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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
Parie Terza — Italia Centrale
invaso lo Stato pontifìcio e no partirono ai 31 marzo, dopo la pace di Tolentino. Ai 29 gennaio del 1798 l'occuparono nuovamente e ne ripartirono nel giugno dell'anno seguente, perchè si avvicinavano gli insorgenti. Vi fecero ritorno ai 25 di detto mese e diedero il sacco e il guasto alla città che abbandonarono alla tino, ai 31 luglio, per
andarsi a rinchiudere nella fortezza d'Ancona.
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Ilecanati è fabbricata sul vertice di un colle che elevasi a 293 metri sul livello del mare, alla sinistra del Potenza, e gode quindi di una sorprendente veduta sul vicino Adriatico e sugli ubertosi e floridi territorii di Loreto, Osimo, Castelfìdardo. La città, di forma allungata, distante 20 chilometri a nord-est di Macerata, occupa l'intero dorso del colle ed è attraversata da ima magnifica e larga strada, lunga più d'un chilometro, sulla quale prospettano molti dei più bei palazzi e delle chiese della città. Come negli antichi tempi, Recanati trovasi divisa in quattro quartieri, che prendono nome dalle rispettive parrocchie, cioè di San Flavia no, Santa Maria di Castelnuovo, Sant'Angelo e San Vito; in molte parti conservansi le mura medioevali, con molte belle porte.
Quasi nel centro della città allargasi la bella e vasta piazza Leopardi, già detta del Comune, nel mezzo della quale i Recanatesi vollero erigere una statua al loro grande concittadino Giacomo Leopardi, clic in questa città ebbe i natali il 29 giugno del 1798. La statua rappresenta il grande letterato in piedi, in atto meditabondo ed è opera dello scultore Ugolino I'anichi.
Poco discosto dalla statua sorge isolata, magnifica ed imponente, la vecchia torre comunale, con merlatura ghibellina, nel cui lato principale è un grande quadrante di orologio e sotto vi è munita un'elegante lapide, a ricordo della prodigiosa traslazione della Santa Casa di Nazaret nel territorio recanatese. E un bell'altorilievo di bronzo rappresentante la dotta Traslazione della Santa Casa che è sorretta da angeli e sopra cui siede la Vergine col iliriu Figlio. L'opera fu decretata dal Comune l'anno 1027 e venne eseguita dallo scultore. Pietro Paolo Jaconietti. Nello stesso lato della torre è lo stemma del Comune, il leone rampante e 1 iscrizione: L'icinehon Aelvia [Urina Roiuaiioruin Colonia.
Occupa tutto il lato settentrionale della piazl medesima l'imponente palazzo del Comune, eretto in questi ultimi anni e con ingenti spese, su disegui dell'architetto Collina. Il palazzo è, inferiormente, abbellito da un vasto porticato che corre lungo tutta la facciata e prosegue nelle due ali laterali. Al di sopra è il piano nobile dell'edilìzio. L'immensa mole è in alto coronata da un cornicione con sovrapposto attico e nel mezzo della facciata vi corrisponde lo stemma comunale marmoreo.
Le chiese principali di Recanati sono:
l.a ('.al Ini rale (ilctlicala a San Fìaviano). — Sorge ad un'eolia nuli della cillà, presso la porla lìoiiiaua, della anche del huomo, dilla vitina chiesa calledralu. L'o Iterila chiesa fu edificala dal vescovo-cardinale (ano, sulla line del \l\ se-Colo; però la torre campanaria fu compila solo in i 1191 La chiesa non ha facciata esterna, impedita dalla contigua fabbrica dell'lùnscopio. Ili-videsi in tre navi, di siile goliea e la tribuna è ornala il aIfreseli ritraenti istorie della vita ili San 1 1 tviauo. lìiecliissimo è il sodino a cassettoni e lucernari intagliali messi a oro e con belle ligure: lo si deve al cardinale (ìalainini ; fu eseguilo sullo il pontificalo di papa Paolo V, i cui slromi campeggiano nel centro fra i varii monumenti sepolcrali sono da nolarsi quelli di
Gregorio \'U, clic rinunziò al pontificato onde resiiinire la pace albi Obesa travagliala dal lungo scisma, e quello del cardinale Infici.
Mal bpìslìuii. —Fu edili cala sulla fine del XIII secolo, insieme all'annesso convento. La facciala is ornala di nn elegante portale e vi si aprono, come pure nei lati languì, delle svelle li «esine archiacute, un tempo decorale con eleganti trafori marmorei alla maniera gotica, di cui rimangono pochi avanzi. Il tempio è leniii-uato in allo ila una elegantissima cornice di terracotta, pure di stile gotico.
L'inlerno ha subito molli restauri e cambiamenti, i vi si venera il corpo del beato Girolamo tiberardiieci recanatese, agostiniano, che fu apostolo di pace ai suoi tempi di guerre civili. Nello