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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   §72
   Parte Terza — Italia Geutr?Ie
   presso, e specialmente nella località detta Santa Maria a Potenza, la Potentia antica, colonia di cittadini romani dedottivi sino dall'anno 570 di Roma, come dice espressamente Livio. Cicerone ricorda un terremoto che colpì la colonia e semplice menzione trovasene in Plinio, Strabene e nel Libro delle Colonie.
   L'antica città, la cui fondazione si attribuisce ai Siculi, sorgeva presso il fiume che pure dicevasi Putentia e non lungi dalla sua foce. Nel 409 però, invasa da Alarico, perdette molto della sua grandezza, e nel 456 Attila la distrusse totalmente. I superstiti della distrutta città, sul colle ove ora sorge Potenza Picena, posero lor stazione e fondarono Monte San Giovanni in quella parte o\ è ora il quartiere Galiziano. Fin dal 396 esisteva però dalla parte di tramontana del colle suddetto la parrocchia di Santo Stefano, a cui la nuova terra si congiunse e formò Monte Santo. Ebbe il titolo di città nel 1US per opera di Liberto, vescovo di Fermo, dopo che quasi distrutta da Arrigo V, allora in lotta col papa, risorse e fiorì maggiormente per opera del citato Liberto. Lo stemma municipale ha nel campo rosso una croce sovrapposta a cinque monti, rappresentanti i cinque Comuni che formavano il distretto dell'antica città di Monte Santo. Essi erano: Gcroia, Torchio, Sacrata, Monte Coriolano e Santara. Nel contorno dello scudo si leggeva: Mons Sanctus in Piceno de Civitate Potentine. Nell'archivio secreto del Comune esiste una parte delle numerose bolle che i pontefici inviavano ai priori di Monte Santo, ed esistono pure diciannove pergamene che la Repubblica Veneta spediva per affari sanitari o per raccomandazioni di illustri personaggi di passaggio in questa terra. Tra queste se ne distinguono varie, che addimostrano la stima e il conto in cui Monte Santo era tenuto da quel Governo. Si hanno, fra le altre, pergamene dei dogi Mauro, Frano, Mocenigo, ecc.
   Nel 1-20:! Monte Santo era del partito fermano nella celebre pace che si conchiiise per volere di Innocenzo III. Nel 1289 Gregorio IX concesse a Monte Santo alcuni privilegi sul suo commercio. Nel 1308 si armò contro Jesi e Macerata, insieme ad altre città marchigiane che seguivano le parti ghibelline; e nel 1351 entrò in lega con Giovanili Visconti, capo dei ghibellini. Nel 1371 Monte Santo operò con altre terre acciò tornasse in Macerata la Curia, sottoscrivendosi perciò nella supplica presentata a papa Gregorio XI. Nel 1390 fu mossa guerra al paese da Gentile, signore di Camerino. Nel llOt insorsero alcune differenze tra Monte Santo e Civitanova, perchè questa voleva a forza che ricevesse il governo pontificio di Lodovico Migliorati,nipote d'Innocenzo VII. R tornando il Migliorati, nel 1107. dalla visita al santuario di Loreto, passando per Monte Santo, gli abitanti gli chiusero le porte in faccia e dalle mura lo salutarono con grida, scherni e belle, \llora, posta in bando la terra, il Migliorati minacciò di vendicarsene aspramente. Ma mentre accingevasi ad armarsi contro il paese, la Marca, malcontenta del suo governo, fu invasa dalle armi straniere.
   Nel 1113, portandosi Paolo Orsini, per papa Giovanni XXIII, nella Marca, divise la sua cavallerìa in Cingoli e in Monte Santo. Nel 1423 papa Martino V proibì agli uomini della terra dì armare a favore del regno di Napoli.
   Il paese sorge su di elevato colle (237 m. sul mare), a circa 7 chilometri dalla spiaggia dell'Adriatico, sul quale godesi ampia veduta. Potenza conta numerose e belle fabbriche, cinte da mura medioevali, in parte oggi demolite o nascoste dalle case che furonvi costruite sopra. Nel centro del paese è la grande e bella piazza sulla quale prospettano il palazzo del Comune ed un palazzotto medioevale con merlatura ghibellina, presso il quale ergesi alta torre eretta nel XVIII secolo. Nel mezzo della piazza è una graziosa fontana con tre tazze di bronzo sormontate da un cigno che versa acqua dal becco e sotto è un elegante gruppo di pattini. L'acqua è eccellente e proviene dalle vicinanze di Macerata.