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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
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Mandamenti e Comuni
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data da Angeli. fi dipinto ò guasto pei restauri subili. Entro custodia conservasi la preziosa statua argentea di San Severino, eseguita dall'orafo romano barite Lotti, nel 1659, cogli avanzi di altra più piccola statua donata, nel XiV secolo, da Onofrio Smeducci.
L'Archivio Capitolare contiene molte pregevoli pergamene, interessanti per la storia della città e del territorio san severi nate.
San Severino. — Vuoisi originata dopo la distruzione di Settempeda nel 545. Nel 1061 Ugo, vescovo di Camerino, riedificò il tempio ; ampliato poi c restaurato in diverse epoche, come ad esempio negli anni 1576, 1741, e così perirono disgraziatamente gli affreschi della tribnna, rappresentanti Fatti della vita dei santi Severino e Vittorino, dipinti dal sommo Gentile da Fabriano. Un nuovo restauro, iniziato fin dal 1859 e rimasto poi sempre interrotto, si compiè attualmente (1897) a cura di apposita Commissione. Già sono ultimate le. riparazioni della facciata principale in isfile gotico del secolo XIV e del postico con belli esemplari di architettura romano-italica del secolo XI; alla chiesa è stata data una maggiore elevazione e si lavora alla sistemazione e decorazione interna.
Nel 1827 la cattedrale fu, per decreto di l'io VII, trasferita a Sant'Agostino e la chiesa fu cedola ai Minori Riformali, che¦ l'officiarono sino al 1861.
Sotto l'aliar maggiore riposano le ceneri dì San Severino cu il quadro principale ha una magnifica cornice sorretta da angeli, lavoro in plastica di Paolo Campana. Il coro, intaglialo e a tarsie, fu eseguito da Domenico Indovini nel 1483.
Nell'ultima cappella a sinistra furono scoperti, nel 1852, pregevoli affreschi di Lorenzo e Giacomo Salimbeni; nella cappella del Sacramento è una bella tavola di Nicolò da Foligno, con rappresentanze della Vergine in trono col Figlio e varii Angeli, e negli altri compartimenti San Severino, San Giacomo, San Vittorino e San Sebastiano. Nelle cuspidi gotiche veggonsi figurine di Profeti e nel mezzo Dio Padre'attorniato da Serafini. Reca la data del 1468.
Santa Maria della Misericordia. — Vi si ammira il quadro all'aitar maggiore, dipinto dal Roncalli, clic vi rappresentò la Beala Vergine della Miserieordia. Nella sagrestia, un tempo loggia ove trattavansi gli affari e tenevansi le sedute dei Consigli, osservansi traccie di affreschi eseguiti da Lorenzo Salimbene nel 1404.
San Giuseppe. — Verme fatta edificare, nel 1628, dal nobile sanseverinate Giuliano Tinti e fu ricostruita nel 1768 con disegni di Carlo Maggi. Il quadro all'aliar maggiore, rappresentante lo Sposalizio della Vergine, è d'ignoto e fu dipinto nel 1630 in Roma. 11 fonte battesimale, in travertino, ed il bassorilievo con il Battesimo di Gesù nel Giordano, sono del francese Pulvier.
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Nella sagrestia ammirasi una tavola, pregevole lavoro del fiammingo Ernesto de Scaychis, che vi effigiò la Vergine eoi Figlio, il Battista e San Giuseppe. Nel piano San Filippo Neri e San Carlo Borromeo.
San Filippa Neri. — In antico questa chiesa era dedicata a San Benedetto c fu poi ceduta ai l'adii dell'Oratorio, quando questi lasciarono il santuario di Santa Maria dei Lumi. La vòlta del presbiterio fu dipinta da Paolo Marini di Camerino, che vi figurò David mentre porla in trionfo l'Area del Testamento. Del medesimo artista è la tela nell'altare dell'Oratorio, rappresentante lVls-sunzione della Vergine, la quale copre tre belle statue del Iìigioli rappresentanti l'Addolorala, San Giovanni Apostolo e Gesù agonizzante. All'aitar maggiore è una copia, non spregevole, del San Filippo Neri di Guido Reni, che ammirasi nell'Oratorio della Vallicella m Roma.
San Rocco. — Fu edificala nel 1611 colle elemosine dei fedeli, quando la peste affliggeva la città. Vennerinnovatadalle fondamenta nel 1849, con architettura di Giacomo l'allocchirli. Vi si conservava una bella tavola del Pomarancio, rappresentante la Vergine eoi Bambino, San Martino e San Rocco, sottratta sotto il Regno Italico nel 1810. Ora nello stesso luogo vedesi la statua di San Rocco, scolpita in legno, dal Iìigioli
Chiesa della Pitturetia. — È un piccolo oratorio dedicato a Santa Maria delle Vergini e vi si nota l'affresco, sopra l'unico altare, rappresentante la Vergine attorniata da varie Sanie, dipinto nel 1466 da Bartolomeo Friginisco da San Severino. Presso questo oratorio abitò per qualche tempo il beato Matteo da Baschi, fondatore della Congregazione dei Cappuccini
Santuario della Madonna dei Ianni. —Fu innalzato l'anno 1586, con disegni di Gio. Batlista Guerra da Modena, fratello della Congregazione dell'Oratorio della Vallicella in Roma e dette motivo alla costruzione l'apparizione di alcuni lumi, avvenuta nel 1584, presso una Madonna fatta dipingere da certo ser laica di Antonio, a Gentile di maestro Lorenzo. È a forma di croce latina, d'ordine corinzio. La cupola è ornata di figure di varii Angeli, dipinti dal concittadino Giulio Lazzarelli. Nella prima cappella è un quadro dipinto da Felice Torelli, rappresentante il Beato Alessandro Sauli presentalo dagli Angeli a San Carlo Borromeo. Nelle seconda è una tela con la Vergine Annunziata, dipinta da Andrea Urbani. Nella terza venerasi I ìttiffiaginili $®ìto Maria dei I.unù e i marmi che decorano questa cappella furono gli avanzi di quelli eoi quali si ornò la cappella Borghesiana di Santa Maria Maggioro in Roma.
Le pitture a tempra nella tribuna dell'altare maggiore sono del fabrianese Loreti. In due cappelle del lato sinistro sono sei bellissime tele dipinte da Felice Damiani, eugubino.