Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino', Gustavo Strafforello
Pagina (266/423) Pagina
Pagina (266/423)
La Patria. Geografia dell'Italia
Provincie di Ancona Ascoli Piceno Macerata Pesaro e Urbino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1898, pagine 415
2-20
Parte Terza — Italia Centrale
Mandamento di PAUSULA (comprende 4 Comuni, popol. 17,S2fi abitanti).
Pausula (SG29 ab.) — Cenni storici, Pa usuine, antico municipio romano, trovasi ricordato da Plinio tra le città picene e nel Libro delle Colonie. E anche menzionato iteli'Itinerario Pcutingeriemo, dal quale risulta che la città distava 14 miglia da Ascoli, 15 da Fermo e 9 da Potenza Picena.
11 luogo preciso ove sorse la città è indicato dall'abazia di San Claudio e qui, nel medioevo, trovavansi un castellimi de Posulano, una corte de Posulis e i fondi detti posuleni, manifestamente dal nome corrotto della città antica. Dopo i tempi di Teodosio II, Pausula trovasi nominata nel Concilio tenutosi nel 4G5, essendovi sottoscritto un Claudius episcopus Pausulaiius. Quindi se ne inferisce che Pausula, allorché i Goti vennero nel Piceno, nel 405, dovè essere assai granile e rinomata città.
Quanto al castello di Monte dell'Olino, o Mont'Olmo, succeduto all'antica Pausulae, già esisteva nel 1115 e ottenne alcuni privilegi dal vescovo di Fermo e dai monaci di Chiara valle, a patto di serbarsi fedele alla chiesa fermana e di concorrere alla riedificazione del monastero di Piastra, nel caso venisse distrutto. Crescendo il paese ritenne il nome di Castello o Castehocchio, al quale Eugenio III, nel secolo XIII, conferì vai ii privilegi, confermati poi ed ampliati, nel 1218, da Innocenzo IV, per avere i Montolniesi aderito alle parti della Chiesa, al tempo di Federico IL Fu allora posto sotto la soggezione di Montolmo il castello di Cerqueto, e u sì trasferirono anche gli abitanti di Cetriolo e l'oggi di San Giovanni, di Santa Lucia e di Colbnccolo. I rettori della provincia spesso si trattennero in Montolmo, come in luogo forte e ben nninito.
Montolmo si distinse nella opposizione fatta a Francesco Sforza; ina ciò non valso a preservarlo dalla distruzione die venne effettuata dalle soldatesche sforzesche nel 1433, Lo Sforza no fece una piazza «Farmi e nelle sue vicinanze, ai 23 agosto del 143), ruppe l'esercito della Chiesa e fece prigione Francesco tiglio del celebre Piccinino.
Il Compagnoni aggiunge che il castello, nel 1201, fu incluso india pace tra Fermo e altri luoghi della Marca e, nel 121S, collegossi con Macerata evenne allora recinto di mura con quattro porte. Nel 1220 Onorio 111 sottopose Mont'Olmo al legato apostolico; ma puro dopo Federico 11 lo fece occupare dal duca di Spoleto e torno alla Chiesa in seguito alla pacilicazione seguita tra il papa e I imperatore. Nel 121S fu danneggiato dagli uomini di Macerata e di Petriolo. Xel 12G4 si compose con Macerata e riportò un indulto del vicario regio, contro diversi di Petriolo incolpati di ribellione. Nel 1297 il Consiglili della terra componevasi di dodici sa vii. Xel 130G fu assoluto dai legati di Clemente V, per aver rivolte le armi contro il rettore della Marra, anzi llaimondo, rettore generale e nipote del papa, vi stabilì la sua residenza. Amelio di Lautrec, rettore per Giovanni XXII, vi tenue un Parlamento generale nel 1317. Gregorio XI l'attribuì alla diocesi di Macerata, insieme a San Claudio, togliendoli a
quella ili Fermo. „
* *
L'abitato, che sorge 9 chilometri a sud-est ili Macerata, su ili un colle, a 255 metri sul mare, non lungi dalla riva destra del Chienti. conta nnnierosi e buoni fabbricati. Tra le chiese meritano ricordo quella di San Pietro e Donato, di antica origine, ni cui vedovanti degli avanzi di pitture ilei secoli Xll e XLI] ; ma venne interamente ricostruita nella metà del passato secolo. Fella c anche la chiesa dei Minori Osservanti, con pitture dì Durante da Montolmo.
11 territorio, copiosamente irrigato dal dùcuti e dal Piastra, è fertile di cereali, canapa, frutta, vino, olio e legnini.
LU,mini illustri. Montolmo vantasi di aver dato ì natali al celebre antiquario Luigi Lanzi, che dal granduca Pietro Leopoldo fu eletto a direttore della Galleria fiorentina e che, per le molte opere letterarie, si distinse precipuamente col suo Saggio di lingua etnisca e con la Storia dell'italiana pittura. Illustrarono anche la loro patria,