Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino', Gustavo Strafforello

   

Pagina (273/423)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (273/423)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Mandamenti e Comuni    gregazione che nell'annessa casa aveva fondata, nel 1650, il filippino padre Carlo Alitici.
   Sun Francesco. — Il padre Civalli la disse fondata al tempo di San Francesco; ma venne subito riedificata nel 1384 e di nuovo lo fu nel passato secolo, cambiando di forma completamente. L'annesso convento è uno dei più antichi dell'Ordine dei Minori Conventuali e, nel 1245, Innocenzo IV concesse speciali indulgenze a chi contribuisse all'ainpliazione della fabbrica. Ma nulla condensi di speciale per l'arte, sia nella chiesa che nel convento.
   Santa iti a ria dell'Assunta. — Ne fu architetto il rinomato Tarquinia Jacometti e fu fondata per disposizione di Barbara Massilla con testamento dell'armo 1595, cooperandovi il vescovo-cardinale
   annesso convento si tennero due Capitoli generali e sei provinciali, venendo dichiarato convento generalizie.
   San Domenico. — Trovasi di fianco al palazzo Comunale, sulla via del Corso. La porta è del secolo XIII e l'archivolto poggia su colonnine sostenute da figure leonine. Nella sovrastante lunetta è la piccola statua rappresentante San Domenico. L'interno, ad una sola navata, non presenta nulla di notevole, essendo per intero stato ricostruito. Nei piloni sonvi delle, statue di stucco, di stile tendente al barocco.
   San Filippo. — Venne eretta nel 1005 con disegni del Broglio. Nel 1810 fu compresa tra le chiese soppresse dal governo francese; ma il recanatese padre Roberto Carradori la mantenne, a sue spese e fece anche ripristinare la Con- Rena.
   Ma ciò che pur rende sommamente interessante Recanati sono i numerosi e magnifici palazzi delle principali e nobili famiglie; ricorderemo quelli ©arancini, Carradori, Garulli, Mazzagalli, Moretti, Casa Piccola e Antici-Mattei. Impareggiabile è la veduta che si ha dal palazzo e dal giardino Colloredo-Mells, situati presso l'Episcopio, a San Flaviano.
   Nella parte opposta del colle su cui distendesi la città ò l'imponente e grandioso palazzo dei conti Leopardi, in cui sortì i natali il celebre conte Giacomo. Yi si conserva la ricca biblioteca, per la maggior parte formata dal conte Monaldo Leopardi, padre del poeta, nonché alcune collezioni di antichità romane, composte dallo stesso conte Monaldo. Interessante è la sala della biblioteca in cui conservami varii oggetti appartenenti al poeta e filosofo ed i suoi manoscritti.
   Nella bella ed ampia strada denominata Corso l'arisani osservatisi alcune casette medioevalì, con eleganti fregi ili terracotta, dei secoli XIII e XIV.
   Recanati conta un ragguardevole Monte di pietà, un Ospedale, il Seminario presso la Cattedrale, dotato di ricca rendita ed uno dei più reputati delle Marche; gli Educandati di Santo Stefano, dell'Assunta; gli Orfanotrolii maschile e femminile; la Congregazione di carità. Altri prosperi istituti sono la Cassa di risparmio e la Banca popolare Recanatese. Fiorirono un tempo in Recanati le due Accademie dei Disuguali e degli Animosi, quella istituita dopo il 1540 e la seconda nel 1661.
   Il territorio recanatese produce cereali, vino ed olio. L'industria e il commercio non vi sono molto prosperanti, specialmente a cagione della vicinanza della città di Loreto, clie assorbe quasi tutto il commercio dei dintorni.
   Uomini illustri. — Recanati vanta un grande numero di uòmini illustri, tra i quali debbono precipuamente essere menzionati: per santità di vita, il beato Benvenuto, francescano; Girolamo Gerarduzio, agostiniano; il beato Placido.—Nelle dignità ecclesiastiche: i cardinali Jacopo Antonio VeneriG; Girolamo Antici Capodiferro, Tommaso Antici; Antonio Giacomo Buongiovanni, maestro di camera di papa Clemente VIII e di Paolo III; Filippo Condulmari, arcivescovo di Nazaret; Anton Francesco Roberti, arcivescovo di Urbino; Alfonso Antici, celebre avvocato concistoriale; Bartolomeo Alberici, abbreviatoli, reggente della Cancelleria e uditore di Camera, — Nella magistratura: Pietro Marena, senatore di Roma nel 1373; Marcello Lunari, Cesare Massucci, Calduccia Alitici e molti altri. — Nelle armi si segnalarono: Urbano Giorgi, Gio. Domenico Rosa, Giacomo di Mollo, Gigliotto Tetrucci, il Guercio da Recanati, Pier Antonio Urbani, Curio Percivalli, Giacomo Gonfalonieri. — Nelle arti: Polito di Polito, peritissimo nell'architetturacivile e militare; Antonio Alitici; Ignazio Giorgio,rinomato maestro di musica; Girolamo Lombardo, insigne scultore in bronzo; Antonio Calcagni; Pietro