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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni    267
   pensarono subito a restaurare le fortificazioni, a fabbricare nuove mura e si posero in difesa per evitare un colpo di mano e per essere rispettati dai combattenti. Riceverono nella città il Piccinino, ch'era stato battuto dagli Sforzeschi e lo confortarono di aiuti e di denari. Lo Sforza s'impadronì però del porto recanatese. La guerra durò con varia fortuna e alla line il papa fu costretto a venire ad accordi, cedendo allo Sforza le terre occupate. Rimasero alla Chiesa, Recanati, Osimo, Ancona e Fabriano. II veneto Anastasio Gl'itti ne fu governatore e si intitolò Gubernator Recanati et Auximi prò SS. D. Nostro. Nella nuova contesa tra Francesco Sforza ed Eugenio IV, Recanati fece assai per la Chiesa, onde si ebbe onori e privilegi dal pontefice.
   basendo la città tenuta in grandissima stima da Nicolò V, fu invitata ad assistere alla coronazione di Federico III imperatore e andarono perciò a Roma due ambasciatori. Tornato Federico in Italia, volle visitare il santuario di Loreto ed i Recanatesi
   10 trattarono con regale magnificenza, laonde l'imperatore concesse al magistrato la collana d'oro insieme alla facoltà di creare notai, legittimare bastardi ed altri privilegi.
   11 1476 fu luttuoso per la città, a cagione di una fiera pestilenza che fece perire numerosi cittadini, onde gli abitanti offrirono tuia corona d'argento al santuario di Loreto per la cessazione del flagello. Alla morte del vescovo Rovere, nel 1507, Giulio II tolse il santuario lauretano dalla giurisdizione del vescovo di Recanati, destinandovi un governatore dipendente direttamente dalla Santa Sede, però Loreto rimase, come prima, in proprietà del Comune recanatese.
   Nella guerra contro i Veneziani, mossa da Giulio II, i Recanatesi fortificarono non solo la città, ina anche il porto.
   Ma d'allora in poi l'operosità, il valore, il prestigio dei Recanatesi andarono di continuo diminuendo e cominciò a decadere anche lo splendore municipale della città, e la decadenza avvenne a misura che la vicina Loreto si rese più popolosa e grande. Vive contestazioni cominciarono a sorgere tra i ministri della Santa Casa Lauretana ed il Comune di Recanati. E Leone X all'improvviso sottrasse la città dal governo del legato della Marca e l'assoggettò al protettore della Santa Casa, senza palesarne il motivo. I cittadini si ribellarono e si sollevarono, desiderando di tornare sotto il legato, ch'era allora il cardinale Armellini, protettore di Recanati stessa; ma ciò fu ottenuto soltanto sotto il pontificato di Clemente VII. Paolo III, nel 1533, restituì a Recanati il dominio di Loreto, salva però la giurisdizione del governatore sul santuario, chiesa, ministri e pellegrini. Nel 1565 Paolo IV tolse di nuovo alla città il dominio di Loreto. Le lunghe vertenze tra Recanati e la Santa Casa si rinnovarono e divennero più aspre e difficili sotto Gregorio XIII, sino a che, elevato alla sede pontificia Sisto V, compì definitivamente la separazione (li Loreto da Recanati, quantunque inutilmente i Recanatesi, allo scopo di placare il pontefice, avessero posto il suo stemma marmoreo nel palazzo comunale ed avessero festeggiata la nipote Tudina Peretti.
   Sisto V, nel 1586, soppresse anche la cattedra vescovile, ridusse la chiesa a collegiata e sottopose la città a Loreto, divenuta città e vescovato, e primo vescovo fu Francesco Cantucci perugino, il quale però con grande prudenza e saggezza ebbe per Recanati i maggiori riguardi e vi fissò la sua residenza. Morto Sisto V, i Recanatesi efficacemente si adoperarono presso i papi Urbano VII, Gregorio XIV e Innocenzo IX, per la restituzione del territorio loretano e del vescovato; e alla fine Innocenzo IX, il 19 dicembre 1591, decretò che venisse restituita a Recanati la cattedra vescovile; n a la Bolla, per la morte del papa, restò sospesa e solo ebbe effetto l'anno seguente, sotto Clemente VIII. La cattedra fu però unita in perpetuo a quella di Loreto, immediatamente soggetta alla Santa Sede e con alternativa residenza del vescovo, come tuttora avviene, e Rutilio Benzoni, dotto prelato, fu il primo vescovo di Recanati e Loreto.
   La storia recanatese non olire quindi più alcun che di notevole e ricorderemo solo, come agli 11 febbraio del 1797 vi entrarono i Francesi, repubblicani, che avevano