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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
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Parte Terza — Italia Centrate
Ter difesa di Tìeeanali dalla parte mariti ima, e per le differenze che eranvi di frequente con gli Anconitani, fu fabbricata la torre di Aspi, sul cominciare del XIV secolo.
Le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini portarono i loro tristi effetti anche in decanati, e combatterono accanitamente tra loro e alla line prevalse la fazione ghibellina che cacciò dalla patria tutte le famiglie dei Guelfi. Giovanni XXII da Avignone scomunicò i ribelli, fulminò l'interdetto a decanati, la privò della sede vescovile e vescovo e Capitolo furono trasferiti a Macerata. Cacciati i Ghibellini e tornata la città alla devozione del pontefice, lo stesso Giovanni XXII scrisse al Comune, nel 1324, encomiandone la fedeltà e l'ubbidienza. Ma le turbolenze non erano però terminate e, nel 132G, si ebbero nuovi rumori e si dovettero impiccare Massolo e Ciscolo di Atto ed altri aderenti agli Osimani ribelli. Si venne a composizione definitiva nel 1328 e si fece atto pubblico e solenne nella piazza. S'inalberò il vessillo della Chiesa e il sindaco del Comune, confessandone le colpe, domandò assoluzione e perdono e la restituzione degli antichi diritti e privilegi. Il Comune dovette pagare 3000 fiorini d'oro e cedere alla Chiesa i forti dell'Aspio e Monte Fiore.
Nel 1338 Iippo, uno dei perdonati, alzò rumore e, rubato il gonfalone del Comune, tentò di sovvertire la città; ma fu fatto decapitare dal podestà; tentativo ripetuto poi, nel 1312, da Baldassarre e Pagnotta. Nello stesso anno Ajoletto Crnciani, fatta lega col famoso Gozzolino, tiranno di Osimo, sollevò i Ghibellini, uccise molti, incendiò case; ma sollevatisi ì Guelfi, confiscarono i beni del Crumiri.
Nel 1357 il cardinale Alboruoz, per speciale autorità di Innocenzo VI, nell'intento di evitare guerre tra Recanati e Macerata, ristabilì la sede vescovile recanatese e la uni perpetuamente a quella ili Macerata, ordinando che il vescov o dovesse chiamarsi di Macerata e di decanati, e primo vescovo che portasse questo titolo fu il domenicano Niccolò. Il suo successore, il veronese Oliviero, fu cagione di gravi disordini per decanati. In tpiel tempo le lettere del Comune non si sottoscrivevano dai magistrati, ma si autenticavano col sigillo della città. Essendo tale sigillo stato rubato, o falsificato, alcuni male intenzionati scrissero, in nome del pubblico, al papa e ai cardinali, pregandoli concedere al vescovo il principato temporale di Recanati. La notizia di questo inganno mise in furore i Recanatesi e, sospettando che il vescovo fosse anche Ini di accordo, fecero tumulto innanzi all'episcopio, di che impaurito Oliviero fuggi. Ma i (inciti tanto lecere, che scongiurarono il pericolo di perdere nuovamente la sede vescovile. Durante lo scisma tra Urbano VI e l'antipapa Clemente \ 11, Recanati restò fedele ad Urbano ed ai suoi successoli.
Nel 1383 Urbano fece vescovo Angelo Cini, che risiedette quasi sempre in decanati e che fatto cardinale da Gregorio XU, fu dalla chiesa principale detto cardinali di U Kit nati. Durava intanto lo scisma e Gregorio XII alfine di porre termine ai mali che affliggevano la Chiesa, rinunziò al papato e il Concilio di Costanza lo dichiarò primo cardinale, vicario e legato perpetuo della Marca e amministratore perpetuo delle sedi di Macerata e Recanati. E in quest'ultima zittii mori nel 1117 e fu sepolto nella chiosa di San Flaviano.
decanati avendo postulato al Concilio, per suo vescovo, l'amministratore Marino, prima Che si sapesse essersi date le dite chiese m commenda al cardinale Cernirò, Martino \ trasferì Marino da Teramo alle due elliVse di Macerata e Recanati e nello stesso tempo lo nominò legato della Marca. Ma insorsero dissapori tra Ini e il Comune di Recamiti e furono spediti ambasciatori al papa, accio fosse rimosso; ma pero nel 1123 ogni vertenza venne accomodata.
Circa quest'epoca cominciò decanati a divenire sede di diversi cardinali che tennero in questa città la residenza in qualità dì legati e primo tra essi fu il celebre cardinale Yitollescln di Gorneto. V lui seguì, udranno 1 MI, Aste, vescovo benaccetto Venne poscia il tempo dell'occupazione della Marca da parte dello Sforza, ed i Recanatesi