia, nonché molti quadri, bozzetti e disegni del Iìigioli. Sonvi anche delle opere d'intaglio e di tarsìa dei secoli XV e XVI ed un pregevolissimo ostensorio di bronzo dorato eseguito dall'orafo bolognese Girardo Gavazza nel 1326.
Torre Comunale. — E l'unico monumento eli architettura militare che conti la città. È alta 44 metri e credesi edificata nel XIII secolo. Alla metà circa dell'altezza vedesi scolpito, in pietra, un morso da cavallo, fattovi incastrare dagli Smeducci, per significare il freno che essi avrebbero adoperato a tener soggetto il popolo. Più sotto è un bassorilievo rappresentante un leone ed un'iscrizione totalmente cancellata.
Antico palazzo Consolare. -S Trovavasi nel lato della piazza che guarda la città; gii avanzi che ne rimangono servono ora di magazzino alle monache di Santa Chiara.
Fonte delle Sette Cannelle. — Fu eretta nel XIVsecolo. Nel prospetto sono scolpiti lo stemma comunale e uno di quei morsi che gli Smeducci fecero porre in più luoghi. Il portico cornponesi di due archi maggiori che stanno di fronte a due minori,
Monte ili Pietà. —Venne istituito dalla beneficenza del nobile Gio. Francesco Fattorini, nel 1554. La porla è notevole per alcuni eleganti intagli in travertino.
ricordati :
Palazzo Virginio. — Fatto erigere da monsignor Fulvio Servanzi, nel XVIII secolo; passò quindi alla famiglia Caneellutti e poi alle suore Domenicane dette Virtjinie. Oggi \i sono le pubbliche Scuole elementari e ti ginnasio Regio Eu-stacliiano.
Teatro eoniloniinale Feroula. — Distrutto l'antico teatro che era nel palazzo Consolare al Castello, ì Sanseverinati, nel 1740, ad iniziativa di monsignor Vitelleselii, governatore della città, ne riedificarono un altro nella piazza Grande, con disegno dell'architetto Domenico Bianconi da Fano. Guastato da un incendio, venne ricostruito nel 1823 con disegni dell'Aleandri e fu inaugurato T8 giugno del 1828. Nel telone, disegnato dal Bigio!i e dipinto dal Foglianli, è rappresentato il tempio sacro a Feronia, nell'atto in cui la sacerdotessa Canni rena Celerina libera uno schiavo, cui impone sul capo il pileo della libertà.